Salute e benessere praticando Tantra

November 13 2015
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A chi è adatto? Non per tutti ma per quelle persone che hanno una marcia in più

Cos'è e a cosa serve

Etimologia:

Tantra in sanscrito ha diversi significati con una comune matrice: significa tessere trame infinite oppure strumento di tessiture oppure strumento per ampliare trame oppure, e questo è il significato che si avvicina maggiormente alla nostra cultura occidentale , significa, “strumento per ampliare la coscienza”.

Tipo di pratica:

In occidente la pratica tantrica è stata trasformata in pratica corporea esperienziale e rituale, di ascolto e meditazione, che cavalca l’esperienza dell’energia erotica come veicolo per sciogliere nell' ardore le resistenze e i condizionamenti dell'Ego, e portarci all'incontro profondo con se stessi, all’incontro profondo e puro dei cuori, all'incontro con l'Amore autentico e con l'Energia Divina che e' in noi, pur rimanendo con i piedi per terra.
Il Tantra quindi è una pratica psicocorporea che in quanto tale, permette di accedere alle alte sfere spirituali.

Beneficio principale:

Il Tantra aiuta le donne e uomini

Meccanismi d’azione:

Scioglie le corazze muscolari fisiche ed i blocchi emotivi, permette di superare limiti mentali e corporei, riapre i centri energetici che risiedono in noi.
Aiutandoci ad ampliare quegli spazi al nostro interno dove fluisce in moto continuo l’energia vitale e nello specifico l’energia erotica, permettendo di vivere con EROS momenti sempre più frequenti della nostra esistenza quotidiana, pur rimanendo con i piedi per terra. Predisponendoci a sperimentare questa condizione un pò speciale di apertura totale a se stessi, all’altro, al fremito della vita.
Affinchè la pratica cambi in modo sostanziale la propria vita, è necessario che ciò che si pratica negli stage di tantra o nelle sessioni individuali sia costantemente riportato nella vita di ogni giorno.

"E’ importante allenarsi al sentire, è importante che le esperienze vissute nei corsi diventino, con costanza e disciplina, esperienze frequenti nella nostra vita di ogni giorno. Con un po’ di pazienza e allenamento il Tantra e l'Arte, che uniscono passione e meditazione nello stato dell’ascolto profondo del corpo e delle sensazioni, diventano un modo di vivere con cui affrontare le gioie ed i dolori dell’esistenza, diventano un modo di vivere la vita in quel fremito continuo di passione ed accoglienza insieme, di dare e ricevere nello stesso attimo.
Ecco che sempre più spesso la nostra vita diventa un incontro amoroso. Quell'incontro amoroso che si avvicina all'evento artistico , così come l'evento artistico può avvicinarsi ad un incontro amoroso"
. O. Marini

Differenze con altre eventuali discipline esistenti:

Il tantra ha due diversi tipi di pratica:

Il Tantra è un territorio sconosciuto che spesso lascia spazio a fraintendimenti e paure, portandosi dietro il falso fardello del luogo comune del “sesso libero”.

A differenza di altre discipline dove il tantra è passato come una pratica Yoga ed in altre ancora dove il Tantra è passato come una pratica orgiastica ed in altre ancora dove si affronta il tantra seguendo una linea orientale di mantra, danze e nozioni spirituali difficilmente concretizzabili nel nostro quotidiano e lontane dall’affrontare le ombre e le luci, il Tantra rosso occidentale propone una serie di esperienze attraverso le quali:
possiamo risentire l’autentico piacere e l’autentica pace che nascono da essere in contatto profondo con il proprio corpo ed il proprio cuore ed anche riti ed esercizi che ti aiutano a vedere ombre e difficoltà, necessari a superare limiti corporei e mentali e sciogliere pesi che opprimono il cuore, esperienze attraverso le quali è possibile collegarsi profondamente con se stessi, con l’altro e con la vita nella sua totalità e giungere in quello stato in cui è possibile accedere alla coscienza senza confini dell'universo trans personale. poichè nel Tantra l’inferno ed il paradiso non sono separati, l’uno e l’altro nella loro totalità possono condurre a sentire interiormente l’ alta vibrazione divina.


