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Dividendo 8,5% - Due nuovi titoli nel settore strategico dell'agricoltura

Testo pubblicato il 10/01/12 da Paolo Crociato

Dividendo 8,5% annuo puntando sul forte sviluppo del settore agricolo a livello internazionale. Nel report di oggi dedichiamo ampio spazio all’analisi di due importante società operanti in questo comparto strategico che non conosce crisi e che offrono elevati dividendi trimestrali abbinati a forti potenziali di crescita nel corso del prossimi anni. Per il portafoglio ETF, continuiamo a privilegiare investimenti su ETF obbligazionari ad elevato dividendo e in valute diverse dall’euro.

In contrasto con la stagnazione ancora presente in eurozona, il 2012 è iniziato all’insegna delle buone notizie provenienti dagli Sati Uniti. Lo scorso dicembre, l’America ha creato 212 mila nuovi posti di lavoro, portando la disoccupazione ai livelli più bassi degli ultimi tre anni. A questo proposito, il presidente Barack Obama ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno andando nella giusta direzione. Secondo i dati diffusi del Dipartimento del Lavoro relativi all’ultimo mese del 2011, il saldo positivo sull’occupazione è solido ed ha origini ben diversificate nel sistema produttivo: 50.200 nuovi posti di lavoro vengono dai trasporti, 28.700 dalla sanità, 27.900 dal commercio, 23 mila dalle industrie manifatture, 21 mila dal tempo libero e 17 mila dalle costruzioni. Commentando i dati, Alan Krueger, capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, ha dichiarato: “Siamo di fronte ad una tendenza favorevole in quanto il settore privato sta creando posti di lavoro da 22 mesi consecutivi e negli ultimi 12 ne sono stati creati 1,9 milioni con il saldo più alto dal 2005”. In base a questi risultati, la disoccupazione Usa è scesa dall’8,7% di novembre all’8,5% di dicembre, il livello più basso dal febbraio 2009.

Su queste basi, prosegue la nostra strategia di diversificazione internazionale dei nostri portafogli, per beneficiare di questi trend positivi riducendo contestualmente l’esposizione in area euro. Vediamo ora nel dettaglio le variazioni settimanali da apportare ai nostri tre modelli.

Top Analisti – Questo particolare portafoglio è uno dei più replicati dai nostri lettori e raggruppa in un unico modello le migliori raccomandazioni di oltre 25 tra i più prestigiosi Guru e analisti finanziari internazionali, presenti nelle principali classifiche di rating e performance. Composto attualmente da 63 titoli di diversi paesi del mondo, Top Analisti si è trasformato nel corso degli anni in una vera macchina da reddito, con oltre 200 singole cedole accreditate ogni anno ai partecipanti e un dividendo incassato in quasi ogni giorno lavorativo dell’anno. Dal 1 gennaio 2009 ad oggi il portafoglio vanta una crescita record, con una performance pari a +75,6%, contro un rendimento dell’indice S&P500 pari a +37,4% nello stesso periodo. Nel modello sono attualmente inclusi titoli presenti nei portafogli di grandi investitori e analisti del calibro di Warren Buffet, George Soros, Donald Yacktman, Joel Greenblatt, John Buckingham, Kelley Wright ed altri che hanno ottenuto per decenni performance superiori con qualsiasi andamento del mercato. Il 2011 è stato un anno da record per Top Analisti, con un aumento di quasi il 25% in termini di dividendi incassati rispetto al 2010. Nel corso degli ultimi 12 mesi abbiamo maturato 35.925 dollari complessivi di cedole, per un totale di 204 dividendi e una media mensile di entrate in cassa pari a 2.993 dollari (vedi grafico su www.strategyinvestor.com). Nel 2010 i dividendi erano attestati a 28.771 dollari complessivi, con una media mensile pari a 2.397 dollari. Il consistente aumento della rendita mensile nel corso del 2011 è stato generato dall’abbinamento di due componenti: da una parte, il progressivo aumento delle distribuzioni da parte delle aziende su cui abbiamo investito e dall’altra il costante reinvestimento dei proventi incassati. Questa strategia congiunta ha provocato un forte effetto leva sul portafoglio che ha determinato il buon aumento delle rendite nel corso dell’anno appena concluso. In parallelo, grazie anche alla forza del dollaro di queste ultime settimane, il portafoglio ha fatto segnare venerdì scorso un nuovo massimo storico in euro in termini di performance. In questo contesto, cogliendo il trend positivo di breve termine, nel report di oggi abbiamo selezionato per il modello due nuovi titoli ad elevato potenziale di crescita, operanti nel settore strategico dell’agricoltura, con una lunga storia di crescite di utili e dividendi. Vediamo ora nel dettaglio le analisi delle due società.

