Qual è l’orario migliore per pubblicare su Instagram?

July 22 2021
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Ti sei mai chiesto qual è il momento migliore per condividere i tuoi contenuti?

Quando gestiamo un profilo Instagram siamo sempre alla ricerca di buoni contenuti e ispirazioni per costruire un feed che tocchi il nostro target e stories che stimolino engagement.

Queste sono chiaramente delle premesse fondamentali con le quali costruire un ottimo Piano Editoriale, capace di raggiungere e coinvolgere il nostro pubblico e spingerlo a fidelizzarsi, oltre che ad affezionarsi al nostro prodotto e servizio (se siamo un brand), con l’obiettivo primario di vendite e conversioni.

Certamente non possiamo ignorare però i tempi di pubblicazione: sono una variante che non si può calcolare in modo preciso ma che dobbiamo cercare di inquadrare il più possibile affinché i nostri post e contenuti non finiscano nell’oblio.

Quando pubblicare su Instagram?
Se vogliamo raggiungere il nostro pubblico target dobbiamo fare in modo di intercettarlo mentre è effettivamente online e sul social di riferimento, in questo caso Instagram.

Diciamo subito che non esiste un momento specifico per pubblicare e che molto dipende dall’algoritmo e dagli orari di preferenza del nostro pubblico di riferimento: in linea di massima è stato notato come generalmente l’utilizzo di Instagram sia legato allo svago in tempi liberi della giornata, magari dopo il pranzo o alla sera, quando sono finite le incombenze lavorative.

In linea di massima si può ipotizzare come preferibili gli orari intorno al pranzo dalla 11 alle 13 e della serata dopo le 19 fino alle 21, in particolare durante il fine settimana, quando appunto la maggior parte degli utenti ha maggior tempo da dedicare allo svago; facciamo però sempre riferimento al nostro pubblico target che potrebbe differire molto a livello di comportamento attivo sui social.

Teniamo sempre d’occhio gli Insight e le Statistiche
Per capire qual è il comportamento tipico della nostra utenza dobbiamo analizzare attentamente il bacino target al quale ci riferiamo in via preferenziale, quello che ci porta maggiore traffico e che siamo sicuri sia legato al brand o marchio.

Attraverso gli strumenti di Insight nativi di Instagram (ai quali possiamo accedere se abbiamo un account business) possiamo vedere quali sono i comportamenti dei nostri followers, estrapolare i dati e fare una media molto accurata. Cerchiamo sempre di seguire i dati effettivi e non sbaglieremo.

Altro elemento da considerare è la strategia e la frequenza di pubblicazione: anche qui dobbiamo plasmare il nostro piano editoriale e programmare le pubblicazioni modellandole sulle strutture comportamentali del nostro pubblico di riferimento. Per far questo è fondamentale imparare a conoscere l’algoritmo di questa piattaforma e capire come funziona per sfruttarlo a nostro vantaggio.

Impariamo a conoscere l’algoritmo e la sua importanza
Di base possiamo dire che l’algoritmo di Instagram non predilige la pubblicazione di più post pubblicati all’interno di un lasso di tempo troppo ristretto, lasciamo quindi passare almeno 3 o 4 ore tra una pubblicazione e l’altra; inoltre è meglio concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Negli ultimi mesi l’algoritmo ha subito notevoli modifiche che spingono avanti solamente quei post che hanno ricevuto un engagement più alto; questo rende molto difficile la diffusione su larga scala di post pubblicati in maniera organica, virando i produttori di contenuti in modo ancora più marcato verso la creazione di sponsorizzate.

Con così poche certezze potremmo sentirci spaesati, ma non dimentichiamo mai che nell’insieme di tutte queste variabili rimane sempre un solido punto di riferimento: la conoscenza approfondita del nostro pubblico, quindi ottimo modus operandi è quello di raccogliere quanti più dati possibili sul suo comportamento e soprattutto testare le sue reazioni con post e tempistiche di pubblicazione diverse, per osservarne il risultato in termini di performance, solo così potremo in qualche modo cavalcare l’algoritmo senza esserne risucchiati.



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