I banner in Italia. Quali sono i più utilizzati e con quale efficacia?
Quest'ultimo anno abbiamo visto finalmente anche in Italia alcune nuove tipologie di banner nel tentativo, finalmente, di andare oltre ai classici banner tradizionali...
Iniziamo subito con il dire che in quest'ultimo anno abbiamo visto finalmente
anche in Italia alcune nuove tipologie di banner nel tentativo, finalmente, di
andare oltre ai classici banner tradizionali.
Certo, numerose sono le aziende italiane che approciando al web per la prima
volta, hanno utilizzato (e continuano ad utilizzare) i classici banner seguendo
gli standard
IAB internazionali: stiamo parlando del large rectangle (336x280 pixel), dello
skyscreaper 120x600 (Pixel) e del leaderboard (728x90).
Rimangono utilizzati, soprattutto per le sponsorizzazione fisse, non basate
sul CPM (costo per migliaia di impressions) anche i banner 120x60 pixel o 120x90
una sorta di manchete simile a quelle che si trova accanto ai titoli dei giornali
sulla stampa cartacea.
La stragrande maggioranza di questi banner "canonici" viene realizzata
in Flash che permette sicuramente un maggior impatto visivo. A livello di risultati,
il large rectangle è sicuramente quello che, generalmente, registra i risultati
migliori, anche perchè spesso è ben posizionato all'interno degli
articoli o all'interno di gallery fotografiche, molto apprezzate da una buona
parte di utenti.
Il leaderboard risulta avere un minor click-trough rispetto al large rectangle,
probabilmente per la sua posizione che si colloca nella parte superiore dello
schermo dove l'utente è meno restio a prestare attenzione interessato soprattutto
a leggere i contenuti della pagina web che ha aperto. Stesso discorso vale per
lo sky-screaper a cui gli italiani si sono, forse, fin troppo abituati e che,
nonostante accompagni verticalmente, la lettura del contenuto di una pagina web,
è il banner, tra quelli classici ad avere in proporzione un minore numero
di click.
Non a caso, iniziano a vedersi già da diverso tempo, dei nuovi formati
di skyscreaper, chiamati mini-skyscreper 120x240 (si vedono spesso su Repubblica.it)
che seguono il lettore durante lo scrolling della pagina, attirando con la propria
dinamicità maggiormente l'utente.
Anche per quanto riguarda i leaderboard iniziano ad essere creati dei formati
estendibili, ovvero che quando una persona apre la pagina dove è contenuta
tale creatività o ci passa sopra il mouse, il leaderboard si espande per
arrivare a coprire un buon pezzo della parte superiore della pagina web, per poi
"ritirarsi" in automatico.
Il trend attuale è quello, dunque, di creare dei banner in flash più
dinamici, che consentano addirittura di giocare all'interno del banner.
IBM insieme a Microsoft
e ad alcune società di case automobilistiche, sono le società che
più stanno provando nuovi formati pubblicitari. Microsoft ha fatto un uso
molto forte di creatività basate sul fumetto, ma anche dei cosidetti overlay,
ovvero animazioni in flash che si caricano sopra il contenuto che si sta leggendo
per scomparire dopo una decina di secondi. A qualche utente questo tipo di pubblicità
non piace, ma i risultati sono più che buoni e d'altra parte i pubblicitari
come fanno da anni in TV, cercano in tutti i modi anche sul web di attirare l'attenzione
dell'utente.
Molto simile alla pubblicità televisiva sono gli interstial, anche questa
una forma di creatività che spesso si ritrova su Repubblica.it, che consiste
in una pagina vera e propria che si apre a tutto schermo mentre si aspetta il
caricamento della pagina per la quale abbiamo cliccato.
Di solito l'interstial dura una decina di secondi e dalle ultime statistiche
sembra essere ben "sopportata" dall'utenza.
D'altronde, come ai tempi delle prime polemiche riguardanti i pop-up e dei
pop-under considerati troppo invasivi (da sottolineare che nonostante la diffusione
dei software per bloccarli sia i pop-up che i pop-under vengono sempre utilizzati
con risultati sopra le medie) gli utenti accettano queste forme pubblicitarie
in cambio di contenuti interessanti.
Più i contenuti sono interessanti e gratuiti (parola sempre magica !),
più gli utenti sono disposti ad accettare forme pubblicitarie simili a
quelle televisive (con tempi, però, molto più ridotti). Sullo stesso
livello, si possono considerare i video-web, della durata di 10-15 secondi, che
compaiono prima del caricamento di un video (vedi ad esempio Rosso
Alice) o all'interno di un large rectangle (vedi la homepage di Repubblica).
Spesso il video caricato è lo stesso filmato, ovviamente più corto,
che viene proposto in televisione: ripetere lo stesso messaggio pubblicitario
su più mezzi è uno dei principi base di qualunque tipo di pubblicità
per far ricordare il proprio messaggio al pubblico. E il web, grazie ai video
e alla sua interatività, può sicuramente rafforzare il messaggio
del classico spot televisivo.
Il vero problema di tutte queste forme pubblicitarie è la velocità
con cui l'utente naviga su Internet. Senza Adsl, le cose iniziano a diventare
più complicate e l'utente può rimanere frustato per l'attesa dei
caricamenti. Ma la colpa, come ben sappiamo, non è della pubblicità
e dei pubblicitari...
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Pubblicato il: 27/04/2006
AUTORE TESTO
Marcello Tansini
Webmasterpoint.org
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