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Cos'è l'inquinamento? E' cattivo sempre? Come si esplica? Cosa comporta?

November 26 2018
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La somma dei comportamenti di ogni singolo è il comportamento globale della specie umana. Ci stiamo mangiando il tempo a nostra disposizione e paghiamo un prezzo elevato che crescerà a dismisura.

INQUINAMENTO in tre parole significa ALTERAZIONE DEI PARAMETRI AMBIENTALI

Non significa solo: sporco, puzzolente, fastidioso alla vista, dannoso per la salute.
Significa anche utilizzo dell’ambiente per fini utili o necessari, dominio della natura e gestione dell’ambiente di vita, modifica dei parametri ambientali ai fini di una migliore godibilità da parte dell’UOMO o nel suo interesse.

Non sono le borse di plastica che abbandonate, inquinano il bosco e lo rendono meno godibile o addirittura non godibile, né il mare: sono gli imbecilli che le abbandonano. Proprio lì, assieme alle scatolette, alle cicche di miliardi di sigarette e ai resti vari che inquinano.
Ignoranti e MALE EDUCATI.

Ma se in presenza di una mefitica palude piena di ragni zanzare, serpenti e coccodrilli, esalazioni gassose e diffusioni patogene di batteri malarici l’UOMO (Voi) decideste di bonificarla per ottenerne diciamo, 1/3 edificabile per meglio viverci e lavorarci, 1/3 destinato alla produzione agricola per mangiare meglio e di più, 1/3 per realizzarci un meraviglioso insieme di parchi e giardini dove scorrazzare liberamente e tutti insieme: vecchi e bambini, giovani romantici; allora quanti naturalisti animalisti ambientalisti conservatoristi, industriali, operai, studenti, agricoltori e chi più ne ha più ne metta, protesterebbero accusandovi di INQUINAMENTO?

Qualcuno di voi si ricorderebbe di chiedere alle zanzare e ai serpenti cosa ne pensassero prima di realizzare le opere?

Inquinare è una scelta politica!
Nel nome del BENE COMUNE, dove e quando, l’insieme dei perché e delle necessità inderogabili che giustifichino gli interventi!

In che modo, quanto, è una questione economica!
Il bilancio benefici-costi, quanto posso spendere, quanto ne devo ricavare, chi ne deve ricavare e quanto per ciascuno, è una variabile esclusivamente economica.

Come realizzare l’inquinamento è una questione tecnica e nell’ordine viene per ultima: il ponte o l’argine, il grattacielo o il parco saranno più belli, più grandi, più solidi, più avveniristici. Saranno maggiormente privi di negatività, tanto maggiore e migliore sarà la tecnologia utilizzabile, quanto più denaro e mezzi si avranno a disposizione.

L’inquinamento può dunque e certamente è, negativo ma può essere anche positivo, dipende dalla scala dell’intervento e poi da quella di verifica e misura degli effetti: puntuale, ampia, regionale, continentale, mondiale.

E’ pur vero che se nelle nostre città non circolassero più automobili inquinanti di vecchia tecnologia ma solo auto a idrogeno e molto silenziate o addirittura fossero realizzate zone pedonali con marciapiedi mobili, scorrenti in continuo nei due sensi (modello aeroporto o scale mobili in piano per intenderci) e la più assoluta interdizione ad ogni traffico motorizzato, l’ambiente urbano ne risulterebbe molto più godibile per tutti gli abitanti ed il problema dell’inquinamento sarebbe in gran parte risolto ma...: c’è sempre un ma.

Se le auto inquinanti e di vecchia tecnologia non vengono distrutte e non ne viene sospesa la produzione ma esse vengono semplicemente vendute ai paesi in via di sviluppo, a livello mondiale cosa cambierebbe?
Io starei certamente meglio ma per contro ci sarebbe chi starebbe peggio, inquinato come o più di noi adesso. (Ma questo è un altro discorso, in quei paesi per ora si limitano a morire di fame perché non possono comprarsi gli OGM, ma possono sempre distruggere e bruciare le foreste tropicali per produrre zucchero da canna, semi di quinoa o soia, per il nostro assurdo ed immotivato uso e consumo)

Si dice che se una farfalla batte le ali in Australia, si scatena il terremoto in Giappone, avviene una frana sugli appennini e un gatto muore d’infarto nella villa della sua padrona in Inghilterra.
E’ tutto vero! Ogni azione scatena una reazione nel suo dintorno ma gli effetti sono rilevabili o misurabili in modi differenti secondo l’ampiezza di questo intorno.

L’ECOLOGIA è la scienza integrata che STUDIA I SISTEMI COMPLESSI INTERATTIVI; l’uomo e il suo habitat sono uno, solo uno, di questi sistemi, come i pesci e il loro habitat o una classe scolastica all’interno delle quattro mura, il mio acquario, il mio letto e i suoi acari residenti.
Per studiare un sistema occorre definirlo: prima nei suoi parametri essenziali, nello spazio (dove, esattamente, entro quali limiti) nel tempo (quando esattamente, entro quale spazio temporale) e nel numero e tipologia dei parametri interattivi (chi esattamente interagisce e con chi o cosa).

Se non si procede in questo modo si rischia di generalizzare ed intendo di “parlare a vanvera”.

Cari signori che mi leggete, definire un piccolo sistema chiuso, con pochi parametri, in un tempo istantaneo è davvero difficile.
Figurarsi parlare dell’inquinamento di una città, regione o addirittura del mondo, presumendo che qualche caldaia e alcune auto in pochi decenni siano, per il mondo, altrettanto importanti di centinaia di vulcani attivi e dei meccanismi funzionali di una manciata di mari ed oceani,
con acque in condizioni differenti da punto a punto, milioni di punti, oppure di qualche migliaio di cicloni ed anticicloni, del nino e della nina, dello scorrimento delle zolle, delle radiazioni solari variabili etc.

E’ però vero che le nostre città sono inquinate = poco godibili ma la mia lo è più della tua e meno della sua.
E’ altrettanto vero che la temperatura media del mondo superficiale, nel ciclo geologico del mondo, è ora di poco inferiore a quella equivalente di circa cinque milioni di anni fa: ora circa +1,5 °C con tendenza ai + 4°C. ( era circa +2° allora)

Sarebbe un vero disastro per l’intera umanità che contribuisce, non tanto a creare il fenomeno ma certamente a velocizzarlo, incrementando l’effetto serra con le sue emissioni industriali. Se continua così non avremo il tempo di adattarci, di adattare i nostri stili di vita, le nostre economie come potremmo fare. In natura chi non si adatta si estingue! Noi potremmo farlo se ci rimanesse il tempo.

Questo è il problema: ci stiamo mangiando il tempo a nostra disposizione e paghiamo un prezzo elevato che crescerà a dismisura.

Forse è meglio limitarsi a parlare dello stato di maggiore o minore agio e benessere; della maggiore o minore godibilità dell’ambiente, il più circoscritto possibile, quello in cui viviamo, a contribuire ognuno efficacemente a migliorare questo nostro spazio vitale ed a studiare i modi possibili, in maggior silenzio e con maggior efficacia, senza mai confondere NOI STESSI con L’UMANITÀ!

La somma dei comportamenti di ogni singolo è il comportamento globale della specie umana.
Per i tempi lunghi di questa sommatoria, non la nostra, noi ora, adesso ma la “sua” sola speranza di sopravvivenza, quantomeno in condizioni accettabili.



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Antonio Balzani
Libero professionista - Consulente - Docente - GSA gestione sistemi ambientali
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