Testo pubblicato il 21/01/12 da Federico Elboni
Sarà per la loro storia millenaria che abbraccia tutti i continenti, sarà per l'aroma inconfondibile di ognuna, in ogni caso le spezie sono pervase da un alone di mistero e fascino; dietro la storia di ognuna e perfino nella sua preparazione si nasconde qualcosa di curioso
La parola "spezia" deriva dal latino "species", che però non identificava gli aromi che noi oggi indichiamo con questo termine, quanto i prodotti alimentari come l'orzo, la farina, i cereali.
I grandi navigatori e mercanti fenici erano i migliori uomini d'affari nel commercio delle spezie, tanto che queste erano chiamate nel XVI sec a. C. "merce fenicia".
Anche Alessandro Magno e poi l'Impero Romano non erano estranei all'attrattiva delle spezie.
Gli Egizi usavano le erbe aromatiche per le cerimonie funebri e per imbalsamare i corpi, tanto che si sono trovati esemplari di mummie perfettamente conservate e profumate, arrivate intatte fino ad oggi.
Nel Medio Evo le crociate portarono ad una nuova diffusione delle spezie, come simbolo di ricchezza per potenti e signori d'Europa e verso la fine del secolo furono uno degli impulsi ad aprire nuove rotte che portarono alla scoperta del'America.
Nei secoli passati, in Europa le spezie venivano utilizzate soprattutto a scopi medicinale e culinario; in cucina servivano a coprire il sapore dei cibi non più freschissimi, soprattutto quelli delle carni; come medicinali erano usati insieme alle erbe mediterranee come rimedi naturali.
Quelle che chiamiamo col termine generico di spezie possono essere parti diverse delle piante, come il bocciolo per i chiodi di garofano, le foglie per il coriandolo, il frutto per il pepe, il seme per il cumino e il coriandolo.
Sarà per la loro storia millenaria che abbraccia tutti i continenti, sarà per l'aroma inconfondibile di ognuna (che influenza profondamente gli stati emotivi e la salute generale nell'individuo), in ogni caso le spezie sono pervase da un alone di mistero e fascino; dietro la storia di ognuna e perfino nella sua preparazione si nasconde qualcosa di curioso.
Il pepe nero, ad esempio, si prepara raccogliendo i frutti ancora immaturi. Curiosamente più sono immaturi e tanto più piccanti ne risultano l'odore e il sapore del prodotto finale. Nel medioevo la dote di una sposa doveva contenere almeno 10 sacchi di pepe.
I chiodi di garofano, una delle spezie più diffuse, sono originari delle Isole Molucche e si ottengono dai boccioli dei fiori, essiccati al sole. Hanno ottime proprietà antisettiche e disinfettanti del cavo orale: in Cina i fortunati che potevano avvicinarsi all'Imperatore dovevano tenere un chiodo di garofano in bocca per non offenderlo facendogli sentire l'alito cattivo.
Il curry, infine, non è una spezia, come talvolta si crede, ma una miscela di spezie. In India, il suo paese d'origine, il termine curry indica genericamente tutti i condimenti utilizzati per preparare verdure, pesce o carne, servite con riso o pane. A questi condimenti viene aggiunta una miscela di spezie fresche, tostate e macinate, unite ad olio, burro o yogurt, a formare una pasta che insaporisce tutto il piatto.