Il matrimonio nell'antica Grecia

June 12 2017
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Il matrimonio nell'antica Grecia aveva caratteristiche diverse a seconda della regione. Vediamo come veniva praticato dagli Spartani e dagli Ateniesi

Il matrimonio presso i Greci veniva celebrato nelle varie località con cerimonie spesso molto diverse fra di loro. A Sparta, per esempio, vigeva la consuetudine del ratto della sposa, benchè concordato in precedenza dai genitori: la fanciulla veniva strappata alla madre e, dopo che le erano stati tagliati i capelli, vestita in abiti maschili aspettava il suo uomo al campo.

Gli Spartani consideravano la fertilità come l'oggetto principale del matrimonio. Il risultato era che ogni volta che una donna non riusciva ad avere figli da suo marito, lo Stato prevedeva che le dovesse essere permesso di convivere con un altro uomo.

Tuttavia nel resto della Grecia, anche se con le dovute varianti, gli usi probabilmente non dovevano differire troppo da quelli testimoniati ad Atene nell'età classica. Scelto il giorno propizio, di solito durante il mese di gamelione, la cerimonia vera e propria era preceduta alla vigilia da alcuni riti preparatori con preghiere e sacrifici (in particolare l'offerta di una ciocca dei capelli della sposa e dei suoi giocattoli di fanciulla) agli dei protettori del matrimonio, primi fra tutti Zeus ed Era.

Poi, il giorno stesso del matrimonio, entrambi gli sposi facevano il bagno purificatorio rituale o in un determinato fiume o nell'acqua attinta da una determinata fonte (ad Atene la Colliroe) con una apposita anfora della lutroforo.

Il matrimonio vero e proprio iniziava quindi con un banchetto offerto dal padre della sposa nella propria casa, al quale presenziava anche la sposa, ma inizialmente in disparte e velata. Solo più tardi veniva svelata e riceveva doni dallo poso. Verso sera, poi, accompagnata dalla madre che recava le fiaccole nuziali, su un carro, seduta tra lo sposo e un suo amico (detto paraninfo), veniva condotta in festosa processione tra canti e scherzi alla sua nuova casa.

Una volta a casa veniva accolta dai genitori dello sposo e condotta presso il focolare, poi, prima di entrare nel talamo, riceveva un pezzo del dolce nuziale e una mela cotogna. Veniva raggiunta successivamente nel talamo dallo sposo e fuori dalla porta chiusa della stanza nuziale, presso cui montava la guardia un amico, un coro di giovani e di fanciulle intonava l'epitalamio.

Il giorno seguente la sposa riceveva doni dal marito, dai parenti e dagli amici e il matrimonio veniva trascritto nei registri della fratria, termine che indica una divisione sociale su base parentelare per cui due o più clan distinti sono considerati una sola unità, sebbene conservino identità separate all'interno della fratria.



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