Intervista al Direttore Generale di HSM Italia, Dott. Fernando Tasco
La quarta edizione italiana dell’esclusivo appuntamento annuale per la business community si è tenuta nel cuore di Milano il 23 e 24 ottobre. Michael Porter e Alan Greenspan tra i big riuniti da HSM per affrontare i temi cruciali per il futuro dell’economia e del business mondiale. Hamleto.it ha parlato con il Direttore generale, dott. Tasco dei risultati e gli High-lights dell'evento.
- Il World Business Forum è il più importante evento
dedicato alla business community che riunisce, ogni anno, i leader mondiali dell’economia
e del management per studiare e valutare gli ultimi trend, nonché condividere
le esperienze maturate in differenti aree e settori.
1. Dott. Tasco, in Qualità di Direttore Generale di HSM Italia,
organizzatore dell’evento, come si è svolta questa quarta edizione,
quali erano secondo lei gli High-lights dell’evento?
Siamo molto soddisfatti perché l’evento si è ormai confermato
un appuntamento irrinunciabile per oltre 3.000 middle e top manager del nostro
paese ma non solo, considerata la forte presenza di executive da Germania e Svizzera.
C’è stato un grande entusiasmo intorno a Kevin Roberts, Clayton Christensen,
Ray Kurzweil, ma anche tanta attenzione alle parole di due “veterani”
della politica e dell’economia come Colin Powell e Alan Greenspan.
2. Quali sono le novità e i trend più spiccati dal mondo
Manageriale o dai vari settori dell’economia mondiale che sono emersi da
questo appuntamento?
Per sintetizzare quanto emerso in questi due giorni ecco alcuni elementi che
ogni manager dovrebbe sempre tenere a mente: l’importanza di una strategia
chiara e condivisa, necessaria al raggiungimento dei propri obiettivi, la capacità
di parlare al cuore dei clienti e di creare dei brand dal forte richiamo emozionale
(i lovemark di Kevin Roberts), il bisogno di una leadership efficace e ardita
in qualsiasi ambito si lavori (i consigli sono arrivati da Colin Powell), il coraggio
dell’innovazione - da perseguire nonostante le immancabili avversità,
la necessità di coltivare la creatività a tutti i livelli organizzativi
per ottenere risultati sempre migliori. Occorre infine porre una grande attenzione
all’evoluzione dell’economia mondiale e degli equilibri strategici
internazionali per comprendere - e se possibile prevedere - i cambiamenti grandi
e piccoli che irrimediabilmente influenzeranno il business di tutti noi.
3. Quali erano le quote di partecipazione all’evento tra il management
italiano e quello internazionale (degli altri paesi). E le quote degli executive
che ritornano al WBF?
Le presenze straniere quest’anno hanno raggiunto circa il 10%. I ritorni
riguardanti il World Business Forum sono molto positivi e un numero tra tutti
spiega chiaramente il successo di questo evento.
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Pubblicato il: 07/11/2007
AUTORE TESTO
Redazione Hamleto.it
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