Boom dei fertilizzanti per sopperire alla mancanza globale di terreni agricoli

Il titolo di cui parliamo oggi è stato uno dei più performanti del modello Top Analisti nel 2011. Raccomandato per la prima volta nel report del 26 aprile scorso, il titolo ha messo a segno un risultato record pari a +40,5% a cui si aggiungono i due dividendi incassati ad agosto e novembre, per un totale pari al 4,8% che portano il guadagno complessivo ad oltre il 45% in meno di un anno. Torniamo oggi su questa società per cercare di cogliere il buon momento di breve termine, dopo che la scorsa settimana il titolo ha registrato quattro sedute consecutive di scambi in forte aumento. In particolare il totale dei volumi trattati ieri è stato pari a circa 702.000 pezzi, quasi il triplo rispetto alla media degli ultimi 30 giorni, pari a 245.445. L’aumento degli scambi è stato accompagnato da un rialzo delle quotazioni di oltre il 12% in una sola settimana. Ma perché tutto questo interesse degli investitori sul titolo?

La risposta è semplice: la società abbina un maxi dividendo pari all’ 8,5% annuo con uno dei business con le maggiori potenzialità dei prossimi anni. La società produce infatti nitrato di ammonio ed urea, i concimi oggi più usati in agricoltura per la produzione di cereali ed in particolare per il grano.

I principali economisti e analisti internazionali assegnano una priorità a questo settore per il prossimo futuro: la popolazione mondiale, oggi intorno ai 7 miliardi, dovrebbe infatti aumentare di altri 2 miliardi entro il 2050. Questo significa che ogni giorno avremo nel mondo circa 200.000 persone in più da sfamare. Contemporaneamente, stiamo registrando a livello globale una grande perdita di aree destinate all’agricoltura, a causa dell’estensione delle aree urbanistiche ed edificabili e della crescente desertificazione di vaste zone. In questo contesto, i fertilizzanti stanno acquistando una importanza strategica come strumenti in grado di migliorare le rendite dei terreni agricoli. In particolare, i due prodotti principali della società, nitrato di ammonio ed urea sono concimi basilari e devono essere aggiunti alle coltivazioni ogni anno. Su queste basi, la società si propone di aumentare la produzione del 50% nel corso dei prossimi anni, con l’apertura di nuovi stabilimenti. Nel solo 2010 la società ha prodotto 678.701 tonnellate di nitrato di ammonio, confermandosi come uno dei leader mondiali del settore. Nel 2011 l’azienda ha implementato un piano di aumenti della produzione che ha già comportato un aumento dei ricavi di oltre il 60%, con una stima di incrementi di oltre 400.000 tonnellate di produzione per i prossimi anni. La società è figlia di un importante gruppo petrolifero americano e produce i fertilizzanti tramite un sistema di gassificazione del carbone coke petrolifero (residuo della raffinazione del greggio). Il titolo è stato collocato in borsa con una maxi IPO ai primi giorni di aprile dello scorso anno. Operando in qualità di Master Limited Partnership (MLP), la società è obbligata dalla legislazione americana a distribuire tutto l’utile annuale ai soci sottoforma di dividendo. Su queste basi, la rendita annua per gli azionisti ammonta risulta particolarmente elevata e pari all’8,5% annuo. In base a queste considerazioni, il titolo mantiene un rating di STRONG BUY come partecipazione chiave nel settore strategico dell’agricoltura. Nonostante le forti potenzialità per i prossimi anni e le buone plusvalenze di questi ultimi mesi, la società è una matricola piuttosto recente sul listino americano e di conseguenza il titolo potrebbe evidenziare volatilità superiori alla media. Di conseguenza, abbiamo dedicato a questo investimento una percentuale più contenuta del portafoglio, con un controvalore pari all’1,4% del totale e una quota pari a 388 azioni. L’elevato dividendo trimestrale distribuito dalla società contribuirà a mantenere elevate le distribuzioni del Top Analisti in uno dei settori con le più forte crescite stimate per i prossimi anni. Comprare in data di oggi il titolo.

