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Governare il territorio partendo dai vitigni

Articolo pubblicato il 27/05/08 | da Riccardo Cecatiello


La viticoltura come elemento qualificante del paesaggio dell’Oltrepò Pavese da considerare nelle regole e nei programmi per la gestione e per lo sviluppo del territorio (Regolamenti di Polizia Rurale, PRG, PGT).

27/05/08 - L’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 13'000 ha a vigneto) è una realtà significativa nelle produzioni italiane di vini a Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.), con quasi mezzo milione di ettolitri di vino annualmente iscritto. Qui la viticoltura non è solo una importante realtà economica ormai di millenaria tradizione, ma è talmente concentrata dal divenire un fondamentale elemento dell’ambiente. Infatti, negli oltre 40 Comuni viticoli del pavese oltrepadano, la concentrazione dei vigneti sul territorio e sempre ragguardevole e raggiunge i suoi valori massimi nelle zone nordorientali con picchi compresi fra il 60 e l’80% della superficie comunale totale, occupata dai vigneti (soprattutto in: Canneto Pavese, Montescano, Lirio, S. Maria della Versa, Montù Beccaria, S Damiano al C., Zenevredo).
Questo significa che la maggior parte del territorio non urbano o destinato ai servizi, è occupato dalle colture viticole e, in misura minore da boschi od incolti. Di conseguenza, qualsiasi azione od operazione svolta alla salvaguardia, alla gestione, allo sviluppo ed alla valorizzazione ambientale e socio-economica del territorio non può prescindere dalla considerazione della VITICOLTURA presente. Detta asserzione, che pare scontata, in realtà non è mai stata considerata, almeno fino ad oggi, nei normali dispositivi delle regole, delle norme e delle azioni per lo sviluppo territoriale ed ambientale. Un esempio sono i P.R.G. (Piani Regolatori Comunali), principale strumento per la programmazione-sviluppo del territorio. Va inoltre osservato che la viticoltura, oltre a caratterizzare un territorio dal punto di vista economico ed estetico, lo condiziona dal punto di vista funzionale (impatto ambientale, possibile erosioni dei versanti ed interferenza con le strutture della viabilità e della regimazione delle acque); dette influenze possono essere positive o negative a seconda del tipo di viticoltura condotta ed in funzione di quanto l’intorno dei vigneti è stato opportunamente programmato, per esempio nella pianificazione degli sviluppi urbani e dei servizi.
Considerare la viticoltura negli strumenti Comunali ed intercomunali adottati è quindi un fondamentale passaggio verso una corretta gestione sostenibile del territorio in sinergia e non in contrasto fra le diverse risorse che lo compongono. Se ne desume, quale linea di possibile sviluppo futuro, quella di sancire norme sull’impiego e la gestione del territorio anche in considerazione della viticoltura e delle attività enologiche, che a loro volta, dovranno seguire delle regole per essere elemento positivo di valorizzazione del territorio e delle sue attività (ristorazione, turismo), sfruttando, ad esempio, anche le possibilità di programmazione sovracomunali offerte dai P.G.T. (Piani di Gestione Territoriale). Un esempio concreto è stato già applicato da un gruppo di Comuni (circa 20) che hanno deciso di approntare (in collaborazione con il Centro di Consulenza Valle Scuropasso e l’Università Cattolica) nuovi Regolamenti di Polizia Rurale nella direzione indicata, uniformi per ampi comprensori territoriali e recanti precisi dispositivi atti a proteggere la sanità dei vigneti, da un lato e ad orientare scelte e tecniche colturali nel rispetto delle strade e del territorio. E’ un primo passo che ha, tra l’altro, avviato la positiva esperienza dello studio intercomunale delle problematiche e che si potrebbe estendere, nel metodo e nel merito alla programmazione dei P.G.T., anche sulla base della ventennale esperienza condotta dall’Associazione Nazionale “Città del Vino” nei cosiddetti Piani Regolatori della Vite e del Vino studiati e applicati in diverse realtà enologiche italiane.

L'attività del dott. Alberto Vercesi, Istituto di Frutti-Viticoltura dell’Università Cattolica del S.C. di Milano – sede di Piacenza, Associazione Nazionale Città del Vino, Centro di Consulenza Tecnica Viticola ed Enologica della Valle Scuropasso, ha questi presupposti, e presta attenzione ad un dialogo non bnale con i professionisti che si occupano di dare un assetto armonico al territorio.

Responsabile della pubblicazione:
Riccardo Cecatiello
di SoLv0


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