Il consulente finanziario: chi è? Perché è un professionista di cui avvalersi?

February 4 2021
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Il consulente finanziario è una figura professionale ancora troppo sottovalutata in Italia. Questo dipende anche dalla bassissima educazione finanziaria che caratterizza i risparmiatori del nostro paese. Questi ultimi hanno ancora molta difficoltà a comprendere pienamente il valore di “mettere a lavorare” i propri risparmi.

Perché rivolgersi a un consulente finanziario?

Capita spesso che le persone che mi contattano, mi chiedano di chiarire le loro idee riguardo l’utilità legata al rivolgersi al consulente finanziario per la gestione dei risparmi e l’avvio di investimenti.

E quando mi trovo a dover dare risposta a questo quesito, cerco di partire da ancor più lontano.

Perché per comprendere l’utilità del consulente finanziario, è necessario prima di tutto capire quanto sia importate imparare ad amministrare le proprie risorse finanziarie per costruire una vita serena, presente e futura (lasciando le giuste garanzie anche alle generazioni a venire).


Gli investimenti non sono solo per i ricchi
È logico che più investi, più potresti guadagnare nel tempo. Ma ciò non significa che chi dispone di cifre meno ingenti non possa pensare di individuare l’allocazione migliore per investire al meglio i propri risparmi.

Il problema non è quindi legato alla quantità di ricchezza disponibile, quanto invece alla capacità di prendere le decisioni migliori per impiegare al meglio i risparmi.
“Conoscere le regole del gioco” è l’attitudine indispensabile per evitare di perdere il controllo del rischio di investimento o che, in momenti sfavorevoli del mercato, i nostri sentimenti la facciano da padrone.

Quando permettiamo al fenomeno del panic selling di manifestarsi, lasciamo tutto il potere in mano ai nostri sentimenti che, sfortunatamente, finiscono sempre per farci commettere grossi sbagli.

Chi conosce il corretto ciclo di vita di un investimento, sa riconoscere i periodi sfavorevoli senza permettere che essi destabilizzino il proprio percorso.

Soprattutto, coloro che hanno imparato ad avere pazienza e nervi saldi, sanno anche che ogni periodo sfavorevole di mercato ne comporta uno successivo necessariamente favorevole. Di questa se ne avvantaggiano.

È la legge della polarità alla quale neanche i mercati finanziari possono sottrarsi.



Bisogna anche sapere dire di no
Per quanto sia indispensabile restare lucidi durante i momenti di turbolenza del mercato, è anche vero che ce ne sono altrettanti in cui è meglio abbandonare quell’investimento che non segue più l’andamento desiderato.

Queste sono valutazioni periodiche necessarie. Potremmo definirlo “il Check-up del consulente finanziario” che, volta per volta, esamina gli investimenti in corso valutando quali non apportano più valore al portafoglio e pertanto come modificare la strategia messa in atto.

Quindi è molto importante non “affezionarsi troppo” ai propri investimenti, perché spesso sarà necessario correggere il tiro in corso d’opera.



Quando rivolgersi a un consulente finanziario
Potrei dire che ogni occasione è buona. Non esiste “il momento” in cui rivolgersi al consulente finanziario.

Esiste soltanto la presa di coscienza del risparmiatore, che dovrebbe scattare prima o poi durante la propria vita (si spera più prima che poi). Un po’ come quando, finalmente, decidi di rivolgerti al medico per curare quel dolore con cui convivi e che trascuri da tempo. O meglio ancora, non aspetti il dolore perché sei ben cosciente del fatto che prevenire sia meglio che curare.

Ci dovrebbe essere quel momento in cui ci si ferma a pensare “starò amministrando al meglio le mie finanze?” oppure “ho qualcosa da poter lasciare ai miei figli per garantire loro una vita serena anche senza di me?”

Per i più fortunati, la cui presa di coscienza scatta abbastanza presto, la domanda interiore potrebbe essere “posso avere di più nella mia vita?”

Tutti possono avere di più e garantirselo con serenità, bisogna volerlo e saperlo fare senza improvvisare.

