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Ivan Segreto alle Scimmie di Milano (18 gennaio 2008)
Articolo pubblicato il 22/01/08 | da
Giuseppe Ciappina
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Intervista all'artista in data 18 gennaio 2008 presso il locale "Scimmie" di Milano
22/01/08 - Milano, 18 gennaio 2008
Scimmie,ore 18,30
Intervista ad Ivan Segreto
(di Giuseppe Ciappina)
Alle 18 sono già davanti alle Scimmie, il mitico locale milanese che non perde smalto col passare degli anni.ci rimetto piede dopo circa 15 anni e ritrovo lo stesso ambiente caldo, essenziale, cordiale, accogliente, l’unica differenza dagli anni ’90 è la mancanza dei nuvoloni di fumo che aleggiavano sui tavolini.
Faccio la conoscenza di Cecilia Martinelli,responsabile della serata per conto di “Sottolaluna”.
Con un anticipo inusuale,ecco,alle 18.20,entrare Ivan,un po’ defilato,un semplice ragazzo in una Milano invernale.Ci guardiamo e ci riconosciamo(per me è facile riconoscerlo),”sei quello dell’intervista?”…”si”…,e dopo esserci accomodati in un tavolo del ristorante iniziamo a raccontarci….
Rompo il ghiaccio parlando della nostra comune sicilianità,del nostro background e mi sento subito a mio agio con la sua semplicità,con la sua sofisticata semplicità.
Passiamo alle domande.
Come ti sei avvicinato alla musica?
A nove anni,assistendo ad una lezione di pianoforte di mia sorella.dove la maggior parte dei bambini si dedicavano al gioco del pallone in strada,io mi sono subito appassionato al piano.
Con che musica sei cresciuto?
Con la musica soul e jazz dei musicisti più importanti,i grandi nomi e con molta musica classica che è alla base di tutta la musica.
Che ruolo ha avuto la cultura siciliana e l’essere siciliano nei tuoi testi?
Tante immagini….il mare,i sapori,la gente,i colori….,il periodo più importante che ho vissuto come individuo,quello che più ti forma,tutte queste immagini che mi porto dentro finiscono nei miei testi e nella mia musica ed hanno un ruolo determinante.
Hai mai pensato di collaborare con artisti siciliani come Consoli,Venuti,Biondi?
Mah….si….è chiaro come concetto ampio,anche con tanti altri meno famosi ma non meno bravi.Stimo molto Carmen Consoli nello specifico;secondo me è una grandissima artista.Se la vita ci metterà nelle condizioni di fare qualcosa di concreto insieme non potrò che esserne contento.Con Battiato è nato tutto in maniera spontanea,mi ha dato la possibilità di “aprire” i suoi concerti,c’è stato un primo contatto.Essendo una persona molto riservata,non vado a cercare,la collaborazione deve venir fuori da sé,spontaneamente,la voglia di incontrarsi su di una superficie più o meno ampia;resta il fatto che il contatto ha la sua importanza.
L’Ivan Segreto extra-musicista?
Da pochi mesi sono diventato papà e devo dirti che sono molto stanco e provato,ma allo stesso tempo sto imparando tantissime cose,cambia la vita,la prospettiva,ridimensioni un po’ tutto,ti rendi conto di cosa è veramente importante,mantenere una spontaneità nelle cose che fai.In questo lavoro,basato molto sulla spontaneità,tutto si muove intorno perché tu perda questa spontaneità.Tutto viene tritato,l’informazione è una macchina inesorabile,dove trovi sempre qualcuno che ti dice che devi stare sulla cresta dell’onda,devi farti vedere,non devi perdere l’occasione,quindi bisogna stare molto attenti nel fare delle scelte e cercare di rimanere il più integri possibile.
Cosa vorresti rimanesse di te e della tua esperienza a tua figlia Emma?
Il mio ultimo lavoro,iniziato quando ancora lei non era nata,…”dondola” è un brano dedicato a lei,nel senso che è un auspicio affinchè abbia una vita scintillante,non tanto piena di successi ma che sia una vita consapevole,che sappia chi sia,che rispetti se stessa,che affronti la vita con questa pienezza,perché senza la stima in se stessi,non appoggiando la tua esistenza sulla “tua esistenza”,tutto va al vento,sei soggetto ai cambi di temperatura….
Le tue paure di uomo e di padre?
Finirei per essere….banale….(…ride…).comunque,una delle cose che mi piacerebbe di più è che questa società,in un modo o nell’altro,difendesse….scusami,mi sono perso….,facendo un discorso più conciso,mi piacerebbe tanto che si difendesse quello che l’Italia è stata e per certi versi è ancora.Oggi tutto è eccessivamente “tutto” e l’Italia deve essere difesa culturalmente in maniera più decisa,altrimenti rischiamo di diventare una nazione anonima….non dobbiamo essere vittime delle mode che ci vengono imposte dalle culture dominanti,dobbiamo essere consapevoli che l’Italia,nel mondo,è una provincia,però ci difendiamo e se fossimo in grado di riproporre le nostre radici e tradizioni non in una lettura didascalica,in bianco e nero,riuscendo a vivela sulla pelle e darle nuova luce,non rischieremmo di scomparire.
Un personaggio del passato con cui duettare?
Il mio padrino(mio zio),è stato determinante per le mie scelte musicali.
Una persona con cui mi piacerebbe molto suonare è Elvin Jones che è un batterista(…risata…)ma un mio mito è John Coltrane,un personaggio con una tale intensità spirituale nella musica come pochi.
Il libro,il film,la canzone di Ivan Segreto?
La mia predisposizione letteraria va in direzione della meditazione,essendo molto vicino allo yoga,però vi è un libro che mi è rimasto dentro il cuore ed è “l’etica della musica” di Igor Stravinsky;è un piccolo opuscolo ma di un tal peso che ad un musicista da modo di riflettere su cose molto importanti;parla della musica come poetica e la intende come l’arte del fare,questo implica una conoscenza dello strumento e che tu vada a fondo alle cose e non ti fermi,sempre e solo,in superficie.
Parlando di film,adoro quelli giapponesi,i kitan,ma non chiedermi i nomi….non li ricordo(…risata…).
Infine,la canzone che avrei voluto scrivere è “tu nell’universo” di Mia Martini,per citarne una,ma la scelta è ardua,ve ne sono molte.
Ti vorresti svegliare una mattina e….?
Mi vorrei svegliare una mattina e…(…risata sonora…)…ritrovarmi con un biglietto per una vacanza in Asia con la mia famiglia,ritornare in india,cina,tibet….
Grazie Ivan….alla prossima.
Responsabile della pubblicazione:
Giuseppe Ciappina
di Giuseppe Ciappina

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