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Incensi naturali, il benessere nell'aria.

Testo pubblicato il 30/12/11 da Gentilin Maria Cristina

L'uso di bruciare incenso si è molto diffuso, in questi ultimi decenni, anche in Italia. Accendere un bastoncino di incenso o bruciare delle resine ha infatti influenze positive sulla persona e sull'ambiente. Vengono riconosciuti alla fumigazione mediante incenso effetti stimolanti, calmanti, armonizzanti ed equilibranti, apportatrici di un pensiero ed emozioni positive. Gli incensi possono inoltre essere usati per attività più pratiche, come la purificazione di stanze ed ambienti, grazie alla loro funzione antisettica, antibatterica, insettorepellente e antivirale.

L’incenso è la resina solidificata proveniente dalle secrezioni delle piante della famiglia delle BURSERACEE, ripartite in 17 generi e a loro volta in circa 600 specie. In Etiopia ne crescono principalmente due generi, la Boswellia, (che dà origine all’incenso, detto olibanum, da lubàn, incenso in ambo) presente con sette specie, e la Commyphora, pianta diffusa in oltre 50 specie differenti, dalla quale proviene la famosa mirra. Possono avere una dimensione che varia dall’arbusto alla pianta di alto fusto.
La produzione della resina avviene o per essudazione spontanea dalla pianta, o tramite un metodico processo d’incisioni sul tronco, dal quale comincia ad essudare una sorta di lattice. Dopo circa un mese la gommoresina è sufficientemente indurita da essere raccolta.

Il tronco della Boswellia può essere inciso fino ad un massimo di 12 volte in un anno, con un intervallo di 15- 25 giomi, da settembre a giugno (prima che inizi la stagione delle piogge), e ogni pianta può produrre da uno a tre kg di resina.

La raccolta dell’incenso risulta essere un lavoro molto importante per i contadini e i pastori dediti a questa attività, garantendo loro un reddito anche nel periodo della stagione secca, in cui è quasi impossibile praticare l’agricoltura. Inoltre la Boswellia e la Commyphora riescono a crescere anche in terreni aridi e rocciosi, con un suolo fertile di 20cm appena di profondità, e le loro foglie costituiscono nella stagione secca una fondamentale fonte di nutrimento per capre, cammelli ed altri erbivori ed un refrigerio con la propria ombra per piante, uomini e animali. Svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella preservazione del suolo dalla desertificazione.

Nel solo Tigray (regione a nord, confinante con l’Eritrea) i lavoratori stagionali impiegati annualmente nella raccolta dell’incenso sono 7000, tra i quali il 31% sono donne, Gli uomini sono tradizionalmente dediti all’incisione della pianta e alla raccolta; le donne, invece si occupano della selezione e della classificazione.

In Etiopia l’incenso è chiamato comunemente “ettan”, ma assume nomi comuni differenti.

L’incenso e la mirra da sempre sono utilizzati sia a scopo religioso, che curativo, o come elemento nei riti quotidiani, In Etiopia, ad esempio, in ogni cerimonia del caffè che si rispetti, un rito che gli etiopi celebrano diverse volte al giorno (bevendone ogni volta tre tazze), viene fatto annusare il dolce profumo dell’incenso; preferito in questo caso risulta essere l’aroma rilassante dei lubanja, ideale per ricreare un’atmosfera lieta ed accogliente per l’ospite,

Nella medicina tradizionale etiopica, la resina della Boswellia e della Commyphora è utilizzata per diverse patologie, soprattutto come antisettico ed antibatterico, febbrifugo, espettorante e come cura per le linfonodopatie, e nelle regioni dei bassopiani, si mastica per alleviare la sete nei giorni più infuocati; la corteccia è masticata per lenire i disturbi allo stomaco. L’incenso è un ottimo rimedio naturale anche per allontanare insetti e zanzare.

Link: Erboristeriarcobaleno.com

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Gentilin Maria Cristina
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(Fonte: Erboristeriarcobaleno.com)
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