Applausi e consensi per 'Sconosciuti fino all'alba' al Nuovo sala Gassman di Civitavechia

December 15 2010
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Lo spettacolo scritto da Antonio Caruso e diretto da Gennaro Testa ha rispettato ampiamente quello che le premesse lasciavano intuire; raccontare con ironia e briosità uno spaccato emozionale, divertendo un pubblico molto attento che ha saputo poi riconoscergli il giusto consenso, come quello appunto di Civitavecchia.

"Io odio le feste": con queste parole, pronunciate al di là di un divano che funge quasi da "trincea" ha inizio "Sconosciuti fino all'alba". Una commedia brillante, scritta da un autore di spessore quale Antonio Caruso, e magistralmente diretta dal regista napoletano Gennaro Testa, al quale va riconosciuto il merito di aver saputo disegnare con equilibrio e soprattutto senza l'ausilio di trovate volgari o scontate un divertente ed ironico "viaggio" all'interno di un labirinto emotivo, dove i sentimenti, le paure di svelarsi, le ansie per un "no" si susseguono a ritmi forsennati. Una vorticosa e coinvolgente "giostra" che non lascia spazio ad alcun momento di rilassamento. Una messa in scena essenziale, caratteristica questa che ha sempre contraddistinto le regie di Gennaro Testa, il quale ha sempre nutrito una naturale avversione verso il superfluo,l'inutile, verso tutto ciò che più che "riempire la scena" la ingolfa senza dire nulla. Pochi elementi essenziali, questo per lasciare il massimo spazio al copione, o meglio al cannovaccio! Perchè come egli stesso ama ripetere ai propri attori: "il copione va bene fino ad un certo punto, poi bisogna abbandonarlo, così come fanno i figli quando si distaccano dalla famiglia d'origine iniziando il viaggio della vita. Un viaggio che ognuno fa a proprio esclusivo modo". E così i pochi "appoggi" offerti agli attori li obbliga gioco forza a muovere i propri personaggi con sincerità, senza artefizi, con coraggiosa "follia".
E questa volta i due attori hanno davvero saputo muovere i propri personaggi in modo totalmente vero, regalando al pubblico una performance di alto impatto. Laura Lisanti ed Andrea Fersula, hanno magistralmente interpretato due giovani qualsiasi che rimasti chiusi per sbaglio in una casa in cui da poco si è conclusa una festa, gli altri invitati sono tutti corsi a vedere "quella fottuta alba", si incontrano, o meglio si scontrano, iniziando uno strano gioco che li porterà attraverso inusuali e goffe successioni di eventi ad innammorarsi l'uno dell'altra. E questo sentimento sconvolgerà completamente le loro vite, facendo traballare pericolosamente le loro sicurezze, o rafforzando le loro insicurezze, fino ad un epilogo davvero inaspettato! Laura Lisanti ed Andrea Fersula a dispetto della loro giovane età sia cronologica che professionale, hanno saputo aggiungere via via che lo spettacolo procedeva sfumature interpretative da attori consumati, impossessandosi completamente del testo e della scena. Certamente non sono mancate alcune lieve "sbavature", ma come si dice: "solo chi non lavora non si sporca", che a mio avviso sono state determinate unicamente per la foga della loro giovane età, e quindi ampiamente perdonabili.
Insomma, si può affermare denza ombra di dubbio che anche questa "scommessa",oggi produrre teatro è questo,è andata senz'altro bene. Unica nota negativa, la non presenza massiccia di pubblico a dimostrazione del fatto laddove c'è ne fosse ancora bisogno, che il pubblico non ama le sorprese, e preferisce puntare sul sicuro, anche se questo non è sempre vero!

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