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Giocattoli tossici: come riconoscerli?

August 8 2017
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Giocattoli pericolosi e non: come sapere se il prodotto è stato realizzato con vernici ed altri elementi tossici, dannosi per i bambini.

Come ogni cosa che non è certificata da una società di controllo e di tutela del consumatore, acquistare un giocattolo privo del simbolo CE è imprudente.
Questo perché la “marcatura” della Comunità Europea serve a riconoscere non solo i giocattoli che presentano rischi (come parti infiammabili, ingeribili o spigolose) ma anche quelli tossici.

Il primo indice che ci consente di riconoscere un giocattolo tossico da uno sicuro è, come dicevamo in apertura, la presenza del logo CE.
Questo elemento grafico, che deve essere di colore nero, facilmente visibile, deve essere obbligatoriamente presente sulla confezione esterna del giocattolo.
Non possono essere messi in commercio giocattoli senza il logo CE.
Attenzione però: come molti marchi commerciali, anche il simbolo CE è oggetto di contraffazione e qualche produttore poco scrupoloso lo appone, sebbene con minime differenze, intendendo con esso non già «Comunità Europea», ma «China Export».

Il secondo metodo per distinguere un giocattolo tossico da uno non pericoloso è la presenza del marchio Giocattoli Sicuri.
Si tratta di una certificazione non obbligatoria (come invece quella CE) rilasciata dall’Istituto Italiano Sicurezza Giocattoli che impone l’esecuzione di ulteriori test consentendo un maggior margine di sicurezza sul prodotto acquistato (prove elettriche, prove d’infiammabilità, prove fisiche e meccaniche, analisi chimiche ecc.).

Un’ultima avvertenza: controllate sempre le indicazioni relative all’età cui il giocattolo è indirizzato.
La presenza del logo Ce e Giocattoli Sicuri non garantisce che il giocattolo sia adatto a tutti i bambini.
Un caso tipico è quello dell’ovetto Kinder, il cui commercio è stato proibito negli USA proprio perché non adatto ai bambini con meno di 3 anni (contiene parti molto piccole che possono essere ingerite).



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Leonardo Breccolenti
Social Media manager - Studio Legale Polenzani-Brizzi
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