No, assolutamente no all’improvvisazione dilettantistica!!
Se non si possiedono le giuste competenze per amministrare autonomamente i propri risparmi e i propri investimenti, è bene rivolgersi a un consulente finanziario che se ne occupi con professionalità. Proprio come si fa con il medico, all’insorgere del dolore.

Perciò potremmo riassumere i due possibili scenari in cui potresti sentire l’esigenza di rivolgerti a un professionista:

Quando senti la necessità di amministrare seriamente le tue risorse finanziarie, programmando con consapevolezza i progetti di investimento;
Quando si è consolidata la necessità precedente e hai compreso di non avere le competenze necessarie per occupartene autonomamente.


Perché fidarsi di un consulente finanziario?
Uno dei problemi ancora molto evidenti è quello del valore.

Che valore ha il consulente finanziario?

Perché devo rivolgermi e pagare una persona per farmi consigliare su come gestire i miei soldi?



Ma sei sicuro di essere davvero tu a pagare questo servizio?


Che poi banalmente è come chiedersi “Perché devo andare dal medico se ho la tosse?” oppure “Perché devo pagare un commercialista per gestire la fiscalità della mia azienda?”

Insomma, non fa assolutamente una piega.

Il problema della diffidenza è intrinseco nella mente dei risparmiatori italiani che, possedendo scarse competenze in ambito finanziario, fanno davvero fatica a comprendere l’utilità e il valore del professionista.

L’unico modo per “abbattere questa piaga”, ancora troppo diffusa, è contribuire incrementando la corretta educazione finanziaria. Ed è quello che io provo a fare giorno dopo giorno come professionista del settore.

I vantaggi di rivolgersi al consulente finanziario
Qui di seguito ho elencato quelli che definirei “i punti a favore” nel rapporto professionale risparmiatore-consulente:

Gli interessi di entrambe le figure viaggiano sullo stesso binario
Più cresce il portafoglio del cliente, più il consulente guadagna. È sicuramente un rapporto Win-Win.

Il rischio diminuisce
Nessun consulente che si rispetti avrebbe interesse nel proporre ai propri clienti delle operazioni particolarmente rischiose considerando che, desiderio del professionista in questione è mantenere la relazione con il cliente più a lungo possibile.

Assistenza e dedizione
Avere un numero limitato di clienti da gestire, attribuisce a entrambe le parti maggiori garanzie.
Il consulente potrà gestire tutti i suoi clienti allo stesso modo, garantendo cura e dedizione. E i clienti potranno sentirsi sempre accompagnati da un valido punto di riferimento.
Se così non fosse, si arriverebbe al punto in cui il cliente deciderebbe di disinvestire e il consulente perderebbe chiaramente parte del proprio guadagno.
Perciò la cura e l’assistenza di ogni cliente sono la sua priorità.

Massima personalizzazione dei percorsi di investimento
Ogni investitore è diverso da tutti gli altri e necessita di una giusta personalizzazione del proprio portafoglio di investimenti. Quest’ultimo dev’essere allineato e conforme ai propri obiettivi al fine di raggiungerli nel miglior modo possibile e nel rispetto della volatilità prestabilita.

Ascolto e pianificazione finanziaria
Per raggiungere gli obiettivi che ho citato nel punto precedente, sarà necessario che il consulente ascolti con attenzione le necessità del proprio cliente sia prima di partire con l’investimento, sia durante tutto il percorso.
Perché i bisogni possono cambiare con gli eventi della vita di ogni risparmiatore.
Pertanto, bisogna che il consulente sia sempre pronto a modificare le strategie al fine di renderle congrue con le necessità in costante evoluzione del proprio cliente.

Massima tutela per il cliente
Per garantire a ogni risparmiatore la massima affidabilità, è stata varata la MIFID 2 (direttiva per tutelare i diritti dell’investitore). Ogni intermediario è tenuto a rispettarla in tutte le sue parti.
Il consulente finanziario è un professionista iscritto all’albo, il quale vigila costantemente al fine di garantire il pieno rispetto delle numerose normative esistenti. Queste ultime sono volte alla tutela del risparmiatore.



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Fabrizio Oliva
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