Target a 5 anni: +147% per il leader mondiale nella produzione di bio carburanti

Consigliamo di abbinare questo investimento in agricoltura, con un’altra multinazionale del settore, considerata dagli analisti come uno dei titoli migliori e più conservativi per il 2012. A differenza della società precedente, questa azienda è una delle maggiori società agricole a livello mondiale, con una capitalizzazione di 20 miliardi e oltre 30.000 dipendenti. La società converte ogni giorno mondo mais, semi oleosi, frumento e cacao in ingredienti alimentari, mangimi animali, combustibili rinnovabili e prodotti industriali che vengono consumati e utilizzati da milioni di persone in tutto il mondo. In particolare, la società produce etanolo dal mais, tecnica che viene fortemente incentivata da parte di tutti i maggiori governi del mondo, preoccupati di reperire nuove forme alternative di energia e carburanti puliti per soddisfare la crescente domanda globale. Con 36 anni consecutivi di aumenti del dividendo, un modesto price earning pari a sole 8,6 volte gli utili attesi per il prossimo esercizio e un rapporto attuale prezzo/fatturati a 0,26 volte, il titolo ottiene oggi un deciso rating di STRONG BUY, come investimento strategico di medio termine. Agli attuali livelli di prezzo, il titolo offre un ricco rendimento su utili (earning yield) pari al 11,6% annuo netto. Di questa percentuale, circa il 20% viene distribuito annualmente agli azionisti sottoforma di dividendo e la rimanente parte viene capitalizzata in nuovi investimenti aziendali in grado di mantenere elevate le crescite anche per il futuro. Uno dei più autorevoli analisti del pannello di esperti da noi regolarmente monitorati, ha recentemente inserito il titolo tra i dieci migliori investimenti per il 2012, con un target a 3-5 anni pari a +147% dai livelli attuali.

Approfittiamo della liquidità disponibile nella cassa del portafoglio derivante dagli ultimi dividendi incassati, per acquistare in data di oggi ulteriori 55 azioni della società, portando il controvalore all’1,3% del portafoglio, con un controvalore totale pari a 355 azioni. Comprare in data di oggi il titolo.

ETF Italia – Questo particolare portafoglio è composto esclusivamente da ETF e fondi chiusi, tutti quotati sulla borsa di Milano e facilmente negoziabili con qualsiasi banca o intermediario di trading online. Dal 1 gennaio 2009 ad oggi, il modello segna una performance pari a +29%. La facilità di utilizzo dello strumento ETF permette di costruire portafogli fortemente diversificati anche con piccole disponibilità, puntando su aree del mondo in forte crescita o su comparti specifici difficilmente raggiungibili con investimenti diretti. Nelle ultime settimane, il portafoglio ha continuato a beneficiare della forte esposizione internazionale, con numerosi ETF attualmente inclusi nel modello posizionati su valute diverse dall’euro. Il perdurare della debolezza della divisa europea di queste ultime settimane sta facendo balzare in avanti le performance di questi fondi specializzati. In questo contesto, continuiamo a raccomandare ai nostri abbonati di diversificare una quota dei propri portafogli su valute e titoli al di fuori dell’eurozona, per una maggiore protezione e difesa del potere di acquisto in caso di ulteriori svalutazioni della divisa europea. In particolare, nel report di oggi abbiamo identificato due ETF obbligazionari internazionali ad elevato rendimento che sono a nostro avviso particolarmente adatti in questi periodi per rafforzare la strategia di difesa dei portafogli. Vediamo ora nel dettaglio i due nuovi titoli da acquistare per il modello ETF Italia.

