Edilizia e IVA. Guida alle aliquote 2017

July 26 2017
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Come si calcola l'IVA? Che differenze ci sono tra un lavoro di ristrutturazione e un altro? Il tipo di edificio fa la differenza? Ecco una serie di norme generali da tenere presente prima di iniziare i lavori!

Quali sono i casi che beneficiano di aliquote particolarmente vantaggiose quando si parla di ristrutturazione? Nella Legge di Bilancio del 2017 a proposito dei lavori di ristrutturazione sono espresse chiaramente le varie tipologie di lavori in questione, con relative condizioni.

L'Aliquota ordinaria del 22%, quella nota a tutti, si utilizza anche nel settore edile. Accanto a questa sono state introdotte delle aliquote agevolate, con l'obiettivo di favorire l'economia riducendo i costi di ristrutturazioni. Si tratta dell'IVA agevolata al 4% e dell'IVA intermedia al 10%, che si applicano ad alcuni casi specifici.

Ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici a carattere residenziale, ai lavori di recupero edilizio, restauro e risanamento conservativo si applica l’IVA ridotta al 10% . Rientra nell’agevolazione anche l’acquisto da parte del committente o dell’impresa che esegue i lavori di beni finiti ovvero elementi che possono essere facilmente distinguibili come porte, infissi, sanitari, caldaie ecc, mentre sono escluse le materie prime e i semilavorati.

Un vantaggio che permette di risparmiare notevolmente se si vuole eseguire un intervento di ristrutturazione sulla propria casa, senza dimenticare che un ulteriore risparmio è dato dalle detrazioni fiscali. I "beni di valore significativo”, possono essere soggetti all’IVA ridotta, se la fornitura è stata stipulata in fase contrattuale, ma con dei limiti. Si tratta di elementi il cui costo supera quello dell’intervento di installazione, ad esempio ascensori, caldaie, condizionatori. In quest caso l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione (manodopera e cessione beni) e quello dei beni stessi.

Questa agevolazione fiscale, unita alle detrazioni fiscali, consente un risparmio importante sui lavori di ristrutturazione.

Per la costruzione o aquisto della prima casa si applica la riduzione al 4%. È fondamentale dimostrare che non si possiedono altri alloggi nello stesso comune e che si prenda effettiva residenza nell’immobile che gode dei vantaggi dati dal fatto di essere prima casa. Le agevolazioni riguardano in questo caso specifico la realizzazione di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e l’acquisto di beni da parte del committente. Vi è un'eccezione: si applica sempre il 22% ad abitazioni di pregio, ville o palazzi con classificazione catastale A1,A8 o A9.

Per queste ragioni, è fondamentale effettuare un'analisi previa sulle condizioni dell'immobile prima di iniziare i lavori di ristrutturazione o prima di avviare l'atto di compravendita.



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