Mobilità sostenibile: Gas ed elettricità accelerano il passo, ma senza infrastrutture la strada rimane in salita

November 23 2017
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Monica Tommasi, Presidente Amici della Terra, ha risposto alle nostre domande sul tema della mobilità sostenibile, settore in cui l'Italia, tra incertezze burocratiche e ritardi infrastrutturali, si trova in una situazione di ritardo rispetto ai principali paesi europei. Alla tematica verrà inoltre dedicata un'intera sessione ("Gas ed elettricità per la mobilità sostenibile: conflitto o sinergia?") durante la IX Conferenza Nazionale sull'efficienza energetica, organizzata da Amici della Terra, che si terrà a Roma il prossimo 27 e 28 Novembre. Tra le misure che Amici della Terra auspica per un rapido sviluppo della mobilità sostenibile in Italia, troviamo una "penetrazione del 10 % per il vettore elettrico e del 20% per il gas naturale nei trasporti leggeri; del 30% di gas naturale nei trasporti stradali pesanti e del 30% di gas naturale nei trasporti marittimi".

- In Italia il settore della mobilità sostenibile ha mostrato segnali di sviluppo, tuttavia il confronto con altri paesi europei non può ancora essere sostenuto. Ad oggi qual è il comparto dei trasporti italiani che si sta maggiormente adeguando a logiche di sostenibilità?

L’Italia ha un primato storico a livello europeo nella diffusione del gas come combustibile per le automobili, anche se la penetrazione di questa opzione ha avuto un forte rallentamento negli ultimi anni. Nel nostro paese i mezzi elettrici stanno muovendo ora i primi passi e scontiamo lo scarso interesse per questa opzione tecnologica da parte del gruppo FCA.

Uno dei segnali più interessanti è costituito dalla diffusione dei primi mezzi pesanti per il trasporto delle merci alimentati a GNL in Italia, settore nel quale invece IVECO ha una posizione leader che fa ben sperare anche dal punto di vista delle ricadute industriali. Sul fronte del trasporto marittimo, nonostante il grande potenziale, ancora non ci sono navi alimentate a GNL che operano nei porti del nostro paese, le prime arriveranno nel 2019 per iniziativa di armatori come Costa Crociere e Caronte&Tourist, ma abbiamo un grande ritardo rispetto a quello che già avviene nel Mare del Nord e nel Baltico.

- La prossima Conferenza Nazionale di Amici della Terra tratterà il tema della mobilità sostenibile focalizzandosi sul settore dell’elettrico e del gas. Lo scenario attuale del mercato vede un allineamento di strategie o una diretta concorrenza fra i player di entrambi i settori?

I consumi di energia dei trasporti mostrano un trend importante di miglioramento dell’efficienza energetica. Questo trend può essere accelerato con politiche adeguate, valorizzando molte eccellenze della tecnologia italiana in questo settore. In questo ambito vanno colte tutte le opportunità di diffusione del vettore elettrico e del gas offerte dall’attuazione della direttiva 2014/947UE sui combustibili alternativi. Secondo Amici della Terra, non c’è conflitto tra il ruolo del vettore elettrico e quello del gas, come invece è apparso nel dibattito che ha accompagnato la fase di definizione della Road Map per la mobilità sostenibile elaborata per iniziativa del Governo. La terza sessione della nostra conferenza, che si terrà nella mattinata di Martedì 28 Novembre, ha proprio l’obiettivo di far emergere le molte opportunità che sono offerte dalle tecnologie disponibili per la mobilità sostenibile, uscendo da un dibattito ideologico attorno al ruolo dei mezzi elettrici che, a nostro avviso, sarà sicuramente importante, anche senza farne un mito.

- Ritiene che le politiche di incentivazione in atto siano sufficienti per consentire un rapido sviluppo del settore della mobilità sostenibile?

