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Per uscire da ''emergenza autotrasporto'' occorre che il Governo imponga alle committenze la Tariffa minima di Sicurezza

Articolo pubblicato il 10/06/08 | da Mauro Sarrecchia


L’eventuale ed auspicato intervento straordinario del Governo sul “caro gasolio” non può rappresentare la soluzione strutturale alle difficoltà del settore.
E’ tempo che, dall’intervento sui costi delle imprese si passi a scelte impegnative sul versante dei prezzi a cui le committenze continuano, ogni giorno, ad acquistare i trasporti.
Così si esprime un comunicato del Consiglio direttivo Nazionale di Transfrigoroute Italia Assotir.


10/06/08 - Il Consiglio Direttivo di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, riunitosi in Roma il 31 maggio 2008, ha discusso la gravissima situazione che sta provocando l’abnorme crescita dei costi di gestione e, in particolare, di quello del gasolio da autotrazione, in un quadro caratterizzato già da lungo tempo da quella che l’Associazione ha definito “l’emergenza autotrasporto”.

L’aumento inarrestabile del gasolio ha fatto sì che l’incidenza di tale voce sul complesso dei costi operativi delle imprese di autotrasporto sia balzato dal precedente 30% ad oltre il 40%.

Insieme a ciò, le recenti misure dirette a rendere operativa la nuova normativa sull’orario di lavoro degli autisti, ancorché mitigata dall’accordo sindacale del 3 aprile scorso, determinano, con gli inevitabili aumenti del costo del lavoro, un drastico aggravamento della sofferenza economica delle imprese, cui spesso vengono a mancare, oltre al benché minimo profitto conseguente all’esercizio della propria attività, addirittura le risorse economiche per l’effettuazione dei servizi di trasporto.

D’altro canto, continuano a rimanere lettera morta le richieste, più volte avanzate da TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR e fatte proprie dalla stragrande maggioranza della categoria, circa l’apertura di una trattativa che veda coinvolte, insieme al Governo, anche le committenze al fine di definire le condizioni minime per poter realizzare un trasporto delle merci nei termini che le leggi, la sicurezza della circolazione e la stessa dignità degli operatori imporrebbero.

Le richieste di una TARIFFA MINIMA DI SICUREZZA da imporre alle committenze quale condizione perché il trasporto da esse commissionato possa essere svolto in modo legale, sicuro e trasparente rimangono inascoltate.

Anzi, a fronte della dichiarazione, da parte di alcune Associazioni sindacali, di un Fermo generale della categoria che non vede in alcun modo ripresa, nella piattaforma rivendicativa, la richiesta di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, è proprio l’Associazione di una parte della committenza – la Confetra – che si premura di mettere le mani avanti e diffidare il Governo a qualsivoglia assunzione di decisioni sull’argomento, nonostante il precedente Governo ed il Parlamento avessero fornito alla categoria, formali assicurazioni in tal senso.

Come già in occasione del fermo di dicembre 2007, TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR insiste sul fatto che l’eventuale ed auspicato intervento straordinario del Governo sul “caro gasolio” non può rappresentare la soluzione strutturale alle difficoltà del settore.

E’ tempo che, dall’intervento sui costi delle imprese si passi a scelte impegnative sul versante dei prezzi a cui le committenze continuano, ogni giorno, ad acquistare i trasporti.

Solo attraverso l’introduzione di una TARIFFA MINIMA DI SICUREZZA, secondo TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, sarà infatti possibile combattere l’illegalità e l’insicurezza che generano trasporti effettuati in spregio a qualsiasi compatibilità economica e potranno essere individuate e colpite – in modo chiaro – le responsabilità di quelle committenze pronte ad utilizzare i servizi di trasporto offerti da pseudo imprese che si limitano, nella più parte dei casi, ad effettuare una semplice attività di intermediazione scaricando tutti i maggiori costi su chi effettivamente possiede e fa muovere i camion necessari all’effettuazione del trasporto.

TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR si augura che il tempo che ci separa dal 30 giugno, data in cui dovrebbe essere effettuato il previsto Fermo generale del settore possa consentire di tornare a porre al centro del confronto politico-sindacale la questione della remunerazione dei servizi di trasporto effettuati da decine di migliaia di piccole e medie imprese del settore: quelle che hanno i camion; quelle che hanno i dipendenti; quelle che si assumono davvero il rischio d’impresa, senza scaricarlo su una pletora di subvettori.

Per sostenere questa posizione il Consiglio Direttivo Nazionale di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, che aveva già indirizzato al ministro dei Trasporti On. Altero Matteoli ed alla presidente di Confindustria, Dott.ssa Emma Marcegaglia precise richieste in tal senso, ha deciso di rivolgersi direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri, On. Silvio Berlusconi, per richiedere l’apertura ufficiale di un tavolo di trattative cui il Governo assuma la responsabilità di far partecipare le rappresentanze delle Committenze.

TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR giudica, in tal quadro, sostanzialmente inutile e fuorviante un incontro con il solo responsabile del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti come quello programmato per il prossimo 9 giugno, cui peraltro il Ministro non ha ritenuto di dover invitare chi rappresenta migliaia di imprese in tutt’Italia.

TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR si riserva, qualora alle sue richieste non venga dato il necessario ed urgente seguito, di promuovere tutte le iniziative, anche le più clamorose, per assicurare la tutela degli interessi delle piccole e medie imprese di autotrasporto italiane.

Link: TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR

Responsabile della pubblicazione:
Mauro Sarrecchia
di Transfrigoroute Italia ASSOTIR

(Fonte notizia: http://www.assotir.it/pagina.php?cat=3&id=869)

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