Licenziamento per finta malattia? Indagini ed investigazioni

March 5 2018
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In linea generale, come esplicitato nell'articolo 2110 del Codice Civile, il datore di lavoro non può licenziare un dipendente durante un periodo di astensione dalle mansioni per malattia certificata. Tuttavia, la Cassazione riconosce la possibilità di un licenziamento per giusta causa in alcuni casi, primo tra tutti la scoperta della falsità della malattia. Ma come si può cogliere in fallo un dipendente che si assenta dal lavoro fingendo di stare male? Ad esempio affidandosi ad un investigatore privato.

Il licenziamento durante la malattia: cosa dice la legge

La specifica legge per la tutela del lavoratore malato è contenuta nell'articolo 2110 del CC, dove si dice chiaramente che il datore di lavoro non può licenziare un dipendente in mutua. In caso succedesse, il dipendente può fare ricorso appellandosi all'articolo 18, richiedendo e ottenendo, nella stragrande maggioranza dei casi, il reintegro immediato e la riscossione della retribuzione non ricevuta durante il periodo di licenziamento. Esistono, però, alcuni casi in cui il datore di lavoro ha piena facoltà di interrompere il rapporto di collaborazione col dipendente malato.

Nella fattispecie:
- se il numero di giorni della malattia supera il periodo di comporto, cioè il numero di giorni per i quali un dipendente assente per problemi di salute ha diritto a conservare il posto di lavoro
- se si riscontrano errori decisivi nella gestione del periodo di malattia, ad esempio il lavoratore non porta i certificati medici o non rispetta l'orario delle visite fiscali
- se si scopre che la malattia è finta e il lavoratore, effettivamente, sta truffando l'azienda. A questo proposito, un modo infallibile per scoprire se la malattia è vera o finta, è quello di chiedere aiuto ad un detective privato. Tra le agenzie investigative specializzate in controllo dei dipendenti assenteisti si segnala, per competenza e professionalità, Investigazioni Ponzi Luciano www.lucianoponzi.it si occupa di investigazioni per aziende, persone e per la sicurezza dal 1958.

Come funziona la malattia e come va gestita

Ogni lavoratore dipendente ha diritto, per contratto, all'astensione dal lavoro per malattia, la cosiddetta mutua. L'assenza dal posto di lavoro, però, va gestita in modo responsabile. Un lavoratore, per essere in regola durante il suo periodo di malattia, deve:
- avvisare tempestivamente l'azienda della sua assenza, telefonicamente o tramite altri mezzi di comunicazione immediati
- recapitare all'azienda il certificato medico, che riporti la data dell'inizio del periodo di malattia e della fine
- far avere all'Inps la copia del certificato medico che, in questo caso, certifica anche il tipo di patologia per la quale è ricoverato a casa
- farsi trovare al proprio domicilio negli orari stabiliti per la visita fiscale

Se questa procedura non viene rispettata, il datore di lavoro può decidere di usufruire di alcuni strumenti sanzionatori, tra i quali:
- il rimprovero scritto
- una sanzione pecuniaria, se prevista dal regolamento interno dell'azienda e chiaramente esplicitata nel contratto
- il licenziamento, nei casi più gravi o in caso di reiterazione del comportamento scorretto

Il caso più grave, per quanto riguarda la possibilità di essere licenziati durante il periodo di malattia, è quello di non essere presenti al proprio domicilio durante gli orari di visita fiscale. Essere colti in flagrante da un investigatore privato ( che, ad esempio, vede il finto malato uscire per andare a pranzo o cena fuori ) è un'altra validissima motivazione per usufruire del licenziamento per giusta causa anche se il lavoratore è in malattia.

La visita fiscale: cos'è, come funziona

Quando un lavoratore si assenta dal lavoro per malattia, il datore ha facoltà di controllare che la motivazione sia veritiera e che, effettivamente, le condizioni di salute del suo dipendente gli impediscano di essere presente e produttivo in azienda. A questo proposito, lo Stato mette a disposizione uno strumento di controllo, la cosiddetta visita fiscale. Alla visita fiscale possono essere affiancati strumenti di controllo privati come, ad esempio, l'ingaggio di un investigatore.
La visita fiscale è effettuata da medici dell'Inps, che si recano a casa del lavoratore assente e si accertano che la patologia dichiarata abbia reale riscontro. Purtroppo, non sono pochi i casi in cui medici di famiglia particolarmente compiacenti accordino dei giorni di malattia ai loro assistiti senza che ce ne sia reale bisogno o necessità. Questo influisce negativamente sulla produttività aziendale, creando danni non solo ai titolari ma anche agli altri colleghi che, per sopperire alle assenze, sono costretti ad accollarsi ore lavorative in più o a stravolgere i propri turni.

