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Essere bocciati non è la fine del mondo

April 22 2020
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Troppe volte i ragazzi che vengono bocciati vivono l'evento come una tragedia, una sconfitta, ma non è proprio così.

Essere bocciati non è la fine del mondo, non è una catastrofe, non è nulla di irreparabile e sicuramente non è una condizione che rende il bocciato "inferiore" del promosso, se non nel livello di conoscenza in quel preciso momento.
Oggigiorno le famiglie trasmettono un’idea malsana ai propri ragazzi, ossia quella del successo ad ogni costo, soprattutto nell'ambito scolastico.
Se da un certo punto di vista ciò potrebbe persino apparire corretto, non bisogna non considerare l’aspetto negativo che una simile concezione potrebbe avere sugli adolescenti, ossia potrebbero credere che un solo insuccesso possa determinare il fallimento della loro vita.
In poche parole, tutti vorremmo che i nostri figli avessero successo negli studi, ma una bocciatura non dovrebbe mai essere fatta passare come una macchia indelebile sul futuro del ragazzo, non è la fine del mondo, non è una condanna a morte, anzi, guai a pensare una simile stupidaggine.

I genitori dovrebbero invece educare i loro figli ad affrontare il fallimento, una bocciatura inevitabile non è qualcosa di cui provare terrore o vergogna, occorre affrontare serenamente la questione e comprendere i meccanismi che l’hanno determinata:

- Difficoltà nella gestione degli studi?
- Un corso di studi non in linea con le proprie attitudini?
- Episodi di bullismo o affini?

Essere bocciati è brutto, il ragazzo si sente sconfitto, umiliato, e certamente non ha bisogno di una famiglia che accentui questi sentimenti negativi, che gli urli addosso ecc..
Purtroppo le cronache ci hanno più volte riportato episodi nei quali gli adolescenti si sarebbero suicidati proprio a seguito di una bocciatura scolastica, e ciò è inammissibile oltre che assolutamente irrazionale.
Una volta accettato il dato di fatto non è necessario attaccare e mortificare il ragazzo, occorre invece prendere immediati ed efficienti provvedimenti in merito alla delicata situazione che di volta in volta potrebbe delinearsi.
Certamente non sarebbe da escludere un consulto con uno psicologo, che potrebbe meglio determinare le cause che hanno portato al risultato negativo, ed adottare quindi con lo studente gli atteggiamenti utili al fine di affrontare e superare il problema.

Le difficoltà nella gestione degli studi possono essere determinate da innumerevoli fattori, in primis la mancanza di un metodo di studio adeguato ed adatto alle proprie possibilità.
Per far fronte a questo problema si potrebbe ricorrere ad insegnanti di sostegno, al doposcuola o a lezioni private che supportino le carenze accumulate.
Potrebbe anche verificarsi il caso in cui lo studente abbia scelto una scuola non in linea con i suoi interessi, ad esempio un istituto ad indirizzo economico commerciale risulterebbe inutile e pesante ad un ragazzo il cui cuore batte per il settore alberghiero.
Per tali ragioni è sempre indispensabile lasciare che siano gli studenti a scegliere la scuola che vogliono frequentare, senza alcun tipo di condizionamento da parte di parenti o amici.

Vi è poi il problema, questo ben più grave, del bullismo.
Purtroppo molti ragazzi, soprattutto negli istituti superiori, sono vittime di episodi di violenza fisica e psichica, veri e propri atti di persecuzione e vessazione che prendono il nome di “bullismo”, di cui ho già discusso in questo blog.
La vittima del “bullo” assume un atteggiamento di chiusura verso l’ambiente scolastico, ritenuto la causa della sofferenza che vive quotidianamente, e ciò comporta l’allontanamento dagli studi e la conseguente bocciatura.
Per provare che uno studente sia vittima di bullismo, oggi è possibile ricorrere ad investigatori privati capaci di operare nella massima discrezione e con assoluta professionalità.
In Puglia, ad esempio, un servizio simile è offerto dalla IURIS INVESTIGAZIONI con sede a Trani (BAT).
Qualunque sia la causa della bocciatura, dunque, è indispensabile affrontare il problema e correre al più presto ai ripari.

Mario Contino (ricercatore e scrittore)





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