Article marketing e strategia SEO

July 7 2017
Scheda utente
Altri testi utente
RSS utente

La difficile missione: ottenere spontaneamente un buon posizionamento nei motori di ricerca. Lo strumento principale: link building.

La difficile missione: ottenere spontaneamente un buon posizionamento nei motori di ricerca. Lo strumento principale: link building.

Ok, hai messo su il tuo sito con cura, metodo, quasi amorevolezza. Già lo sai, per quanto ti sia speso, non basta: servono i visitatori, possibilmente a frotte. In una rete dispersiva e con così tanta concorrenza anche sul piano creativo, non è un obiettivo semplice da raggiungere.

La pubblicazione di article marketing, predica Webinabox.it, è una parte importante del processo, ma una strategia SEO che si rispetti, se si vuole attirare l’attenzione (pur artificiale) dei motori di ricerca, è alla base di tutto. Il posizionamento organico, cioè una buona indicizzazione ottenuta senza magheggi e maneggi, suscitando il più possibile l’interesse spontaneo degli utenti, è lo “scopo del gioco”.

Ed è ciò su cui si arrovellano gli esperti del settore, impegnati quotidianamente a trovare strade nuove, regolari ed efficaci.

Gli ostacoli reali

Se è vero – come è stato autorevolmente sentenziato – che i link non devono sembrare naturali bensì esserlo, non sono tuttavia da trascurare gli impedimenti oggettivi. Quasi un anno fa il colosso Google adottava un “severo” e progressivamente più evoluto algoritmo, denominato Penguin e creato per selezionare i collegamenti sospetti e classificarli come spam.
Però non siamo ancora al punto di vederci costretti ad archiviare una pratica di certo ormai ardua ma non per questo già antiquata. Anzi, ingegnarsi per trovare delle soluzioni allineate ed efficaci al contempo può rivelarsi un valido esercizio per un amministratore di websites.

Una riflessione sulla qualità

Sicuramente te lo senti dire di continuo dagli intenditori (o, modestamente, da queste pagine): il primo aspetto da curare quando ti lanci nell’avventura di Internet è la qualità, della grafica e soprattutto dei testi che inserisci.
Analogamente, è necessario porre la giusta attenzione nel costruire i legami con altri siti. Questi non devono nascere forzatamente, ma per affinità: deve esserci attinenza tra gli argomenti che trattano e quelli che affronti tu.

Ancor più importante: un lavoro di ricerca serio comporta il coinvolgimento di blog e portali che godano di notorietà e apprezzamento nel ramo di tua competenza. In automatico, si tratterà di “approdi” sicuri, in cui si può contare sulla freschezza delle notizie, sull’attendibilità di informazioni e analisi e, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sulla rifinita fattura delle pagine e dei contenuti.
Se li segnali e ti segnalano fai una bella figura, no?

Condotte sconsigliabili

Ci sono delle pratiche, usate ma non proprio ben viste, in particolare dai motori di ricerca, che andrebbero evitate. Per esempio, la tentata onnipresenza in ogni sito di settore, con commenti e (auto)segnalazioni, con il risultato di manifestare un atteggiamento invadente (quando non indisponente).
Pure procacciare siti in disuso – ma con un discreto numero di visite, il che consente di partire avvantaggiati – dai quasi sorpassati private blog networks (o PBN) è un sistema in un certo senso deplorato, così come l’acquisto o lo scambio interessato di link. 

Una direzione migliore da imboccare

Fra le metodologie non solo accettate ma addirittura caldeggiate si annovera il guest posting, derivante magari da una conoscenza e una stima acquisite sul campo tra te e qualche riconosciuto esponente dell’ambito in cui si svolge la tua attività.

Oppure si possono sviluppare delle funzionali pubbliche relazioni digitali, o come si dice oggi digital PR; in tal caso procurarsi una consulenza, almeno all’inizio, non sarebbe male. Un’altra asserzione di una figura di rilievo nel mondo del web è che un link è tanto più prestigioso quanto più si è faticato per accaparrarselo.

Ma c’è dell’altro!

Abbiamo già parlato dell’utilità della pubblicazione di article marketing di livello e del fatto che i link devono concernere il tuo tipo di commercio o di servizi. Comunque è fondamentale decidere in quali pagine – non esclusivamente quelle di punta e non sempre le stesse – e in quali parti di esse collocare i richiami (che è opportuno che siano contestuali, cioè in armonia con i soggetti trattati), dedicare la giusta attenzione alle connessioni ipertestuali.

Quando il tuo sito viene ricercato da Google, è perfino possibile che goda della fama dei link che contiene; è un’opzione che aiuta e che puoi inserire preventivamente. In caso contrario, meno ingressi, ma almeno non svierai gli internauti.

A proposito dell’anchor text

Se ci soffermiamo sulla “scritta” vera e propria sulla quale cliccano gli utenti, anche quella ha il suo peso specifico. Oltre alla sua posizione fisica all’interno delle pagine (dettaglio che influenza il “punteggio”), è basilare che rimandi ai temi trattati, ma non può nemmeno essere formata unicamente da parole chiave inequivocabili (tipo “mute da sub Rimini”): il rischio è nuovamente la “squalifica” per spam.

Quindi, vanno bene concisione e riconoscibilità, però è più proficuo che siano legate al proprio marchio, non solo al prodotto. Un brand che sia pure un gioco di parole, per dire, è perfetto.

Hai mai applicato strategie simili? Che risultati hai ottenuto?



Licenza di distribuzione:
FONTE ARTICOLO
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo? Leggi come procedere