La visita fiscale ha orari precisi. La tabella del 2018 prevede:
- dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 per i dipendenti privati
- dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 per i dipendenti pubblici

La visita fiscale può essere richiesta oppure no, può essere fatta due volte in un giorno oppure una sola volta durante tutto l'arco temporale della malattia, può ripresentarsi anche se già effettuata. Non ci sono limiti e regole, basta che il medico si presenti a casa dell'ammalato negli orari stabiliti dalla legge. Se il medico legale non trova il dipendente malato in casa o se, a suo parere, la malattia dichiarata non esiste, stilerà una relazione da presentare al datore di lavoro che, a quel punto, potrà agire come ritiene più opportuno, anche col licenziamento. In un caso del genere non ha senso appellarsi all'articolo 18 per ottenere la riassunzione, perché chi simula una patologia per prendersi qualche giorno di ferie, o non rispetta gli orari fiscali, rientra automaticamente nel discorso di licenziamento per giusta causa e non più in quello del licenziamento durante l'assenza per malattia.

Perché un lavoratore può essere licenziato se simula la malattia?

La Cassazione ha approvato diversi licenziamenti durante il periodo di malattia, andando contro gli articoli del Codice Civile che impongono la tutela del lavoratore malato. In caso di finta malattia, infatti, secondo la Cassazione viene a mancare un principio fondamentale, cioè la fiducia e il rapporto di collaborazione leale tra azienda e lavoratore. Se un lavoratore mente, e fa finta di essere malato per assentarsi dal lavoro, dimostra di essere inaffidabile, inadempiente, bugiardo e quindi non meritevole della fiducia del datore di lavoro. In questo caso il licenziamento è assolutamente legittimo, perché uno dei doveri imprescindibili di un dipendente è quello di essere onesto verso chi gli corrisponde lo stipendio. Assentarsi dal lavoro per finta malattia è considerata, a tutti gli effetti, una truffa a danno dell'azienda, quindi passibile di interruzione immediata dei rapporti.

Il datore di lavoro può contare solo sulle visite fiscali per scoprire un dipendente che fa finta di essere malato?

La visita fiscale è uno degli strumenti più importanti per scoprire un eventuale dipendente bugiardo, tuttavia presenta moltissimi limiti. Primo tra tutti, quello di poter essere effettuata solo in orari precisi e prestabiliti. Molte patologie non sono contestabili. Se, per esempio, un dipendente sostiene di avere mal di schiena o mal di stomaco, il medico dell'Inps non può dire che non sia vero, soprattutto se il finto malato si fa trovare regolarmente a casa propria negli orari di controllo. Per questo motivo, alcuni titolari d'azienda stanno decidendo di assumere degli investigatori privati, che controllino il dipendente anche in orari diversi. I risultati ottenuti, statisticamente, sono estremamente preoccupanti: moltissimi lavoratori, infatti, pur passando tranquillamente il controllo del medico fiscale, risultano essere finti malati e, quindi, truffatori nei confronti dell'azienda per la quale lavorano. Il fenomeno è facilmente spiegabile, con un semplicissimo esempio pratico:

- se un lavoratore sostiene di avere mal di schiena e si fa trovare in casa nell'orario di visita fiscale, il medico Inps non può assolutamente contestare la sua malattia perché sarebbe un abuso di professione. Se, però, uscito il medico Inps da casa, il lavoratore va in giardino e si dà al giardinaggio, gioca a pallone coi figli o va a fare una passeggiata in bicicletta e l'investigatore privato lo vede, a quel punto non ci sono più scuse che reggono

Far spiare un dipendente in malattia da un detective è legale?

La Cassazione ha già appoggiato diverse cause per licenziamento durante il periodo di malattia, grazie all'aiuto di investigatori privati che hanno scoperto le finte malattie. Assumere un investigatore per accertarsi della lealtà e della veridicità della malattia di un dipendente, soprattutto se si nutrono dubbi a tal proposito o se le assenze sono sospette e recidive, non solo è legale ma è anche un ottimo strumento per evitare di essere truffati dai propri dipendenti. Se è vero, infatti, che i lavoratori vanno tutelati quando sono malati, è altrettanto vero che anche le aziende hanno diritto ad una tutela contro i furbi che pretendono di approfittarsene. Secondo la Cassazione, quindi, se ci sono le prove che un dipendente malato stia fingendo, non è assolutamente importante chi le fornisce: può essere il medico dell'Inps come un collega, un investigatore assunto appositamente per controllare o un amico del titolare che ha incontrato il finto malato al supermercato. Laddove esista certificazione e prova che un dipendente ha simulato la malattia per assentarsi indebitamente dal lavoro, il licenziamento è consentito, sotto la voce di licenziamento per giusta causa e per decaduta fiducia.

In conclusione

Se si è titolari di un'azienda e si hanno dei sospetti su uno o più dipendenti, è possibile togliersi tutti i dubbi chiedendo il supporto e l'aiuto di un detective privato. Non è necessario chiedere alcun permesso né preoccuparsi di eventuali conseguenze, perché si tratta di una scelta legittima, legale e consentita. Se si dubita della lealtà di un collaboratore, soprattutto se le sue assenze si ripercuotono negativamente sulla produttività o sull'umore del resto dello staff, è giusto verificare ed, eventualmente, liberarsi di un dipendente truffaldino e bugiardo a favore di una nuova assunzione.



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Markus Carminati
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