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Melatonina: effetti Anti-Età e sperimentazione diretta

Testo pubblicato il 07/11/11 da Gentilin Maria Cristina

La Melatonina, chimicamente N-Acetil-S-Metossitriptamina, è un fattore capace di agire sui ritmi circadiani dell'organismo in funzione dei periodi di luce, rispettivamente all'oscurità. Il prodotto è stato isolato per la prima volta da LERNER nel 1958 (J.AM Soc. 80, 2587) dalle ghiandole pineali dei bovini. La struttura chimica è stata chiarita dallo stesso LERNER nel 1959 (J.AM Soc. 81, 6084).

La melatonina è una sostanza secreta dalla ghiandola Pineale che studi approfonditi hanno dimostrato avere effetti rilevanti per l’allugamento della vita umana operando come regolatore del ritmo circadiano, come restauratore dei ritimi ormonali giovanili e soprattutto come un potentissimo antiossidante cellulare.

La ghiandola Pineale (epifisi) è grande all'incirca come una nocciola e si trova al centro esatto del cervello. Una figura di spicco che in Italia ha studiato e sperimentato per decenni la melatonina è il Dott. Walter Pierpaoli (Istituto di Patologia generale Univ. Milano).
In accordo con altri esperti egli afferma che la melatonina non può essere considerata un ormone nel senso classico del termine pur essendo essa secreta da una ghiandola.

Infatti essa viene sintetizzata nell'organismo anche da altri organi e non solo dalla pineale; se si asporta la pineale la melatonina circolante non scompare come invece avviene quando vengono rimosse le ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi); non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina come invece si verifica con tutti gli ormoni classici; se somministrata a dosi enormi di grammi al giorno per via orale non ha provocato effetti collaterali, contrariamente a qualsiasi ormone altro ormone.

Non solo, la somministrazione prolungata di melatonina non induce atrofia della Pineale; infatti l'inibizione della sintesi dopo somministrazione orale non sembra dipendere, come accade per gli ormoni classici, dalla inibizione della sintesi dei fattori trofici, ma da una semplice inibizione retroattiva prodotta dalla stessa melatonina.

Se si somministra melatonina esterna gli enzimi dell'organismo umano non si attivano per produrla, semplicemente invece la ghiandola si mette a riposo. Quando cessa la somministrazione di melatonina, la produzione endogena della Pineale riprende come prima, anzi si afferma anche meglio di prima. Questo vuol dire sostanzialmente che si può prendere melatonina anche per molti mesi senza effetti collaterali. Quando la ghiandola Pineale invecchia su essa si formano calcificazioni e la stessa non è più in grado di produrre melatonina nella giusta quantità, senza melatonina circolante l’organismo va incontro ad un repentino invecchiamento.

Una assunzione regolare di melatonina mette “a riposo” la Pineale preservandola dall’invecchiamento. Inoltre la Pineale può non produrre melatonina anche in caso di cicli di lavoro intensi, stress, turni notturni di lavoro, molto frequenti nella società moderna.

Azione antiossidante: da LifeExtension leggiamo che la melatonina è in grado di produrre una forte azione antiossidante agendo come scavenger (cerca e distruggi) sui radicali idrossile e perossile potenziando e sinergizzando nel contempo anche l’azione di altri antiossidanti come la vit. C, lo Zinco ed il Selenio. Agisce anche come protettore del DNA inibendo le reazioni dei radicali liberi perossinitriti.

Sperimentazione sugli esseri umani: una seria procedura di sperimentazione, è leggibile a questo link. Una informativa in Pdf relativa alla pubblicazione su stampa specializzata è disponibile qui.

L'invecchiamento è un programma ormonale-neuroendrocrino preciso, geneticamente determinato ed unico per ogni specie, situato nel "reticolo pineale", vale a dire nelle strutture nervose del cervello e del sistema nervoso periferico che regolano la sintesi e la secrezione sincronica circadiana (giorno-notte), ritmica-oscillatoria di tutti gli ormoni, dei neuropeptidi e di ogni altra molecola endogena del corpo che segue strettamente i ritmi solari planetari.

