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Lavoro intermittente a tempo determinato

December 9 2019
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Il contratto di lavoro intermittente può essere sia a tempo indeterminato che a tempo determinato.

Il lavoro intermittente, detto anche job on call o lavoro a chiamata, è la tipologia contrattuale più flessibile del nostro mercato del lavoro. Con il lavoro a chiamata, infatti, il datore di lavoro può chiamare a lavorare il lavoratore solo quando gli serve e nei periodi di non lavoro non deve versargli alcuna somma di denaro.

Il lavoro intermittente permette, dunque, un utilizzo a singhiozzo della forza lavoro, cosa che non è invece pensabile in un ordinario rapporto di lavoro subordinato.
La legge prevede che il contratto di lavoro intermittente possa essere stipulato sia a tempo indeterminato che a tempo determinato.

In questo secondo caso, è legittimo chiedersi se il contratto di lavoro intermittente a termine sia soggetto ai limiti ed ai vincoli previsti dalla normativa relativa al contratto di lavoro a tempo determinato (Art. 19, ss. D. Lgs. 81/2015.), in particolare dopo le modifiche apportate dal Decreto Dignità (D.L. 87/2018 convertitio in L. n. 96 del 9.08.2018.).

La legge Fornero ha introdotto, per tutti i rapporti di lavoro diversi dal contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, il pagamento di un contributo addizionale pari al 1,4% della base imponibile a fini previdenziali. In sostanza, i contratti atipici sono più costosi per quel che concerne il pagamento dei contributi previdenziali.
Il Decreto Dignità ha rincarato la dose, prevedendo il pagamento di un contributo addizionale pari allo 0,5 %, in ogni ipotesi di rinnovo del contratto a tempo determinato anche in regime di somministrazione.

Una volta chiarito che il contratto di lavoro intermittente può essere anche a tempo determinato senza per questo ricadere nei vincoli previsti dalla disciplina del rapporto di lavoro a termine, vediamo quali sono le tipologie di lavoro a chiamata ed i limiti al suo utilizzo.
Innanzitutto, esistono due tipologie di lavoro a chiamata:

> il contratto di lavoro intermittente con disponibilità;
> il contratto di lavoro intermittente senza disponibilità.

Nel primo caso, il lavoratore si obbliga a rispondere alla chiamata del datore di lavoro, salvo casi di legittimo impedimento che devono essere comunicati per tempo.
A fronte dell’obbligo assunto, il lavoratore riceve una indennità di disponibilità (assoggetata a contribuzione previdenziale ed assistenziale) la cui misura è fissata dai Ccnl, che non può essere inferiore al 20% della retribuzione prevista nel Ccnl di settore.

Sintesi estrapolata da un articolo pubblicato sul sito laleggepertutti.it



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Leonardo Breccolenti
Social Media manager - Studio Legale Polenzani-Brizzi
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