Crediamo che non sia solo un problema di incentivi ma, prima di tutto, delle infrastrutture necessarie che nel nostro paese vengono sempre trascurate. Le nuove iniziative di operatori come Enel per lo sviluppo della rete di infrastrutture per la ricarica dei mezzi elettrici sono una importante novità ma c’è ancora molta strada da fare. Scontiamo ancora un forte ritardo nella diffusione di punti di rifornimento di gas naturale compresso per gli autoveicoli, e questo è uno dei motivi che spiega il rallentamento della diffusione di questo combustibile alternativo. Sono poco più di una decina i distributori che riforniscono i camion alimentati a GNL: anche qui dobbiamo accelerare se vogliamo raggiungere gli obiettivi previsti dal Quadro Strategico Nazionale per il GNL che ne prevede 800 per il 2030. Il ritardo più forte si registra nel settore marittimo dove abbiamo per ora solo progetti di infrastrutture per il bunkeraggio di GNL la cui realizzazione dovrebbe essere sostenuta dal Governo con strumenti più efficaci.

- Amici della Terra che tipo di iniziative e di misure auspica per consentire al settore di svilupparsi in tempi più rapidi rispetto a quelli attuali?


In questo settore è necessario un maggiore coordinamento tra i diversi ministeri. Ad esempio, la SEN ha lanciato una ottima iniziativa, quella di istituire un’area SECA (SulphurEmissionControlled) , come definite dall’IMO (International Maritime Organization, agenzia dell’ONU) nelle acque territoriali della Sardegna, proposta nel documento di Strategia Energetica Nazionale (SEN) per il 2017. Nelle aree SECA sono previsti limiti più stringenti del tenore di zolfo nei combustibili marittimi.

Tale iniziativa, se realizzata tempestivamente, può fare dell’Italia, a partire della Sardegna, un attore leader dell’attuazione della Direttiva sulle infrastrutture per la diffusione dei combustibili alternativi (recepita in Italia dal Decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257) con una riduzione degli impatti ambientali del trasporto marittimo e la promozione delle attività economiche dell’Isola in ottica di sviluppo sostenibile.

Per dare attuazione al progetto è però indispensabile un’azione tempestiva e concertata tra la Regione autonoma della Sardegna e il Governo, con il coinvolgimento formale ed operativo di tutti i Ministeri interessati. A questo fine nei giorni scorsi insieme alla Conferenza GNL abbiamo inviato una lettera di sollecito a tutti i ministeri interessati e alla Regione.

- La nuova Strategia energetica nazionale si è espressa anche in materia di mobilità. Quali sono i vostri commenti in base a quanto contenuto nel documento di consultazione?

Nel settore dei trasporti, vanno colte tutte le opportunità di diffusione del vettore elettrico e del gas naturale offerte dall’attuazione della direttiva 2014/94/UE sui combustibili alternativi. In particolare, il gas naturale, tramite la filiera del GNL, dovrà dare il suo principale contribuito con una importante diffusione nei segmenti del trasporto stradale pesante e in quello marittimo dove il vettore elettrico non costituisce un’alternativa realisticamente disponibile.

Nel segmento del trasporto stradale leggero, il ruolo del vettore elettrico riguarda prevalentemente, a breve e medio periodo, la domanda di trasporto di tipo urbano e metropolitano, mentre il gas naturale può rappresentare una risposta adeguata alle altre fasce di domanda. In questa prospettiva, nel medio periodo, non esiste un conflitto tra ruolo del vettore elettrico e ruolo del gas naturale nelle politiche di decarbonizzazione per i trasporti. Noi riteniamo che gli obiettivi 2030 possano essere così formulati: penetrazione del 10 % per il vettore elettrico e del 20% per il gas naturale nei trasporti leggeri; del 30% di gas naturale nei trasporti stradali pesanti e del 30% di gas naturale nei trasporti marittimi. Simili obiettivi favoriranno congiuntamente la diffusione di tecnologie di trasporto più efficienti, il ruolo delle fonti rinnovabili elettriche e la diffusione del biometano.

Intervista a Monica Tommasi, Presidente Amici della Terra, a cura di Orizzontenergia.it



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Giorgio Ruscito
Direttore - Orizzontenergia (Fuelmed Srl)
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