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Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva

May 18 2020
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Da poco è terminata la quarta edizione del Festival della comunicazione non ostile, organizzato dall'associazione Parole Ostili. L'8 e il 9 maggio, infatti, diversi interventi sono stati trasmessi in diretta YouTube sui temi di questa edizione: positività, possibilità, innovazione e digitale.

Da qualche anno l'associazione Parole Ostili si batte per la sensibilizzazione contro la violenza delle parole. Lo fa diffondendo un manifesto in 10 punti che probabilmente dovremmo tutti tenere sempre a mente, soprattutto se una buona parte del nostro lavoro è scrivere.

La comunicazione oggi

La comunicazione è un aspetto fondamentale nella nostra quotidianità. Come mi capita spesso di dire, non abbiamo mai letto e scritto come negli ultimi decenni, con l'avvento di internet che ha dato voce a tutti, offrendo strumenti gratuiti di comunicazione. L'analfabetismo è ormai sconfitto, ma saper leggere e scrivere nel rispetto altrui, forse richiede ancora un po' di lavoro, che solo in parte è un problema di educazione nazionale (di cui ho già detto nella puntata del podcast sulla scuola).

L'associazione Parole Ostili si posiziona esattamente in questo contesto, promuovendo l'uso consapevole e civile delle parole e della comunicazione in generale. Non a caso i loro primi due articoli recitano:

1. Virtuale è reale: Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.
2. Si è ciò che si comunica: Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.

Troppo spesso, infatti, si perde il contatto tra reale e virtuale, creando una distorsione prospettica per cui si pensa che la rete sia un luogo isolato. Basta farsi un giro sui social network per rendersi conto di quanta cattiveria sia veicolata attraverso parole violente.

Il manifesto

Parole Ostili ha redatto la prima versione del manifesto ormai 4 anni fa, quando Rosy Russo, presidente dell'associazione, lancia un appello in rete:

"Possiamo, insieme, formulare una serie di princìpi che aiutino tutti a comunicare più civilmente e consapevolmente in Rete?"
(ottobre 2016)

Nasce così una collaborazione incredibile di 300 professionisti del settore della comunicazione, blogger e influencer che insieme si mettono al lavoro per stendere il testo del primo manifesto. Da quell'appello sono passati quasi 4 anni e io credo che ci sia tuttora bisogno di un documento che ci ricordi le linee guida da seguire per una convivenza non ostile nei luoghi di pura comunicazione come la rete in generale.

Quest'anno il manifesto è stato presentato attraverso una diretta YouTube in cui dieci testimonial d'eccezione hanno supportato ognuno un articolo del decalogo.

L'importanza della comunicazione

Per chi vive scrivendo o semplicemente per chi scrive in ambito professionale quotidianamente, l'uso delle parole giuste è fondamentale e non trascurabile. Come dice il già citato secondo principio, si è ciò che si comunica, nel bene e nel male.

Per esempio, se ricevo un messaggio inconcludente e non curato, non posso che collegare quelle sensazioni alla persona che lo ha inviato. Se lo stesso messaggio mi viene comunicato a voce dall'autore, posso dedurre da altri indizi comunicativi quello che le parole faticano a spiegare. Può sembrarti ingiusto e scorretto, ma l'esperienza mi dice che se la comunicazione di qualcuno è trasandata e inconcludente, riflette la sua persona.

Per questo motivo la cura della propria comunicazione diventa di vitale importanza in un ambiente in cui le parole sono la principale forma di interazione. Pettiniamo tutti i nostri profili online con parole scelte con cura, oltre che con foto da copertina, la nostra immagine ne gioverà.

Educare all'uso non ostile delle parole

La cosa che mi fa ben sperare, è che questo manifesto si sta diffondendo in modo significativo nella scuola e negli organi di educazione in generale. In particolare credo che sia molto importante lavorare con gli utenti della rete sui principi che riguardano le conseguenze delle proprie parole.

3. Le parole danno forma al pensiero: Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
4. Prima di parlare bisogna ascoltare: Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
5. Le parole sono un ponte: Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
6. Le parole hanno conseguenze: So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

Se questi quattro concetti fossero più diffusi e compresi, sono sicuro che odierei meno i social network.

Come forse sai, infatti, io non ho un gran rapporto con i social, che trovo troppo rumorosi, nel senso che sono pieni di contenuti inutili che non danno alcun valore aggiunto. Ma se dovessi articolare ancora meglio questo mio pensiero: sono gli utenti che non rispettano gli altri, che insultano e che minacciano di morte che mi danno estremamente fastidio. Si eviterebbero molti problemi, se si educassero gli utenti al rispetto di questi punti.

Comunicare per crescere insieme

Gli ultimi principi del manifesto di Parole Ostili sono altrettanto importanti quando si parla di educazione alla comunicazione.

7. Condividere è una responsabilità: Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati e compresi.
8. Le idee si possono discutere. Le persone di devono rispettare: Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
9. Gli insulti non sono argomenti: Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
10. Anche il silenzio comunica: Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

Nell'ultima parte del manifesto si tocca la questione degli  insulti e della discussione civile. Non nego che anche a me capita di scaldarmi leggendo qualche commento o vedendo le vaccate che qualcuno pubblica sui social, ma cerco sempre di mantenere un certo rispetto per le persone, se proprio voglio dire qualcosa.

Altri invece, si sentono in dovere di dire qualcosa, di ricorrere agli insulti per supportare la propria tesi o screditare quella altrui. Alcune di queste persone dichiarano di farlo in modo goliardico, in amicizia.

A queste persone vorrei fare notare che fino a prova contraria siamo appena conoscenti, checché ne dica la lista di contatti di Facebook.

Firma il manifesto

Si potrebbe parlare per ore di ogni singolo punto del manifesto, ma la cosa che può davvero fare la differenza è adottare questi dieci principi nella nostra vita quotidiana.

Io ho deciso di firmare il manifesto di Parole Ostili e di condividere con te questo articolo che ne parla, sperando che possa esserti utili nel tuo lavoro e nell'interazione con gli altri. Diventa anche tu un esempio di come il linguaggio andrebbe usato: per comunicare senza ostilità.

Firmare il manifesto è molto semplice e lo puoi fare andando sul sito dell'associazione, dove troverai anche molto materiale molto interessante.



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FONTE ARTICOLO
Giacomo Lanzi
Fondatore - Plan B Project - Editoria web
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