L'uomo e le armi: dalla clava alla polvere da sparo

January 4 2017
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Con il progredire della civiltà delle conoscenze, l'uomo passò dall'uso della clava alle prime vere armi: dalle punte di lancia alle spade, dall'archibugio al mitragliatore

Dal momento in cui l'uomo divenne operoso si manifestò in lui la necessità di disporre di arnesi che gli consentissero di abbattere grossi animali (clava) e di scuoiarli (coltello), di colpire a distanza gli animali (asta appuntita), di spaccare le pietre (martello), di abbattere gli alberi (ascia) e di spostare massi (leva). Quando questi arnesi di uso quotidiano furono impiegati per colpire un altro uomo divennero armi.

Con il progredire della civiltà delle conoscenze, l'uomo passò dall'uso della clava alle prime vere armi: le punte di lancia e di freccia in pietra durissima. Con la fusione dei metalli, queste vennero forgiate in bronzo, poi in ferro, e affiancate da un altra arma, la spada, capace di colpire di punta e di taglio.

Per molti secoli queste furono le armi fondamentali del combattimento; le frecce per l'azione a distanza, la lancia per l'azione ravvicinata, la spada per la lotta corpo a corpo. Le armi variarono di forma, a volte furono surrogate da altre, sempre però con la stessa funzione, perchè le esigenze della lotta non mutarono mai.

Presso i Greci, la lancia, detta "sarissa", era molto lunga (fino a 4,50 metri) e impiegata tenendola orizzontale; i Romani ebbero lancia corta (fino a 2 metri), detta "pilo", usata da mano e da getto. Entrambi non fecero l'uso dell'arco, che sostituirono, rispettivamente, con la frombola e con il lancio del pilo.

Nel medio evo le armi assunsero forme molto varie per adattarle a molteplici esigenze: combattimenti tra cavalieri (lancia, mazza ferrata), guardia sulle mura (arco e frecce), ronda (alabarda), difesa personale (spada, pugnale), sfondamento della corazza dell'avversario (sfondagiaco, misericordia), duello (spada, mano sinistra, rompispada), ecc.

Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo gli europei appresero l'arte di fabbricare la polvere da sparo, ma ci volle del tempo prima di produrre un esplosivo efficace e ancora di più per realizzare armi sicure ed efficaci.

La prima arma portatile fu lo schioppetto, la prima artiglieria la bombarda. Sul campo di battaglia, l'artiglieria comparve ad opera degli inglesi nella battaglia di Crecy (1346), battaglia che però fu vinta grazie al massiccio lancio di frecce.

L'arma individuale si affermò nella seconda metà del XV secolo, quando a uomini armati di archibugio fu assegnato il compito di svolgere l'azione lontano per ridurre la capacità combattiva del nemico. Con la disponibilità di armi più leggere e con maggiore gittata, la quota degli archibugieri aumentò rispetto a quella dei soldati armati di picca.

Nel XVI secolo la cavalleria sostituì l'arma bianca con quella da fuoco (carabina, poi pistola, utilizzate stando in sella), che impiegava caricando al trotto.

Nel XVI secolo i progressi conseguiti furono importanti, non tanto per l'effetto immediato, quanto per il futuro. L'adozione dell'acciarino a pietra focaia trasformò lo schioppo in fucile.

Dopo l'epopea Napoleonica (XVIII secolo) vi furono vari progressi: l'accensione della carica dei fucili non fu più ad acciarino, ma con capsula a percussione; le armi portatoli ebbero canna rigata e proiettile non più a palla; i fucili ad ago (nei quali il percussore, a forma di lungo ago, perforava la cartuccia di carta fino a colpire l'innesco posto sul fondello del proiettile) furono i primi esemplari a retrocarica (cioè caricati dalla parte della culatta).

Negli ultimi decenni del XIX secolo per le armi da fuoco si susseguirono numerose e importanti innovazioni: le polveri infumi per le cariche di lancio che eliminavano la fumata che nascondeva il bersaglio al tiratore; il bossolo metallico in ottone che consentì di realizzare la chiusura ermetica della culatta; la retrocarica per tutte le armi, che presentava il vantaggio di una maggiore rapidità di tiro; i proiettili cilindro-ogivali che, stabilizzati lungo la traiettoria mediante la rigatura della canna, assicuravano un tiro preciso.

Nel 1900 le due guerre mondiali portarono all'esigenza di realizzare nuove armi. Tutti gli sforzi dei militari si indirizzano al miglioramento delle armi leggere automatiche come pistole mitragliatrici o mitra, fucili d'assalto e mitragliatrici leggere.



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Cristian Frialdi
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