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Giappone - Union Investment
Articolo pubblicato il 26/06/08 | da
Monica Mazzanti
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Anche se la situazione del mercato azionario giapponese nel mese di maggio si è presentata con una tendenza positiva, le correzioni dei corsi che si sono registrate a livello internazionale, accompagnate dai timori d’inflazione, hanno fatto sentire anche qui il proprio peso. Bisogna però riconoscere che il tasso di aumento dei prezzi in Giappone è piuttosto contenuto.
26/06/08 - Anche se la situazione del mercato azionario giapponese nel mese di maggio si è presentata con una tendenza positiva, le correzioni dei corsi che si sono registrate a livello internazionale, accompagnate dai timori d’inflazione, hanno fatto sentire anche qui il proprio peso. Bisogna però riconoscere che il tasso di aumento dei prezzi in Giappone è piuttosto contenuto. Qui sembra stia subentrando una deflazione a tutto vantaggio dell’andamento delle imprese giapponesi. Tutti questi sviluppi sono stati pagati dal mercato per saldo. Dal fronte economico poi arrivano segnali positivi, con un aumento dello 0,8 per cento del BIP nel primo trimestre 2008 rispetto ai risultati del trimestre precedente. Le esportazioni verso gli altri Paesi asiatici, ma anche verso l’Europa, restano immutate, fornendo così una certa compensazione alle debolezze che si riscontrano sul mercato americano. Ma anche sul fronte della pubblicazione dati aziendali del primo trimestre chiusosi recentemente ci sono notizie assolutamente positive. Le ultime quotazioni dell’indice Nikkei, che nel frattempo era scivolato a 13,655 punti base, lo danno ora a 14,350 punti base, con un aumento di quasi il 3,5 per cento rispetto al mese precedente. Gli investitori esteri che finora sono stati abbastanza sottopesati sul mercato azionario giapponese possono tornare a operare.
Il mercato azionario giapponese sta cercando di riprendersi dopo un periodo di forte instabilità. Sul fronte dei profitti aziendali le aspettative per l’anno fiscale in corso hanno dovuto essere riviste al ribasso, a causa della forza dello yen e dell’aumento dei costi delle materie prime e c’è il rischio di tornare facilmente ai livelli dell’anno scorso. Le aziende giapponesi si aspettano una riduzione degli utili piuttosto elevata, soprattutto per quanto riguarda i dati del primo trimestre. Tutto considerato, però, alla fine i profitti potrebbero essere migliori di quanto il mercato faccia prevedere al momento. Anche lo scenario economico si presenta nel suo complesso abbastanza soddisfacente anche se il Giappone non passerà indenne dalle traversie che affliggono gli USA. Bisogna tener conto comunque del fatto che la domanda che viene dai confinanti Paesi asiatici rappresenta un gratificante contrappasso. Forti impulsi al mercato verranno poi dal fatto che, deflazione o no, l’inflazione in Giappone si mantiene alquanto contenuta. Anche se a breve termine l’indice Nikkei potrebbe toccare quota 15.000 punti base, non dobbiamo dimenticare però che ora le quotazioni non sono più così interessanti.
Responsabile della pubblicazione:
Monica Mazzanti
di Ogami

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