Dividendo annuo 6,8% a cedola mensile con 75 titoli di stato dei paesi emergenti

Strategia: Diversificare il portafoglio verso titoli di stato ad alto rendimento emessi dai paesi emergenti a basso indebitamento e denominati in dollari Usa.

Il forte indebitamento di alcuni paesi dell’eurozona sta continuando ad indebolire la valuta europea. Molti paesi tra cui l’Italia si trovano oggi a combattere con debiti pubblici particolarmente elevati che stanno provocando forti aumenti degli spread sui titoli di stato con contestuali aumenti della volatilità dei mercati. Secondo le stime del Fondo Monetario, nel 2014 le maggiori economie nel G20 raggiungeranno una incidenza complessiva del debito pari al 114% del Pil, mentre i principali paesi emergenti scenderanno dall’attuale 39,9% al 35% del Pil. La logica suggerisce quindi di diversificare verso queste zone del mondo a più basso indebitamento, investendo una parte dei nostri portafogli in titoli di stato dei paesi emergenti. A questo proposito, abbiamo identificato un particolare ETF quotato a Milano, che ci permette di investire con un unico e semplice strumento in un pacchetto di 75 obbligazioni governative tutte emesse in dollari Usa, da paesi tra i quali Brasile, Turchia, Messico, Filippine, Russia e Indonesia. Questo particolare ETF include solo obbligazioni con una scadenza minima residua di due anni e con un ammontare minimo di capitale in circolazione di un miliardo di dollari. L’elevata diversificazione su 75 emissioni di diversi paesi permette di ridurre sensibilmente i rischi connessi con il possesso di un singolo titolo. La redditività attuale distribuita da questo ETF è pari al 6,8%, con una comoda cedola mensile distribuita ai partecipanti, classificandosi come uno dei titoli del nostro portafoglio con il maggiore dividendo. Grazie al forte incremento del dollaro nelle ultime settimane, questo ETF è stato uno dei titoli più performanti del modello, con un incremento record pari a +11,3% in soli tre mesi. Attualmente, abbiamo dedicato a questo investimento una significativa quota pari al 5% del modello con un controvalore pari a 56 azioni. Comprare in data di oggi il titolo.

Dividendo 7,3% con 76 titoli di stato emergenti in valute locali

Strategia: In abbinamento al precedente ETF in dollari Usa, diversificare il portafoglio verso titoli di stato ad alto rendimento emessi dai paesi emergenti a basso indebitamento e denominati nelle rispettive valute locali.

Questo secondo ETF in valute emergenti diverse dall’euro è stato inserito in portafoglio il 25 ottobre scorso e presenta ai prezzi attuali una plusvalenza di circa 1% dai nostri prezzi iniziali di carico. Questo particolare fondo a cedola semestrale investe in un portafoglio diversificato di 76 titoli di stato al alto flottante emessi da alcuni tra i maggiori paesi emergenti ed espressi nelle rispettive valute locali. In particolare, vengono considerati i titoli governativi di Messico, Polonia, Brasile, Sud Africa, Malesia, Indonesia, Turchia e Ungheria, per un totale di otto diverse valute. Attualmente, al primo posto per importanza nel portafoglio, troviamo un titolo di stato emesso in Zloty dalla Polonia, Republic of Poland 25/04/2016 tasso 5%, seguito da un titolo di stato brasiliano emesso in Real, Brasil 01/01/2017 tasso 10%. Il dividendo medio di questo fondo è attestato su valori particolarmente interessanti, con un rendimento pari a 7,3% annuo, corrisposto ai partecipanti in due cedole semestrali. Attualmente, abbiamo dedicato a questo investimento una quota pari al 3,5% del modello con un controvalore pari a 50 azioni. Complessivamente i due Etf obbligazionari sui paesi emergenti contano per circa l’8,5% del portafoglio ETF Italia e ci permettono oggi di beneficiare di una adeguata diversificazione nei confronti dell’euro. Comprare in data di oggi il titolo.

Regola base: disciplina di investimento

Noi consideriamo lo stile "value classico" come un metodo disciplinato, conservativo e di buon senso. Investire "value" è a nostro avviso il modo migliore per approcciare il mercato nel lungo termine. (London Market Research Ltd)

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