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Melody of Confusion: un amore perduto ritrovato tra le stelle

September 15 2020
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Intervista al giovanissimo duo Melody of Confusion.

1. ANGELICA - "Ladro di Stelle", il vostro primo singolo, parla di un amore perduto. Quale significato ha per te?
“Ladro di stelle” rappresenta per me un non un traguardo, ma un inizio. Personalmente, questo brano per me descrive l’ incredibile forza dell’ amore, di quel sentimento che può farti arrivare alle stelle, appunto, ma che è in grado di farti precipitare nelle tenebre con altrettanta facilità, qualora lo si perda. E’ una canzone particolarmente speciale non solo perché è stato il nostro primo singolo ed è stata davvero una magnifica esperienza portarlo alla ribalta ma anche perché ci ha offerto la possibilità di immortalare una storia realmente accaduta che forse, altrimenti, sarebbe stata dimenticata.

2. MARCO - Cosa ti dà l'esperienza di suonare in questo duo?
È sicuramente un’esperienza stimolante, interessante e anche molto divertente, grazie al bel rapporto di amicizia che c’è tra noi. Scrivere musica in due ci dà la possibilità di affrontare temi più profondi e personali, cosa che forse non sarebbe altrettanto spontanea in un gruppo di quattro o più persone. Inoltre, esibirci in due senza l’ausilio di altri strumenti, come spesso facciamo, può risultare una sfida unica per me che mi ha fatto crescere molto come musicista.

3. ANGELICA - Molti sostengono che la musica sia cambiata, e che cambia in continuazione seguendo le mode. Alla fine, però, si amano sempre le canzoni melodiche, che rimangono intramontabili. Sei d'accordo? Come te lo spieghi?
E’ innegabile che la musica, come fenomeno socio-culturale, venga influenzata dalle preferenze delle persone e da elementi di tendenza di altri contesti extramusicali, basti solo considerare come il successo della musica trapper abbia influenzato diversi ambiti, come quello della moda, ad esempio. La lista di influenze reciproche tra musica e altri contesti potrebbe essere ancora lunga ma è da considerare che nonostante tutto, ci sono dei “cardini”, come la musica melodica, dei classici, siano essi generi o brani, che rimangono come pietre miliari in un’ autostrada di cambiamenti.

4. MARCO - Cosa vorresti trasmettere con la tua musica, sia ai ragazzi, che ai meno giovani?
Si tratta più di un invito piuttosto che di un messaggio: l’invito a studiare tanti strumenti; ad ascoltare vari generi e non soltanto quelli che vanno di moda al momento; ad esibirsi non con delle basi preregistrate ma con dei musicisti, a riscoprire il piacere di suonare in compagnia. Purtroppo, però, vedo che sono cose che stanno diventando sempre più rare tra i ragazzi della nostra età.

5. ANGELICA - Tu, Angelica, suoni tanti strumenti tra cui il basso, la tromba, la chitarra però quale dei tuoi tanti strumenti rappresenta meglio te e la tua musica?
Suono molti strumenti, è vero, ma credo che il piano rappresenti al meglio sia me sia la mia musica; innanzitutto è uno strumento indispensabile per la composizione, in quanto mi offre la possibilità di esplorare i brani nel dettaglio, così come miro ad esplorarli poi con la voce. E poi, è uno strumento molto versatile e il nostro duo cerca di essere il più versatile possibile.

6. MARCO - Un consiglio che vorresti dare ad un giovane che vuole fare il cantante o il musicista come lavoro?
Innanzitutto, è fondamentale conoscere il proprio strumento e la musica in generale, quindi consiglierei di cominciare a studiare il prima possibile. Inoltre, consiglio di circondarsi di persone che amano la musica allo stesso modo e di cominciare a suonare con loro in vari progetti. Ovviamente, ai giorni d’oggi è fondamentale saper utilizzare un computer per fare musica e registrare: consiglierei di fare anche questo, magari cimentandosi in progetti propri.

7. ANGELICA - Se avessi un solo desiderio da esprimere per la tua carriera musicale, quale sarebbe?
Desidererei lasciare un segno indelebile nel cuore delle persone che mi ascoltano, essere parte dei loro ricordi e delle loro emozioni e solo allora potrei essere soddisfatta perché sarei certa di aver prodotto della vera arte, un qualcosa che durerà nel tempo.

8. MARCO - Marco, per te che componi canzoni, quali 'ingredienti' sono essenziali?
Per me l’ingrediente iniziale di ogni canzone è l’idea da cui partire: un giro di accordi, un particolare motivo o un riff. Per passare da questa idea iniziale alla canzone finita è necessario molto lavoro, quindi un altro ingrediente essenziale è sicuramente il tempo. Tutto questo va ovviamente accompagnato dallo stato mentale giusto e dall’ispirazione che prendo spesso ascoltando altri artisti esibirsi live.

9. ANGELICA - Questa pandemia, purtroppo, ha stravolto la vita e i progetti di tanti ragazzi come te. Ci descrivi la tua relativa esperienza?
Devo dire che è stata un esperienza non facile, in quanto ho dovuto sospendere molti progetti ma l’aver avuto molto tempo a disposizione mi ha permesso di osservare ancora meglio la potenza della musica, persino dove vivo, con tutti i vicini riuniti sui balconi per cantare come una sola persona e dimenticare tutto, anche solo per un momento. Sono stati momenti come questo che adesso mi spronano a lavorare con ancora più energia.

10. MARCO – Oltre ad essere un musicista, hai altri progetti lavorativi?
Data la mia età non ho ancora progetti lavorativi precisi ma ho intenzione di continuare gli studi una volta finito il liceo.

11. ANGELICA - Qual è il tuo momento ideale per comporre musica?
Personalmente, ritengo che il momento ideale per comporre sia sul finire del giorno, preferibilmente in un luogo tranquillo che permette di lavorare in solitudine, senza distrazioni. In questo modo, si possono elaborare le fonti d’ispirazione offerte dalla giornata, esperienze reali , che, a parer mio, rendono infinitamente più viva una canzone.

12. MARCO - Avete già in programma un prossimo singolo? Sapete già il tema?
Anche dopo l’uscita del nostro primo singolo “Ladro di Stelle” abbiamo continuato a scrivere e ad elaborare nuove canzoni: quella che abbiamo intenzione di portare avanti come singolo è una canzone più movimentata, sul genere funky, chiamata “Inferno” riguardante i piccoli problemi (come ad esempio l’apparenza estetica) che ormai condizionano la nostra vita all’interno della società odierna.

Grazie per il tempo che ci avete regalato e speriamo di sentire al più presto vostre nuove melodie sognanti.

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