Iodio: essenziale per la tiroide

May 30 2016
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Lo iodio contribuisce alla normale funzione tiroidea e alla regolare produzione di ormoni da parte della tiroide. Inoltre, sostiene il metabolismo energetico, la funzione cognitiva e il normale funzionamento del sistema nervoso.

Lo iodio, dal greco ioeides, è un elemento diffuso nell’ambiente in diverse forme chimiche. Quello contenuto nell’acqua dei mari si accumula in genere:
nelle alghe;
nei pesci e nei crostacei.
Quello presente nei terreni viene invece assorbito dalle piante.

A che cosa serve lo iodio? Si tratta di un micronutriente essenziale presente nell’organismo umano in piccole quantità (15-20 mg) e concentrato quasi esclusivamente nella tiroide; questa produce due ormoni (tiroxina e triiodotironina) che regolano numerosi processi metabolici e che contengono iodio nella loro struttura chimica.

In mancanza di iodio, la tiroide non è in grado di produrre quantità sufficienti dei due ormoni citati; questo può portare a disturbi di carenza iodica.

Inoltre, una carenza di questo tipo può provocare problemi in tutte le fasi della vita. Per questo motivo è fondamentale che le donne in gravidanza e in allattamento e i bambini con meno di 3 anni assumano quantità sufficienti di iodio. Questo perché una grave carenza dello stesso durante lo sviluppo del feto e del neonato potrebbe portare a danni irreversibili al cervello e al sistema nervoso centrale e, conseguentemente, a un ritardo mentale permanente.

Carenze di iodio anche lievi possono comunque causare deficit intellettivi minori.

QUANTO IODIO È NECESSARIO ASSUMERE?

In Italia il Ministero della Salute ha indicato che il dosaggio massimo giornaliero per adolescenti e adulti deve essere pari a 225 microgrammi (mcg).

Mediamente le popolazioni occidentali assumono 240 mcg di iodio al giorno, a fronte dei 50.000 mcg consumati dalla popolazione giapponese (N. Hathcock, Iodine, in «Vitamin and Mineral Safety 2nd Edition», 2004).

Peraltro, in Giappone, l’elevato apporto di iodio, oltre a non avere effetti collaterali sull’organismo umano, è statisticamente associato a una bassa incidenza di tumore al seno.

La fonte principale di iodio per l’organismo umano è rappresentata dagli alimenti, il cui contenuto di questa sostanza è estremamente variabile:


  • nei vegetali la sua presenza dipende dallo iodio presente nel terreno in cui vengono coltivati;

  • negli alimenti di origine animale, invece, dipende dallo iodio assunto dagli animali con l’alimentazione.



Gli alimenti più ricchi di iodio sono le alghe (il cui uso come alimento è scarso nei Paesi occidentali) e, in quantità minori, pesci, molluschi e crostacei. Viceversa, negli altri alimenti, la quantità di iodio è trascurabile.

Non solo, ma nonostante l’utilizzo del sale arricchito di iodio al posto di quello comune, la percentuale di persone affette da patologie causate da carenze di iodio è ancora molto elevata.

Fortunatamente, esistono integratori di iodio che possono sopperire a tale carenza, e che si possono assumere tranquillamente senza alcun effetto collaterale. Fermo restando che, in caso di dubbi, è sempre bene chiedere un consiglio al medico di fiducia.



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Gentilin Maria Cristina
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