Microsoft sulla strada dell'Open Source? Facciamo luce!
Microsoft ha aperto i codici della famosa suite per l'ufficio Office. Un chiaro segnale del timore che aleggia a Redmond verso il movimento open source. Ma anche una grande manovra per molti inaspettata.
Che il vecchio caro Bill fosse pronto a tutto pur di far
prevalere il suo immenso monopolio era cosa risaputa, ma che fosse in grado di
aprire i formati del suo strapagato Office è una cosa che giunge veramente
inaspettata. In casa Microsoft,
stando anche alle notizie che hanno fatto il giro della rete in questi ultimi
mesi, si è capito subito che l'unico modo per sconfiggere l'avversario
fosse pensarla come lui. Ed ecco qui che nei giorni scorsi giunge nelle redazioni
editoriali di mezzo mondo lo scoop vero e proprio: "Microsoft ha aperto,
rendendoli così disponibili a tutti confermando in pieno la filosofia dell'avversario,
i formati di Office."
Inoltre, i formati sono stati segnalati all'Ecma
International affinchè potessero diventare lo standard "de facto"
dell'intera industria moderna. La stessa Ecma International si occuperà
dello sviluppo della documentazione sui formati e del loro instradamento verso
il mondo dell'industria. Molte sono le società che hanno appoggiato la
Microsoft in questa iniziativa. Le ricordiamo brevemente: Apple Computer Inc.,
Barclays Capital of Barclays Bank Plc, BP Plc, the British Library, Intel Corp.,
Statoil ASA e Toshiba America.
Quello a cui punta Microsoft è semplice: arrivare sulle scrivanie degli
utenti di tutto il mondo aprendo a tutti i suoi formati. E allora, starete pensando,
cosa significa? Aprendo i formati dei documenti di Office, la società di
Redmond, cercherà di assicurarsi tutti quei clienti che non fanno uso di
Office ma che così possono essere in grado di lavorare con i suoi formati.
Pensiamo ai documenti di Microsoft Word, PowerPoint ed Excel. Il tutto senza sborsare
un soldo dalla tasca. La mossa della Microsoft servirà, inoltre, a prevenire
le potenziali perdite di contratti e di licenze per Office, con i governi di mezzo
mondo. Sappiamo quanto Microsoft sia in gamba ad accaparrarsi i governi.
Microsoft è pronta a scommettere che questi documenti, e il loro formato
XML, renderà
più innovativa e facile la vita di centinaia di migliaia di utenti. Accedere,
cercare, usare, sviluppare ed integrare i documenti in un modo nuovo ed innovativo,
e soprattutto libero! Bello lo slogan. Peccato che ci ricorda qualcosa di già
sentito.
Eh si perchè quello a cui sta puntando la Microsoft è palese: ostacolare
l'enorme ed esponenziale crescita del mondo OpenSource. Però fermiamoci
un attimo a ragionare su questo primo pezzo d'articolo. Se la pensate come me
la prima cosa che vi viene in mente è: "Ma allora la Microsoft ha
paura dell'OpenSource?". La risposta è evidente: si! La Microsoft
ha paura. Ha paura delle sensibili perdite registrate ai suoi fatturati grazie
all'OpenSource, ha paura dei tanti sviluppatori che non usano più i suoi
tool di sviluppo, ha paura per tutti e di tutti quegli utenti che finalmente hanno
capito, o stanno capendo, che Microsoft Windows non è il migliore sistema
operativo al mondo. Ore è addirittura spaventata dal fatto che tutti gli
utenti di Office stanno passando ad OpenOffice.org
o altre soluzioni più economiche e soprattutto libere.
Ma gli utenti di Linux non hanno nulla da temere. A parer mio, finchè
la Microsoft si ostina a vendere a peso d'oro prodotti che non valgono nemmeno
un pezzo di legno, non c'è da preoccuparsi. Ci dimentichiamo che Linux
ha come suo primo obiettivo l'affidabilità, la qualità e la stabilità.
Cosa che al caro vecchio Bill, mancano. Allora è inutile basare tutte la
propria politica sui "colpi di mercato", Microsoft (o Windows, se preferite)
non è GNU/Linux,
possiamo dormire sogni tranquilli e far tranquillamente scherzare i furbacchioni
della Microsoft.
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Pubblicato il: 29/11/2005
AUTORE TESTO
Vincenzo Ciaglia
Tuxjournal.net
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