Effetti e benefici

Effetti psico-fisici molto specifici
Nella tradizione del tantra antico il rituale delle 5 M, durante il quale si mangiava carne e pesce, si mangiava un cereale allucinogeno, si beveva alcool e si faceva sesso, era vissuto come il rituale iniziatico trasgressivo per eccellenza che consentiva di superare i propri limiti e di accedere alla coscienza. Per noi occidentali il vero tabù, la vera trasgressione non è né ubriacarsi, né fare sesso, né mangiare carne e pesce, né assumere droghe. Il vero tabù è accedere al mondo delle emozioni, delle sensazioni e dei sentimenti e prendere coscienza delle nostre dinamiche psichiche, senza esserne sopraffatti. Avendo consapevolezza delle dinamiche, riconosciamo i comportamenti che minacciano la nostra vita affettiva e sentiamo il bisogno di acquisire nuovi strumenti per trovare delle soluzioni. L’atteggiamento più utilizzato nella nostra educazione è tentare di allontanare l’ascolto interiore, uscire dalla presenza a se stessi servendosi del sesso e dell’ebbrezza.
L’onestà interiore, consiste nell’accettare e accogliere ciò che sentiamo in ogni momento, senza cercare di nascondere le imperfezioni o punirci con i sensi di colpa. E’ dalla coscienza e l’accoglienza di quel che c’è che troviamo gli strumenti per migliorare ciò che non ci piace di se stessi.

“Qui è c’è la nostra energia bloccata e serve smuoverla elevandoci energeticamente e spiritualmente come nel Tantra facevano 4000 anni fa provocando la vera unione dell’energia della Shakti con la consapevolezza di Shiva.
Ed è questo che le nostre scuole attuali smuovono attraverso gli antichi rituali tantrici, l’alta energia erotica che si crea apre la commozione e l’ intesa del cuore fra uomo e donna.
Ed è questo che distingue un rituale tantrico dall’orgia o dalla stessa ginnastica sessuale: è l’energia del cuore, l’alta atmosfera di rispetto che nasce dall’unione dell’energia sessuale e della consapevolezza e che irradia amore”.


Stare nella condizione dell’ascolto intimo aiuta non solo a riconoscere i propri movimenti interni e se necessario migliorare ciò che non ci piace di se stessi, ma significa anche riconoscere i limiti ed i punti di forza del proprio partner, non per intervenire sull’altro, nè per cambiarlo o colpevolizzarlo, ma per imparare ad accoglierlo così come è.

Ogni rapporto affettivo può essere mantenuto vivo se invece di attribuire colpe impariamo noi per primi a portare nuova linfa, nuova energia alla coppia.


Origini e storia

Le origini del Tantra risalgono al 2000 a. C. nella popolazione degli Harappei che popolavano la valle degli Indù.
La popolazione degli Harappei mostrava uno spiccato interesse per le arti e per il benessere.
La loro era una società matriarcale, il monumento centrale ed importante nelle loro città, cioè quello che prendeva il posto delle torri o templi o delle nostre chiese o palazzi comunali, era una grande piscina.
L’elemento acqua era fondamentale nella loro società e già allora in ogni casa esisteva un bagno.
La donna era al centro della cultura e della religione, incentrata sulla Dea Madre.
La figura femminile dominava i santuari, braccia e gambe aperte, si offriva all’adorazione.
Gli Harappei usavano tenere un grande letto al centro della stanza più importante (quello che per noi è attualmente il salotto con il divano) e lì praticavano l’atto amoroso.
La loro religione come in tutte le società matriarcali era strettamente connessa con il corpo, il benessere, il piacere e la sessualità.
L’ incontro con il divino non veniva tramandato come entità esterna da raggiungere (cattolico) o come io che medito davanti a lui, ma avveniva sperimentandolo intimamente nella vibrazione della propria coscienza.

