Testo pubblicato il 19/03/10 da Stefano Petrucci
Il geomarketing riguarda tutte le attività di comunicazione, anche quelle più tradizionali come i volantini, le affissioni, l'allestimento dei punti vendita.
Il geomarketing riguarda tutte le attività di comunicazione, anche quelle più tradizionali come i volantini, le affissioni, l'allestimento dei punti vendita. Si tratta d'isolare il più possibile l'obiettivo da colpire: i nostri potenziali clienti. Il punto di partenza sono le informazioni sulle persone che vivono in un determinato territorio, come banche dati e ricerche di mercato. Poi bisogna elaborare queste informazioni con programmi statistici e visualizzare i risultati sulle mappe digitali. Il risultato è una cartografia dei consumatori; il committente può conoscere quante persone con determinate caratteristiche abitano nell'area selezionata, quali sono le loro abitudini, la vicinanza di punti vendita concorrenti.
Il mobile marketing, vale a dire la pubblicità sui cellulari, è ancora un terreno insicuro. A suo vantaggio, c'è la crescente diffusione d'apparecchi sempre più integrati, con nuove funzioni e servizi (dal Gps a internet). Le tariffe flat dove si paga un fisso mensile, sono indispensabili per favorire l'utilizzo interattivo del cellulare, senza preoccuparsi dei costi di connessione. L'interesse dei consumatori e degli operatori telefonici per il mobile marketing, tuttavia, è ancora piuttosto scarso; inoltre, la maggioranza delle persone s'infastidisce quando riceve messaggi pubblicitari indesiderati. Il geomarketing potrebbe quindi diventare un buon alleato.
Difatti, circoscrivendo l'obiettivo della comunicazione pubblicitaria, si possono affinare i messaggi “push”, cioè quelli inviati ai destinatari senza una loro specifica richiesta (e perciò spesso considerati come spam). Immaginiamo, per esempio, un'azienda che vuole mandare un'offerta commerciale a tutti i suoi clienti che si trovano in una determinata area geografica. Oppure la possibilità di spedire messaggi a tutti i cellulari che si trovano in una certa zona e i cui proprietari possiedono certe caratteristiche, rilevate da precedenti analisi di mercato.
Il caso Intralot
Un esempio di successo dell'alleanza tra geomarketing e marketing diretto è Intralot, la società di scommesse sportive nata nel 2006. Intralot ha impiegato dapprima i mezzi di comunicazione tradizionali: radio e tv locali, affissioni, volantini, elementi grafici sui marciapiedi. Poi ha inviato un messaggio promozionale a 170mila utenti di un operatore telefonico: ogni persona, rispondendo al messaggio, poteva ricevere un codice per una giocata gratis con Intralot. Le risposte sono state 2.500 cui bisogna sommare le tessere gratuite distribuite con i volantini e poi effettivamente utilizzate (329mila). Il risultato complessivo è che il 44% di chi ha ricevuto una tessera o un codice sul cellulare, si è recato in un punto vendita Intralot per scommettere. I duecento centri coinvolti hanno aumentato il loro fatturato su quello totale Intralot dal 39 al 44%; inoltre, il fatturato è rimasto superiore alla media anche nelle settimane successive.
Link: www.oltrelinea.net