L'internet Degli Oggetti: è questa la vera rivoluzione del futuro
Il nostro chip sottopelle ci permetterà di fare la spesa e lo shopping senza bisogno di carte di credito o contanti, ma addebitandoci tutti i conti a fine mese sul nostro conto corrente personale. (sempre nei supermercati, grazie agli scaffali intelligenti, verranno ribassati, ad esempio, i prezzi dei prodotti alimentari vicini alla data di scadenza per migliorare al massimo le vendite cercando di eliminare la possibilità di deperimento dei prodotti).
Non solo: all'interno del nostro chip saranno inseriti i nostri principali dati medici (malattie avute, operazioni chirurgiche fatte, eventuali allergie) in modo tale che in caso di necessità, potremo sempre essere identificati e curati nel miglior modo possibile. Questa non è fantascienza, ma negli Stati Uniti, in alcuni singoli casi, è già realtà. In un villaggio turistico, ad esempio, si è regalato a tutti gli ospiti un braccialetto contenente un minuscolo chip Rfid con cui fare tutte le attività all'interno del villaggio, simili a quelle descritte nella casa domotica di un vicinissimo futuro.
Come detto, gli oggetti dotati di chip Rfid possono anche comunicare tra loro in silenzio, facendo attività ripetitive e automatiche o migliorando attività che potrebbero essere svolte dal singolo individuo.
Rimanendo sempre nell'ambito della futura casa intelligente, i forni a microonde potranno determinare da soli le temperature e i tempi di cottura ottimali dei cibi, mediante la lettura dello smart tag rfid apposta sulla confezione. La presenza di un tag su ogni prodotto non alimentare renderà in molti casi superflua la raccolta differenziata dei rifiuti, in quanto apposite macchine dotate di lettori RFID potranno facilmente distinguere e smistare le diverse tipologie di prodotto e smaltirle trattandole opportunamente. Le lavatrici potranno conoscere per ogni capo introdotto nel cestello il ciclo di lavaggio ottimale in base alla composizione, suggerendoci gli abbinamenti di capi da evitare e quelli ottimali per un miglior risparmio energetico.
Passi avanti in questo senso si sono fatti anche nel settore dell'abbigliamento, dove esistono già prototipi di abiti intelligenti in grado di segnalare se due capi stanno bene assieme, particolari spille in grado di monitorare la frequenza cardiaca di chi le indossa e pigiamini per neonati dotati di un sistema di monitoraggio del sonno per prevenire i tristi episodi di sindrome della morte nella culla.
Sempre nella casa domotica del futuro, numerosi esperti di settore prevedono che entro un decennio faccia la propria comparsa una sorta di maggiordomo elettronico, meglio definibile come un robot tuttofare. E i robot tuttofare potranno dialogare silenziosamente con tutti gli oggetti e i prodotti Rfid, potendo riconoscere e utilizzare qualsiasi prodotto di consumo in modo appropriato conformemente alle specifiche del produttore, fornendo servizi più efficaci e più accurati. Fin qui, abbiamo visto la seconda fase di quella che si può ben definire la rivoluzione RFid: oggetti in grado di dialogare con l'utilizzatore o oggetti in grado di dialogare tra di loro. Se la prima fase degli "Rfid industriali" è sempre più applicata, questa seconda fase potrebbe essere disponibili su larga scala tra il 2010-2015, considerando dal 2007-2008 partirà su larga scala la fase di "taggatura" dei singoli prodotti.
Ma la terza fase è quella più affascinante e che viene definita come l'Internet degli oggetti che vedrà probabilmente coinvolte, oltre alle tradizionali industrie, anche numerose Internet Company come Google, Microsoft e Oracle e le società di Telecomunicazione di ogni nazione. Facendo un paragone, come Internet ha cominciato connettendo le persone tra loro, attraverso la posta elettronica, i siti web, i blog, l'Internet del prossimo futuro potrebbe fare un nuovo salto di qualità mettendo in Rete milioni di macchine, sensori e oggetti di ogni genere capaci di parlarsi tra loro per svolgere mansioni ripetitive, per dare informazioni a grandi sistemi gestionali automatizzati.
Non più, quindi, oggetti in grado di "parlarsi" tra loro in "loco" (ed esempio la lavatrice con i capi di abbigliamento da lavare), ma oggetti connessi in una grande Rete Globale, come appunto Internet, capace di dialogare e interagire tra loro. In questa ottica, non sarà più sufficiente la tecnologia RFid che dovrà essere combinata con un indirizzo IP di cui dovranno essere dotati tutti gli oggetti attraverso cui saranno in uno stato di connessione perenne creando una gigantesca rete wireless di oggetti. Siamo nel mondo dei microsistemi integrati dove si uniscono sinergicamente bio-tecnologie, micro e nano-tecnologie e ICT.
La sfida tecnologica è quella di integrare in un unico cubo di pochi mm per lato, elettronica, sensori, ricetrasmettitore RFid e sistema di alimentazione. Prototipi di questi oggetti sono già stati realizzati nell'università americana di Berkeley, ma restano aperti diversi punti per rendere tali microdispositivi utilizzabili non solo in test bed di laboratorio o in specifici field trial, ma nella vita di tutti i giorni. Si tratta di abbattere costi, dimensioni e consumi di potenza.
Aggiungendo intelligenza alle etichette RFID, dotandole di capacità di autoconfigurarsi in una rete wireless ad hoc e integrando eventuali sensori/attuatori, si passa al mondo dei microdispositivi intelligenti. Nella capacità di collegare oggetti tra loro consisterà probabilmente il nuovo business delle società società di Telecomunicazione che, come sappiamo, si trovano attualmente in difficoltà, con la fine dei monopoli e l'avvento di tecnologie quali il Voip che entro un decennio faranno diventare le bollette telefoniche un semplice ricordo.
Secondo Forrester Research, Se le società di telecomunicazione vogliono sopravvivere devono trovare nuovi mercati su cui vendere i loro servizi e il migliore all'orizzonte sembra essere quello delle connessioni tra macchine, tra oggetti. Secondo la società di ricerche di mercato questa strategia farà rinascere l'industria delle Tlc per i prossimi 5-20 anni. Un business di cui beneficeranno, tra l'altro, non solo le Telcos ma anche i produttori di chip e di elettronica in generale. Già oggi, del resto, oltre il 90% dei processori in giro per il mondo non sono incorporati nei Pc tradizionali, ma in altre migliaia di dispositivi distribuiti nelle case, nelle auto, nelle macchine, negli uffici, nelle fabbriche.
Forrester prevede che le macchine e gli oggetti collegati tra loro supereranno gli umani con un rapporto di 30 a 1 nel 2020. In questo ambito, si potrà parlare davvero di rapporti machine to machine dove l'intervento dell'uomo sarà ridotto al minimo indispensabile.