Il passaggio dalla società matriarcale a quella patriarcale che avvenne sia in India che in Europa cambiò tutte le concezioni religiose. Poiché cambiò la matrice di approccio all’esperienza mistica, poiché nella società patriarcale il divino non si vive intimamente e quindi secondo la propria natura, ma si delega ad un mediatore (sacerdote).
Cominciarono a crearsi quei tabù che portarono alla separazione dalla materia, dal corpo, dal piacere, dal sesso.

In India il Tantra ebbe il suo periodo di maggior fioritura tra il X e il XII sec. In seguito fu soppresso dall’Islam per le stesse ragioni soprascritte.
Ecco come il Tantra diventò una scuola segreta, che continuò a vivere nel Bengala e nell’Assam, stabilendo rapporti con la Cina, dove si era formata la seconda grande scuola della sessualità consapevole: il Taoismo.
In Tibet invece esplose nel VII sec. Esportato da un tantrico indiano GURU PADMASAMBHAVA che insegnò la Via del Diamante, la Vajrayana ai primi discepoli.
Nell’XI sec. Il traduttore tibetano Marpa lo portò dall’india al Tibet e lo insegnò a MILAREPA.
Da questo momento iniziò la lunga divulgazione del tantra in Tibet, i suoi insegnamenti gettarono la base del tantrismo Tibetano.
Ed è proprio in Tibet che troviamo donne sapienti e venerate accanto a lama di sesso maschile.
Col passare dei secoli anche in Tibet si iniziò a prendere le distanze dalle pratiche sessuali del Tantra rosso e ci si limitò a studiare l’unione energetica di maschile e femminile, con la negazione del contatto: il cosiddetto Tantra bianco.
Dopo una separazione dal Tantra rosso il Tantra bianco riuscì a diffondersi maggiormente. Così “ il noto mantra buddista ‘Om mani padme Hum’ viene tradotto in modo gentile come il ‘gioiello del loto’, ma ciò non vuol dire proprio niente. Il pudore si affanna qui a trovare una spiegazione artificiosa, negando l’origine tantrica del mantra. Qual è dunque il significato vero di questo antico mantra? ‘mani’, il gioiello, è l’equivalente tibetano del termine sanscrito ‘vajra’ ( diamante) che è l’organo maschile; ‘padme’ è il fiore di loto che simboleggia la yoni, la vagina; perciò ‘il gioiello nel loto’ non significa che nient’altro che l’unione sessuale, il ‘ Maithuna’, in cui il principio maschile e quello femminile si uniscono sia in senso carnale, che in senso mistico.”

Come è nato in Occidente: Dopo molti secoli di decadenza per il tantra in India, con l’avvento della liberazione sessuale negli anni 1960-1970 e la emancipazione della donna, alcuni studiosi e filosofi ricominciarono a diffondere il Tantra con un’ attenzione a renderlo una pratica avvicinabile anche dall’occidente, rendendo quindi i rituali più agili e meno bloccanti nel calcolo dei respiri o nella tenuta delle posizioni.
Attualmente l’emancipazione della donna permette maggiormente di avvicinarsi come donne al mondo sessuale , ma ancora si ritiene che il sesso sia pratica e terreno maschile e i retaggi culturali non permettono alla donna di interessarsene come veicolo per giungere a benessere e spiritualità.

In occidente oggi il Tantra ha lo scopo di tracciare una mappa che ci indichi come rendere spirituale l’esperienza sessuale e come unire la terra al cielo in un terreno dove separazione e giudizio spariscono e un’altra mappa che ci avvicina allo sconosciuto mondo dell’eros (inteso come amore in senso lato) , un mondo dove non ci sono scuole e tradizioni per noi occidentali, dove è tutto da inventare e sperimentare, un mondo nascosto da tabù e religioni, che trova spesso l’unica sua espressione in club privati o in siti porno.

