L'internet Degli Oggetti - Parte 2
L'internet Degli Oggetti: è questa la vera rivoluzione del futuro
Il nostro chip sottopelle ci permetterà di fare
la spesa e lo shopping senza bisogno di carte di credito o contanti, ma addebitandoci
tutti i conti a fine mese sul nostro conto corrente personale. (sempre nei supermercati,
grazie agli scaffali intelligenti, verranno ribassati, ad esempio, i prezzi dei
prodotti alimentari vicini alla data di scadenza per migliorare al massimo le
vendite cercando di eliminare la possibilità di deperimento dei prodotti).
Non solo: all'interno del nostro chip saranno inseriti i nostri principali
dati medici (malattie avute, operazioni chirurgiche fatte, eventuali allergie)
in modo tale che in caso di necessità, potremo sempre essere identificati
e curati nel miglior modo possibile. Questa non è fantascienza,
ma negli Stati Uniti, in alcuni singoli casi, è già realtà.
In un villaggio turistico, ad esempio, si è regalato a tutti gli
ospiti un braccialetto contenente un minuscolo chip Rfid con cui fare tutte le
attività all'interno del villaggio, simili a quelle descritte nella casa
domotica di un vicinissimo futuro.
Come detto, gli oggetti dotati di chip Rfid possono anche comunicare tra
loro in silenzio, facendo attività ripetitive e automatiche o migliorando
attività che potrebbero essere svolte dal singolo individuo.
Rimanendo sempre nell'ambito della futura casa intelligente, i forni a microonde
potranno determinare da soli le temperature e i tempi di cottura ottimali dei
cibi, mediante la lettura dello smart tag rfid apposta sulla confezione. La presenza
di un tag su ogni prodotto non alimentare renderà in molti casi superflua
la raccolta differenziata dei rifiuti, in quanto apposite macchine dotate
di lettori RFID potranno facilmente distinguere e smistare le diverse tipologie
di prodotto e smaltirle trattandole opportunamente. Le lavatrici potranno
conoscere per ogni capo introdotto nel cestello il ciclo di lavaggio ottimale
in base alla composizione, suggerendoci gli abbinamenti di capi da evitare e quelli
ottimali per un miglior risparmio energetico.
Passi avanti in questo senso si sono fatti anche nel settore dell'abbigliamento,
dove esistono già prototipi di abiti intelligenti in grado di segnalare
se due capi stanno bene assieme, particolari spille in grado di monitorare
la frequenza cardiaca di chi le indossa e pigiamini per neonati dotati
di un sistema di monitoraggio del sonno per prevenire i tristi episodi di sindrome
della morte nella culla.
Sempre nella casa domotica del futuro, numerosi esperti di settore prevedono
che entro un decennio faccia la propria comparsa una sorta di maggiordomo elettronico,
meglio definibile come un robot tuttofare. E i robot tuttofare potranno
dialogare silenziosamente con tutti gli oggetti e i prodotti Rfid, potendo
riconoscere e utilizzare qualsiasi prodotto di consumo in modo appropriato conformemente
alle specifiche del produttore, fornendo servizi più efficaci e più
accurati. Fin qui, abbiamo visto la seconda fase di quella che si può ben
definire la rivoluzione RFid: oggetti in grado di dialogare con l'utilizzatore
o oggetti in grado di dialogare tra di loro. Se la prima fase degli "Rfid
industriali" è sempre più applicata, questa seconda fase
potrebbe essere disponibili su larga scala tra il 2010-2015, considerando
dal 2007-2008 partirà su larga scala la fase di "taggatura" dei
singoli prodotti.
Ma la terza fase è quella più affascinante e che viene definita
come l'Internet degli oggetti che vedrà probabilmente coinvolte, oltre
alle tradizionali industrie, anche numerose Internet Company come Google, Microsoft
e Oracle e le società di Telecomunicazione di ogni nazione. Facendo un
paragone, come Internet ha cominciato connettendo le persone tra loro, attraverso
la posta elettronica, i siti web, i blog, l'Internet del prossimo futuro potrebbe
fare un nuovo salto di qualità mettendo in Rete milioni di macchine, sensori
e oggetti di ogni genere capaci di parlarsi tra loro per svolgere mansioni ripetitive,
per dare informazioni a grandi sistemi gestionali automatizzati.
Non più, quindi, oggetti in grado di "parlarsi" tra loro in
"loco" (ed esempio la lavatrice con i capi di abbigliamento da lavare),
ma oggetti connessi in una grande Rete Globale, come appunto Internet, capace
di dialogare e interagire tra loro. In questa ottica, non sarà più
sufficiente la tecnologia RFid che dovrà essere combinata con un indirizzo
IP di cui dovranno essere dotati tutti gli oggetti attraverso cui saranno
in uno stato di connessione perenne creando una gigantesca rete wireless di
oggetti. Siamo nel mondo dei microsistemi integrati dove si uniscono sinergicamente
bio-tecnologie, micro e nano-tecnologie e ICT.
La sfida tecnologica è quella di integrare in un unico cubo di
pochi mm per lato, elettronica, sensori, ricetrasmettitore RFid e sistema di alimentazione.
Prototipi di questi oggetti sono già stati realizzati nell'università
americana di Berkeley, ma restano aperti diversi punti per rendere tali microdispositivi
utilizzabili non solo in test bed di laboratorio o in specifici field trial, ma
nella vita di tutti i giorni. Si tratta di abbattere costi, dimensioni e consumi
di potenza.
Aggiungendo intelligenza alle etichette RFID, dotandole di capacità
di autoconfigurarsi in una rete wireless ad hoc e integrando eventuali sensori/attuatori,
si passa al mondo dei microdispositivi intelligenti. Nella capacità
di collegare oggetti tra loro consisterà probabilmente il nuovo business
delle società società di Telecomunicazione che, come sappiamo,
si trovano attualmente in difficoltà, con la fine dei monopoli e l'avvento
di tecnologie quali il Voip che entro un decennio faranno diventare le bollette
telefoniche un semplice ricordo.
Secondo Forrester Research, Se le società di telecomunicazione vogliono
sopravvivere devono trovare nuovi mercati su cui vendere i loro servizi e il migliore
all'orizzonte sembra essere quello delle connessioni tra macchine, tra oggetti.
Secondo la società di ricerche di mercato questa strategia farà
rinascere l'industria delle Tlc per i prossimi 5-20 anni. Un business di cui beneficeranno,
tra l'altro, non solo le Telcos ma anche i produttori di chip e di elettronica
in generale. Già oggi, del resto, oltre il 90% dei processori in giro per
il mondo non sono incorporati nei Pc tradizionali, ma in altre migliaia di dispositivi
distribuiti nelle case, nelle auto, nelle macchine, negli uffici, nelle fabbriche.
Forrester prevede che le macchine e gli oggetti collegati tra loro supereranno
gli umani con un rapporto di 30 a 1 nel 2020. In questo ambito, si potrà
parlare davvero di rapporti machine to machine dove l'intervento dell'uomo
sarà ridotto al minimo indispensabile.
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Pubblicato il: 29/03/2006
AUTORE TESTO
Marcello Tansini
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