Il "programma invecchiamento", similmente a quello della crescita, della pubertà e della fertilità, segue un tragitto che è indipendente dalle cosiddette "malattie dell'invecchiamento". Infatti, l'espressione delle malattie tipiche della senescenza come ad esempio la "sindrome metabolica X" ("il quartetto letale", vale a dire ipertensione, iperglicemia, ipercolesterolemia e adiposità viscerale) non dipendono e non sono una conseguenza dell'invecchiamento stesso, ma piuttosto di una alterazione e de-sincronizzazione della ciclicità ormonale diurna e notturna, prodotta da malattie e dai fattori endogeni ed esogeni che alterano e appiattiscono i ritmi ormonali giovanili (fattori di stress psichici e sociali, tendenza ereditaria ad alterazioni enzimatiche e metaboliche, infezioni batteriche e virali acute e croniche, abitudini e carenze alimentari, condizioni di vita ambientale, agenti tossici, contaminazioni, radiazioni varie, eccetera).

Pertanto, se l'invecchiamento è un evento ormonale programmato, il programma può certamente essere modificato e invertito mediante un strategia di ri-programmazione! Tale intervento richiede una conoscenza della biologia fondamentale dell'invecchiamento.

Abbiamo mostrato che replicando ed imitando il picco notturno della melatonina pinealica mediante la sua somministrazione notturna, siamo in grado di ritardare l'invecchiamento e le malattie che l'accompagnano. Tuttavia la melatonina non è il rimedio finale degli interventi anti-invecchiamento. Il trapianto della pineale da un animale giovane a uno vecchio produce infatti effetti di ringiovanimento molto più pronunciati della melatonina. Tali effetti non dipendono certamente dalla produzione di melatonina dalla ghiandola pineale trapiantata!

Altre molecole riproducono più rapidamente gli effetti anti invecchiamento della melatonina.
Perciò noi crediamo che lo scopo della melatonina sia quello di proteggere la pineale dall'invecchiamento, e di mantenere la pineale in grado di produrre altre molecole che possono risintonizzare rapidamente ai valori giovanili "l'orologio ciclico ormonale".

L'evidenza più drammatica sulle capacità della Melatonina nella prevenzione dell'invecchiamento e nel prolungamento della ciclicità ormonale deriva da studi clinici recenti da noi condotti in donne nella perimenopausa. La Melatonina ricostituisce infatti rapidamente la ciclicità ed i livelli giovanili delle gonadrotropine ipofisarie LH e FSH, e corregge l'ipotiroidismo latente che è sorprendentemente presente nelle donne in perimenopausa. Le donne più giovani (da 42 a 52 anni) reagiscono più rapidamente che non le donne più anziane (da 55 a 62 anni). Questi risultati costituiscono sicuramente una pietra miliare nella storia della medicina anti-invecchiamento.

Esiste anche evidenza clinica che la Melatonina da sola e, ancor meglio in associazione a elementi minerali-traccia come Zinco, Selenio e ad un numero di molecole naturali, riesce a prevenire e anche a curare una varietà di malattie come ad esempio:
la sindrome metabolica X (vedi sopra), le infezioni virali, le malattie auto-immunitarie, e migliora la terapia dei tumori.

Quindi "risincronizzando la ciclicità dell'orologio ormonale" si ottiene una ricostituzione permanente della sorveglianza immunologia e il mantenimento della salute e dell'integrità biologica del corpo. Abbiamo quindi svelato le basi sulle quali la Natura e l'evoluzione hanno costruito e mantengono l'integrità biologica di ogni essere vivente.

La base della salute è quindi il mantenimento di una ciclicità ormonale giovanile!

Dr. Pierpaoli

Link: Erboristeriarcobaleno.com

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Responsabile pubblicazione:
Gentilin Maria Cristina
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di ERBORISTERIA ARCOBALENO

(Fonte: Erboristeriarcobaleno.com)
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