Oggi il sesso è il risultato di repressioni e proibizioni non troppo antiche e ostentazioni che spingono alla prestazione, ma il tantra non ha niente a che fare con questo, anche se nella pratica uno dei benefici può essere il diventare amanti migliori, ciò non è altro che un piacevole effetto collaterale.
il Tantra con ogni sua esperienza erotica non è altro che uno strumento che apre spazi interni fisici emotivi e energetici e allarga la coscienza.

A chi è consigliato

A tutti coloro che desiderano migliorare o rendere più intense e soddisfacenti le proprie relazioni affettive e la propria vita sessuale.
A tutti coloro che desiderano avvicinarsi all'arte di amare la vita attraverso l'ascolto interiore e l’esperienza artistica.
Alle coppie con problemi di comunicazione e problemi sessuali.
Ai single che hanno difficoltà relazionali.
A coloro che desiderano ritrovare una relazione autentica con il proprio corpo, lontano da schemi, da condizionamenti di “immagine” e da prestazioni.
Ad operatori della relazione, psicologi, sessuologi che desiderano sperimentarsi nelle terapie corporee per ampliare le proprie conoscenze ed il proprio lavoro.

A chi è sconsigliato

a tutti coloro che non credono nel valore del ‘sentire’e dell’osservazione intima.
A coloro che hanno gravi problemi psichici
A coloro che hanno gravi problemi cardiaci

Tempo di pratica per godere dei benefici

Durata minima di un ciclo:anche solo uno stage intensivo ( 4-8 giorni) può apportare i primi benefici alla propria persona e nella vita di relazione,
ma perché il Tantra si avvicini ad essere “un modo di vivere: essere presenti nell’attimo dell’esistenza con ogni aspetto di sé ( corporeo, emozionale, sensoriale, mentale, spirituale)” occorrono da un minimo di 2 anni di esperienze ripetute e riportate con costanza nel quotidiano ad un massimo che comprende tutta la vita terrena.

Cosa serve per esercitare

Abbigliamento comodo e a strati, un cuscino per meditare

Requisiti formativi di un bravo operatore

un insegnante o maestro di tantra non è un illuminato da adorare e seguire ciecamente, ciò che dice non è da prendere come oro colato, ma da sperimentare personalmente.
un insegnante o maestro di tantra onesto che opera in occidente, ha unito all’esperienza tantrica meditativa e rituale, un approfondito lavoro psicoterapeutico prima su stesso e dopo come sua personale formazione.
Il Tantra è un percorso relazionale con se stessi e con l’altro che ha il fine ultimo dell’entrare in contatto con il nucleo puro e sublime che risiede nella profondità di noi stessi, durante il percorso è inevitabile che, non appena entriamo in relazione, affiorino ombre e mostri interiori che risiedono nelle strutture caratteriali, nei condizionamenti mentali, nei tabù che abbiamo, nei blocchi fisici ed emotivi del passato, strutture che coprono la propria essenza, il nucleo che a me piace chiamare cuore. Soltanto prendere coscienza dell’Ego e delle tue strutture frenati, e vivere esperienze che ti suggeriscono strumenti personali, ti aiuta a ridimensionare la corazza e giungere a te stessa/o.
Un buon conduttore di gruppi di Tantra a questo proposito, ha fatto esperienze approfondite almeno di alcune terapie corporee relazionali, come la Gestalt, la sistemica relazionale, la bioenergetica, la PNL, l’ IBP ( integrative body psicoterapy). Al fine di comprendere le proprie dinamiche interne e tenerle in secondo piano, evitando che possano altrimenti esplodere anarchicamente nel gruppo scavalcando l’esigenze dei partecipanti, ed al fine di comprendere le dinamiche interne del proprio partecipante e proporre esperienze idonee, nel momento di difficoltà emotive o di comunicazione, a trovare in te strumenti utilizzabili per la tua vita.
Con questi strumenti ti sarà possibile entrare autenticamente negli intensi rituali della tradizione tantrica, comprendere il significato del Tantra come “ modo di vivere”e trarne i tuoi benefici.



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