Il Ten Years Challenge delle Vanche Europee

April 9 2019
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Impazza sui social network il tormentone #10yearschallange, che mette a confronto come eravamo nel 2009 e come siamo nel 2019. Non mancano le variazioni ironiche del gioco, con fotomontaggi e GIF che deridono politici, personaggi dello spettocolo, opere d’arte e cinematografiche. Esistono anche declinazioni seriose del ten years challange, che mettono a confronto statistiche, classifiche e quote di mercato di importanti economie nazionali o di settori specifici. Una particolarmente interessante, in epoca di verifica della solidità degli istituti di credito (in Italia l’ultimo caso è quello di Banca Carige, con lo Stato Italiano pronto a intervenire con un’iniezione di liquidità), è legata alla classifica delle dieci banche europee con la maggiore capitalizzazione.

Impazza sui social network il tormentone #10yearschallange, che mette a confronto come eravamo nel 2009 e come siamo nel 2019. Non mancano le variazioni ironiche del gioco, con fotomontaggi e GIF che deridono politici, personaggi dello spettocolo, opere d’arte e cinematografiche. Esistono anche declinazioni seriose del ten years challange, che mettono a confronto statistiche, classifiche e quote di mercato di importanti economie nazionali o di settori specifici. Una particolarmente interessante, in epoca di verifica della solidità degli istituti di credito (in Italia l’ultimo caso è quello di Banca Carige, con lo Stato Italiano pronto a intervenire con un’iniezione di liquidità), è legata alla classifica delle dieci banche europee con la maggiore capitalizzazione.

Nel redigere la classifica del 2009, viene in aiuto il rapporto ABI di quell’anno. Al decimo posto figurava Deutsche Bank, al nono posto Crédit Agricole (Francia), ottava era UBS (Svizzera), settima e sesta le nostre più importanti banche nazionali, cioè Unicredit e Intesa, quinta Credit Suisse, quarta BBVA (Banco Bilbao Vizcaya Argentina, Spagna), terza BNP Paribas (Francia), seconda Banco Santander (Spagna) e prima HSBC (Regno Unito).

La classifica del 2019 è cambiata. Questa evoluzione meriterebbe di essere spiegata attraverso un’analisi dei dieci anni di storia politica, economica e finanziaria dell’Unione. Per ragioni di spazio, dovremo però limitarci ad accennare agli avvenimenti più importanti. La decima banca europea oggi è ABN AMRO, Paesi Bassi. Si tratta di una new entry in classifica, posizione raggiunta anche grazie alla regia del governo olandese, proprietario della banca, che gestì la mancata fusione con la banca Fortis nel 2008. Al nono posto sale Deutsche Bank, istituto sul quale pende uno scandalo reciclaggio da 230 miliardi di dollari provenienti dalla Russia. Ottavo posto per KBC, altra new entry proveniente questa volta dal Belgio. Settima posizione per Société Générale, banca francese non presente in classifica nel 2009. Sesta piazza per Crédit Agricole, risalita dalla nona posizione occupata nel 2009. Quinta posizione per la nostra Unicredit, che nel 2009 era settima. Al quarto posto in Europa si conferma la spagnola BBVA.

Con oltre 50 miliardi di capitalizzazione, l’italiana Intesa San Paolo è oggi la terza banca più capitalizzata d’Europa. La gestione della banca in questi dieci anni è stata dunque saggia, senza troppi scossoni finanziari. Seconda posizione per BNP Paribas, terza dieci anni fa, mentre al primo posto figura Banco Santander. Questi due istituti sono saliti di una posizione in classifica grazie all’assenza di HSBC, banca con sede a Londra che dopo Brexit non è più inserita nella classifica dell’Ue. Nel ten years challenge dell’Europa e delle banche, infatti, il caso Brexit resta di gran lunga l’avvenimento più importante.



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Gianluca Compagno
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