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L’obesità può togliere fino a 10 anni di vita
Articolo pubblicato il 26/06/09 | da
Luisa Maschio
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Lo studio della Cass mostra la relazione diretta fra peso corporeo e aspettativa di vita.
26/06/09 - Aprile 2009. Esiste un rapporto diretto fra il peso corporeo e la durata della vita, soprattutto per gli uomini. Lo dimostra lo studio di Ben Rickayzen, direttore della Faculty of Actuarial Science and Insurance alla Cass Business School di Londra, che calcola il numero di anni di vita persi a causa dell'obesità: un uomo giovane, in forte sovrappeso, può vivere fino a 10 anni in meno, rispetto ad un coetaneo con peso-forma ottimale.
La ricerca ‘A study into the detrimental effects of obesity on life expectancy’ utilizza calcoli attuariali delle misure dell’Indice di Massa Corporea (peso diviso per il quadrato dell’altezza) e del rapporto vita/altezza (WTH, Waist-To-Height) per valutare l'impatto dell’eccesso di grasso sulla mortalità. Lo studio, il primo di questo tipo basato su dati provenienti dal Regno Unito, ha preso in considerazione solo i non fumatori.
Ecco i principali risultati:
• L'obesità può avere un impatto enorme sull’aspettativa di vita, soprattutto per gli uomini. Una donna di 30, anni con BMI (Body mass index: Indice di massa corporea) di 45, può perdere fino a 13 anni di vita (il 23% in meno rispetto a una donna di proporzioni ottimali). Un uomo, può perdere addirittura 20,8 anni (riduzione del 42% delle aspettative di vita).
• Anche un’obesità moderata può incidere sull’aspettativa di vita: per un uomo di 30 anni con BMI di 34, l’aspettativa di vita può ridursi di quattro anni. Una donna della stessa età e stesso BMI, può perdere invece fino a due anni;
• I dati mostrano che si può riportare indietro l'orologio: uomini e donne obesi potrebbero aumentare le aspettative di vita riducendo gli indici BMI o WTH. Ad esempio, un uomo di 30 anni potrebbe vivere altri 2,3 anni se pesasse 97 anziché 107 Kg. Ciò lascia presupporre che, perdendo peso, le persone potrebbero allungare la propria vita;
Il dott. Ben Rickayzen spiega: “Questo argomento è di estrema importanza per la pianificazione delle politiche sanitarie, sociali ed assicurative. I dati del Ministero della Sanità inglese mostrano che circa il 24% della popolazione inglese é obesa. Se questa tendenza continua, il suo impatto sulla mortalità aumenterà. Benché l’obesità possa essere controllata e prevenuta, il trattamento delle malattie ad essa connesse, assorbirebbe una porzione considerevole delle già scarse risorse sanitarie, con il rischio di veder aumentare la diffusione di diabete e cardiopatie”.
L'intero documento è scaricabile all’indirizzo: www.actuaries.org.uk
Metodologia della ricerca. L’obiettivo della ricerca é di valutare l’impatto dell’eccesso di grasso corporeo sulla mortalità. Sono stati utilizzati sondaggi sanitari provenienti dal Regno Unito per applicare un modello di Cox a rischi proporzionali a dati britannici specifici (Health and Lifestyle Survey, 1985) e analizzare gli effetti dell'obesità sull’aspettativa di vita. I ricercatori hanno confrontato ed esteso le ricerche eseguite negli Stati Uniti con i dati del Regno Unito utilizzando sia l'indice di massa corporea (BMI), sia il rapporto vita/altezza (WTH) come misure per l'obesità. Tuttavia, cosa importante, lo studio dimostra che la WTH rappresenta un indicatore del rischio di mortalità più affidabile rispetto alla BMI. I risultati indicano il numero di anni di vita persi (YLL) da cittadini britannici obesi rispetto a connazionali con livelli ottimali di BMI o WTH.
Contatto stampa: Luisa Maschio presso l’Agenzia Noir sur Blanc
lmaschio@noirsurblanc.com , Tel: +33 1 41 43 73 20
A proposito di… Cass Business School, City University, offre programmi di formazione, consulenza e ricerca innovativi, qualificati e sempre all’avanguardia. Situata nel cuore di uno dei maggiori distretti finanziari al mondo, Cass si trova in una posizione privilegiata per divenire il fulcro intellettuale della City di Londra. I programmi MBA, i Master specialistici e i corsi universitari godono di ottima reputazione grazie all’eccellenza accademica. Il Programma Executive MBA è classificato al 15° posto nel ranking del Financial Times. Nell’attività di ricerca, di rilevanza internazionale, sono impegnati più di 100 dottorandi. Cass può contare sul più nutrito corpo docente per finanza, assicurazioni e scienze attuariali in Europa. Al secondo posto per la ricerca finanziaria in Europa, al quarto nel mondo secondo il Financial Management Magazine (Stati Uniti esclusi), la ricerca nei settori rischi e assicurazioni è stata classificata al secondo posto al mondo dal Journal of Risk and Insurance. Cass è il luogo dove confluiscono le idee di studenti, docenti, professionisti, business leaders e protagonisti della politica per genere nuove prospettive. www.cass.city.ac.uk
Responsabile della pubblicazione:
Luisa Maschio
di Noir sur blanc

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