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Se non ora, quando?

Articolo pubblicato il 03/06/08 | da Federica Rossi


Le roulotte, dette anche caravan, sono tornate ad essere fenomeno di costume. Utilizzate in Europa da politici, attori, cantanti (come Madonna) per le vacanze, sono tornate trendy anche in Italia

03/06/08 - Lettera aperta al Presidente Promocamp, Silvano Capellari

di Luca Stella

Ci sono momenti in cui bisogna prendere delle decisioni, perché ci sono occasioni che per fortuna arrivano ma poi passano. E non importa se fanno fermate in stazione, bisogna avere l’agilità al peggio di prenderle al volo. Ma la domanda rimane la stessa: se non ora, quando?

Per questo è di conforto sapere che nel settore c’è Promocamp, una associazione che non si chiude, in maniera cieca, nella difesa di un solo segmento dell’offerta, ma rappresenta in modo autorevole e prestigioso la pluralità, ossia gli accessoristi, i costruttori di autocaravan, quelli di tende e di roulotte. E proprio di caravan andremo a trattare.




A luglio scorso, in Portogallo si tenne l’Eustad, un convegno- studio nel corso del quale vennero analizzate varie tipologie di prodotti, di modo comportamentali, di tendenze. E questo non solo in ambito sociologico e comunicazionale, ma anche economico, politico e di tendenza.

In questo ambito venne evidenziato come la roulotte sarebbe stata uno strumento che verrà utilizzato sempre di più in futuro non solo nel mondo ma soprattutto in Europa e in Italia, nello specifico, e questo per svariati motivi. Dal punto di vista sociologico, i quarantenni di oggi sono i ragazzi degli anni ’70, i protagonisti con le loro famiglie di vacanze “al traino”. Ricordiamoci inoltre che le generazioni cambiano (e nel 2007 è cambiata quella con potenziale di spesa idoneo a ciò di cui si parla) e quelle nuove non utilizzano mai gli strumenti tipici di quella appena passata. Una specie di reazione: qualunque cosa, ma non il passato prossimo. In ultimo l’evoluzione automobilistica, che consente oggi di vedere una esplosione di ganci traino su fuoristrada e Suv come non mai prima d’ora. Basta ricordare che non è mai successo che il 42% di vetture nuove venisse ordinato con lo specifico arnese come invece ha dichiarato la General Motors per la sua Opel/ Vauxall Captiva riferendosi a Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna.

Tante motivazioni, qui ne abbiamo indicate solo alcune, in realtà ci hanno riempito tanti volumi quanti quelli di una enciclopedia. Tutto ciò ci consente di non stupirci nel vedere “Le Iene”, programma televisivo di Italia 1, che utilizzò lo scorso anno una caravan e oggi, stessa cosa sta facendo il “Grande Fratello” su Canale 5.
Reiner Maria Rilke ne “Lettere a un giovane poeta” scrive: “…non ti curare della superficie, nel profondo tutto diventa legge…”. Difatti non si tratta di casi isolati o unici o inaspettati. Lo avevamo scritto a chiare lettere, attenzione, vedrete che ci sarà un importante programma televisivo che utilizzerà la caravan perché in target con il suo pubblico. Avevamo pochi mesi or sono la sfera di cristallo? Abbiamo spie in Mediaset? No, semplicemente, a quel convegno-studio era stato scientificamente dimostrato. Era nella logica delle cose. E oggi, l’esplosione che il settore caravan può avere dipende solo da noi e ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte affinché ciò avvenga.

Peraltro, quel convegno-studio evidenziò anche il pericolo della confusione che si stava pericolosamente facendo tra camper e ufficio mobile e il recente programma Terzo Pianeta, Rai 3, in questo caso negativamente, conferma pure questa tendenza. Una tendenza pericolosa perché non sposta di un pezzo le vendite e crea una immagine sbagliata. Tecnicamente si parla di “parallelismo mancato” e chi ne sa di marketing o di comunicazione sa benissimo quanto questo sia deleterio. Ci sarebbe piaciuto che una associazione di produttori di camper avesse preso coscienza della cosa e operato di conseguenza. Ci sarebbe piaciuto nell'interesse del mercato camperistico.

Oggi l’Italia è un mercato monco, poiché si vendono tanti camper e poche caravan. Ovviamente non si tratta di due mercati in competizione, ne l’uno è l’evoluzione dell’altro. I mercati sani, vigorosi, quelli che contano in Europa, come Francia e Gran Bretagna, vedono accanto a vendite di autocaravan che noi ci sognamo, anche quelle di roulotte che noi ci sognamo. E tutto si lega.

Quindi, cara Promocamp, stimato Presidente, visto che dal punto di vista comunicazionale ci sono tutte le premesse per rilanciare il prodotto roulotte, se non lo facciamo ora, quando? Per favore, nell’interesse del settore, per il bene degli utenti, muovetevi, agite, fate qualcosa.
Promocamp è la sola organizzazione di costruttori che in Italia è in grado di farlo e dunque, fatelo.

I vostri colleghi del NCC hanno reso pubblico un interessantissimo studio che dimostra come la caravan appartenga alla fascia dell’ecoturismo, contribuendo e non poco alla riduzione di CO2: qui .

Non diciamo di arrivare a quel punto, ma si può e si deve fare qualcosa. Oggi è il momento giusto, passato questo treno chissà se e quando ne arriverà un altro.

Certo, qualcuno degli attuali utenti abbandonerà la caravan nel caso torni ad essere un fenomeno importante. Come certi gruppi musicali che con il primo cd venduto, perdono gli affezionati della prima ora con l’accusa di essere diventati troppo “commerciali”. In Italia sappiamo che avere successo per taluni è una colpa.
Però non dimentichiamo che riuscire a recuperare questo segmento è importante. Non dimentichiamoci anche che il roulottista di oggi, una volta in età da pensione, può diventare un camperista. Accade in Gran Bretagna, accade in Francia, sta succedendo in Olanda e in Danimarca.
Ma a qualcuno fa davvero così schifo se accanto ai soliti 14mila circa camper si vendessero anche 8 o 9mila caravan? Qualcuno si assume per favore la responsabilità di dire che è un errore per i costruttori, per i concessionari e per gli utenti?
O siamo così deboli e insicuri da preferire il chiuderci snobisticamente in mercati da pochi pezzi, rinunciando alla positività di un settore che recupererebbe al comparto turistico un segmento ancora oggi di primo piano nel mondo?

Cara Promocamp, per favore, datti da fare. Da una associazione così importante ci si aspetta che centri un importante obiettivo come questo. E pensaci bene, vista l’attenzione mediatica, è meno difficile di quello che possa apparire a prima vista. E stai pur certa che non ti lasceremo sola. Magari ti seguiremo trainando una roulotte.

Link: Newscamp

Responsabile della pubblicazione:
Federica Rossi
di MoSt Ltd


Creative Commons - Attribuzione-Non commerciale 2.5

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