In Maggio il panorama del malware è stato ancora dominato dalla
presenza di Trojan che hanno comunque subito una significativa flessione.
Lo dimostrano gli ultimi dati provenienti dai G Data Security Labs secondo
cui il 31,2% (-5,8% rispetto al mese di Aprile) del malware registrato
nell’ultimo mese è costituti proprio da Trojan che hanno
però subito una flessione a favore dei Downloader che si collocano
al secondo posto della classifica passando dal 20,1% di Aprile all’attuale
25,6%. Seguono nell’ordine Backdoor, Spywasre e Adware-
La ricerca di G Data ha analizzato 91.691 tipologie di malware e da qui
è stata stilata la classifica delle 5 categorie di più diffuse
Top 5 malware
Le varie tipologie di malware sono state categorizzate in base al loro
meccanismo di diffusione e alla tipologia dei danni provocati.
1.Trojan: 31,2% (-5,8%)
I Trojan (Cavalli di Troia) sono un tipo di malware le cui funzionalità
sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile per
l’utente. È dunque lo stesso utente che, installando un determinato
programma, installa inconsapevolmente anche questo codice maligno che
provoca danni al sistema. I Trojan non hanno una dinamica di propagazione
propria, come virus e worm, ma sono solitamente inviati via e-mail o diffusi
attraverso il file sharing o siti Internet.
2.Downloader: 25,6% (+5,5%)
Il Downloader è un tipo di malware che, come il nome stesso indica,
scarica in maniera automatica dei file dannosi da Internet che, di norma,
cercano subito di inficiare le impostazioni di sicurezza del Pc.
3.Backdoor: 13,8% (13,8%)
I Backdoor sono paragonabili a porte di servizio che consentono di superare,
in parte o in tutto, le difese di un Pc che così può, di
conseguenza, essere controllato da un hacker per via remota. La maggior
parte delle volte viene installato un particolare tipo di software e il
Pc viene integrato in una Botnet costituita da Pc cosiddetti “zombie”
che vengono quindi utilizzati per distribuire spam, rubare dati o eseguire
attacchi di tipo DDoS.
4.Spyware: 13,6% (=)
Gli Spyware sono un tipo di malware il cui fine principale è quello
di rubare le informazioni personali dal Pc degli utenti. Queste informazioni
includono tutti i tipi di dati personali tra cui password, dati per account
bancari o addirittura dati di login per i videogiochi online.
5.Adware: 4,9% (-0,2%)
Gli Adware registrano le attività e i processi di un Pc tra cui,
ad esempio, il comportamento degli utenti in rete. Se si presenta un’opportunità
adatta, vengono quindi mostrati messaggi pubblicitari mirati. In altri
casi, invece, vengono manipolati i risultati delle ricerche sul web in
modo che la vittima sia indirizzata su certi prodotti o servizi che possano
fruttare denaro a chi ha diffuso il malware. In moltissimi casi questo
avviene senza che l’utente se ne renda conto.
Top 5 famiglie di virus
Basandosi sulle somiglianze a livello di codice, il malware può
essere diviso in varie “ famiglie”:
1.Stuh: 4,4%
I Cavalli di Troia della famiglia Stuh sono capaci di agganciarsi ai processi
in atto sovrascrivendo determinate aree di memoria. Questo Trojan colpisce,
tra gli altri, Internet Explorer, i driver di rete o addirittura anche
certi processi del tool di virtualizzazione VMWare.
In questo modo il codice maligno è in grado di manipolare il traffico
di rete o perfino di registrare gli input durante la digitazione sulla
tastiera del sistema infetto.
Oltre a ciò, il servizio di update automatico di Windows viene
disabilitato e il registro di sistema manipolato in modo tale che il software
maligno venga caricato ad ogni avvio di sistema.
2.Fraudload: 3,9%
La famiglia Frauload contiene un grande numero di varianti del cosiddetto
“scareware”, una serie di programmi che si presentano all’utente
sotto le vesti di un software di sicurezza o un tool si sistema. Alle
vittime viene solitamente detto che il proprio sistema è infetto
e che per risolvere questo problema è necessario acquistare la
versione “full” del software antivirus proposto. Per effettuare
la transazione si viene indirizzati su siti fasulli dove è necessario
fornire gli estremi della propria carta di credito.
Le infezioni vengono solitamente trasmesse attraverso falle di sicurezza
presenti nel sistema della vittima o attraverso applicazioni software
vulnerabili. Ma ci sono altri metodi di attacco che invitano gli utenti
a visitare determinati siti internet con la promessa di video erotici
e news dell’ultimo minuto. Per vedere questi video viene richiesto
di norma l’istallazione di un particolare codec che contiene software
infetto.
3.Monder: 4,9%
La numerose varianti di Monder sono essenzialmente dei Troajn che manipolano
le impostazioni di sicurezza sui sistemi infettati rendendoli così
suscettibili di ulteriori attacchi. Un’infezione aggiuntiva può
avere luogo anche attraverso Adware, soprattutto tramite falsi software
di sicurezza. Alla vittima viene di norma raccomandato di fare una scansione
del proprio sistema con il suggerimento di eliminare le infezioni acquistando
la versione “full” del presunto software per la sicurezza
immettendo i dati della propria carta di credito su uno sito web creato
appositamente.
4.Autorun: 2,7%
Alcune parti dei software maligni della categoria Autorun sfruttano periferiche
removibili come le chiavi USB o gli Hard Disk esterni per diffondersi.
La funzione di Autorun che è inclusa nei più comuni sistemi
operativi Microsoft è spesso sfruttata per trasmettere software
maligni nel sistema delle vittime.
Attraverso un’intelligente manipolazione delle icone grafiche che
appaiono nel menu di Autorun dopo che è stato connesso al Pc un
media removibile, le vittime sono indotte con l’inganno a lanciare
il codice maligno. Per esempio, il primo oggetto di un menu mostra l’icona
di una cartella che si supponga debba contenere la struttura di una directory,
mentre invece è deputata a lanciare un file eseguibile maligno.
5.Buzus: 2,7%
I Trojan della famiglia Buzus esaminano il sistema delle ignare vittime
alla ricerca di dati personali o informazioni di log in per carte di credito,
online banking, mail o Ftp. Inoltre cercano di modificare le impostazioni
di sicurezza del sistema per renderlo ancora più vulnerabile.
Articolo originale pubblicato da Massimo
Nicora,
di: BizOnweb s.r.l.
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