L'utilizzo del porfido nella storia

November 3 2017
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Il porfido è una roccia vulcanica che viene spesso utilizzata per applicazioni all'esterno poiché è molto resistente sia al forte freddo sia a temperature elevate.

Il porfido è un materiale che, grazie alle sue caratteristiche estetiche e di esistenza, ha avuto un forte utilizzo anche nelle epoche antiche.

Il termine porfido deriva dal suo colore rosso-porpora ed indicava inizialmente la pietra cavata in Egitto (fino al 500 d.C. il porfido proveniva quasi esclusivamente da quelle aree) chiamata nell'antichità “porfido rosso imperiale”.

Si tratta di un materiale estremamente duro e difficile da lavorare, già utilizzato dai sovrani egiziani ed estremamente apprezzato, per il suo acceso colore rosso, associato alla dignità imperiale. Il porfido era quindi usato per opere destinate all'imperatore e alla ristretta cerchia della sua famiglia.

Il primo popolo in Italia che ha avuto modo di utilizzarlo fu quello degli Etruschi, sia per la pavimentazione che per la costruzione degli alti forti, infatti la sua consistenza è ideale per tollerare anche le alte temperature.

In seguito anche i Romani adattarono il porfido per la costruzione delle celebri strade oppure come materia prima per la costruzione di sarcofagi e monumenti funebri.

Durante una campagna in Egitto i Romani scoprirono il famoso porfido rosso, utilizzato in seguito per la costruzione di importanti monumenti in quanto il rosso, soprattutto anticamente, veniva considerato un colore regale, adatto a rendere omaggio a personaggi storici di grande levatura morale.

In epoche successive i dettagli in porfido hanno in qualche modo influenzato diversi episodi della storia, come ad esempio cerimonie di incoronazione o eventi relativi alla religione.

Dal V secolo il suo colore rosso venne assimilato al culto del corpo di Cristo, riservandone l'uso all'onore dei soli imperatori, secondo una tradizione che si mantenne nell'Impero bizantino e che poi venne emulata anche da altri regni europei.

Per queste ragioni il porfido, oltre che come base per la realizzazione della pavimentazione in porfido stradale, si trova in molte chiese e luoghi adibiti alla cristianità perchè non necessita di particolari cure o procedimenti di restauro.

Per esempio nella basilica di Santa Sofia a Costantinopoli la posizione dell'imperatore alle funzioni è segnalata da un disco rosso di porfido, anche nella Basilica di San Pietro in Vaticano, sul pavimento all'inizio della navata centrale, è visibile il disco di porfido rosso originariamente ai piedi dell'altare dell'antica basilica costantiniana , sul quale Carlo Magno si inginocchiò per ricevere dal papa la corona imperiale.



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Cristian Frialdi
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