Manometria anorettale: un aiuto diagnostico semplice ed efficace

February 14 2018
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Chirurgia Mininvasiva: La patologia anorettale è molto comune e colpisce circa il 25% della popolazione in Italia.

Ci possono essere alterazioni sia di tipo strutturale-anatomico che funzionale a carico della regione anorettale e del pavimento pelvico che si possono manifestare attraverso un ampio spettro di sintomi: defecazione difficoltosa, incontinenza fecale, sanguinamento rettale, dolore anale e prolasso rettale.

Gli esami diagnostici a disposizione consentono un’adeguata definizione di questa patologia. La manometria anorettale è tra gli esami che consentono uno studio approfondito dei disturbi anorettali. La manometria anorettale permette di valutare l’attività pressoria a livello del retto e della regione sensoriale delle strutture muscolari e nervose ed inoltre permette di valutare la sensibilità rettale, i rifessi retto-anali e la compliance rettale.

COME SI SVOLGE LA MANOMETRIA ANORETTALE
La manometria anorettale si esegue con il paziente in posiziona supina, sul fianco sinistro con le ginocchia piegate al petto. Viene posizionato all’interno del canale anale una sonda del diametro di 5mm con all’estremità un palloncino che verrà gonfiato con aria nel corso dell’esame.

Nel corso della manometria si andranno a valutare i seguenti parametri:
- Pressione anale a riposo: viene registrata la pressione all’interno del canale anale a riposo per circa 20secondi. Tale misurazione fornisce informazioni sullo stato di funzionalità delle struttura muscolari sfinteriali
- Riflesso inibitorio Anale: viene gonfiato il palloncino con volumi di 10ml ogni 3-5 sec sino al volume di 60ML, nel corso di tale manovra nei soggetti sani si registra una diminuzione delle della pressione anale.
- Manovre volontarie: tosse, contrazione sfinteriale e durata della contrazione, che permette di valutare l’appropriato aumento della pressione anale. In presenza di danni alle strutture muscolari la contrazione non sarà adeguata.
- Valutazione della capacità di spinta evacuatoria: si valuta se il paziente è in grado di generale un’adeguata forza di spinta che consiste in un aumento della forza intra-addominale ed un decremento della forza sfinteriale al fine di permettere l’evacuazione. L’impossibilità di eseguire questo movimento coordinato determina una condizione chiamata defecazione dissinergica che affligge molti pazienti che riferiscono disturbi anorettali.
- Test di sensibilità: si gonfia il palloncino di 5ml ogni 5 secondi e si chiede al paziente di riferire quando avverte la prima sensazione anale, il successivo desiderio di defecare ed il massimo volume tollerato in presenza di una urgenza defecatoria.
- Test di espulsione del palloncino: si gonfia il palloncino con circa 20ml di aria e si chiede al paziente di espellerlo. Normalmente il paziente riesce ad espellerlo nel giro di pochi minuti, laddove non vi riesca è un segno di dissinergia defecatoria.

La manometria anorettale dunque fornisce importantissime informazioni circa la funzionalità delle strutture sfinteriali muscolari evidenziando eventuali danni. Permette di valutare la corretta coordinazione muscolare in corso di defecazione evidenziando l’eventuale presenza di dissinergia defecatoria. Fornisce informazioni su eventuali danni neurologici attraverso la misurazione dei riflessi e della sensibilità.

La manometria anorettale è dunque un esame fondamentale per lo studio della funzionalità della regione ano-rettale e del pavimento pelvico e rappresenta l’esame diagnostico più importante per la valutazione di tutti le patologie funzionali anorettali, indispensabile pertanto per la successiva gestione terapeutica. È un esame non invasivo, che non necessita particolari preparazioni e che viene eseguito ambulatorialmente.





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FONTE ARTICOLO
Marco Mancini
Consulente - Chirurgia Mininvasiva e del Pavimento Pelvico
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