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Europei 2008: Il centrale

Articolo pubblicato il 29/04/08 | da Thomas Berchtold


Giocare a centrocampo significa essere bravi sia a difendere che ad attaccare ma per coloro che desiderano migliorare la loro posizione nel CPI la capacità di segnare e di fare assist è vitale…

29/04/08 - Gli indicatori del valore di un centrocampista sono meno prevedibili rispetto ad esempio a quelli di un portiere o di un attaccante. Il centrocampista della nazionale inglese Owen Hargreaves, recentemente si è lamentato perché si sente oggetto di critiche sia che la squadra vinca sia che perda, ed ha anche sottolineato che un centrocampista non deve necessariamente giocare bene perché la sua squadra abbia successo.

Questa affermazione consente di comprendere i motivi per i quali i centrocampisti spesso non occupano le prime posizioni nel Castrol Performance Index rispetto ad altri giocatori. Si tratta di occasione di rischio e di opportunità di riconoscimento. I centrocampisti saranno autori sicuramente di più contrasti dei difensori e di più passaggi rispetto a qualsiasi altro giocatore in campo ma alla fine sarà decisivo valutare l’apporto complessivo per la manovra della squadra.

ZONE D’AZIONE

Un centrocampista che effettua cinque contrasti vincenti al centro del campo non otterrà gli stessi punti di un difensore che ne fa altrettanti nella sua area non consentendo a un avversario di segnare. Tutto viene valutato in rapporto al rischio del gol. Se invece un centrocampista dovesse rincorrere un avversario sino alla propria area e fare un tackle importante, sarebbe premiato sontuosamente.

Lo stesso discorso vale per la fase offensiva. Un lungo passaggio passante è valutato di più rispetto a un appoggio corto perché il primo porta la palla più vicina alla porta avversaria e quindi potrebbe essere più determinante per un’eventuale azione da gol.

Claude Makelele, ad esempio, centrocampista di contenimento francese considerato il migliore al mondo nel suo ruolo, non si spinge quasi mai in avanti e la maggior parte dei suoi passaggi sono corti e effettuati nella parte centrale del campo. Per lui sarà quasi impossibile raggiungerà la vetta della graduatoria. D’altra parte i centrocampisti che fanno la spola dal limite della propria area sino all’area avversaria hanno la possibilità di avere visibilità in entrambe le zone importanti e pertanto hanno maggiori occasioni di influenzare l’esito della gara e ottenere più punti.

PLAYMAKER

Il regista spagnolo Xavi è un altro tipo di centrocampista, portato a costruire il gioco nella fase d’attacco. Spesso gioca a ridosso degli attaccanti in un centrocampo a quattro o a cinque ed è autore di un gran numero di assist per le punte rendendosi spesso protagonista del gioco. La sua capacità di occupare posizioni in attacco presuppone maggiori opportunità di influenzare il risultato finale.

Tuttavia, non è questo che rende Xavi un giocatore migliore di un altro; quando si confrontano i centrocampisti è impartante confrontare giocatori che svolgono lo stesso tipo di funzione. Ma in ogni caso, quando si è obbligati a valuare con criteri di punteggio, i passaggi e i contrasti effettuati nelle zone chiave sono ovviamente più importanti.

PROLIFICI

Alcuni centrocampisti hanno il vantaggio di potersi inserire in attacco e di trovarsi pronti a far gol in quelle aree del campo che il CPI considera più importanti. Sicuramente i gol dalla lunga distanza sono più produttivi dei gol segnati nell’area piccola (perché le probabilità di segnare sono molto inferiori). Le punizioni a questo proposito sono un ottimo metodo per accumulare punti, come ha dimostrato il centrocampista greco Giorgios Karagounis che nell’ultima gara disputata ha conseguito 190 punti segnando due gol entrambi su punizione.

Link: Leggi altre notizie sugli Europei 2008

Responsabile della pubblicazione:
Thomas Berchtold
di Dildizayn Egitim & Destek Ltd. Sti.

(Fonte notizia: Castrol sponsorizza l’ UEFA EURO 2008 ™)

Creative Commons - Attribuzione-Non commerciale 2.5

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