L'internet Degli Oggetti
L'internet Degli Oggetti: è questa la vera rivoluzione del futuro.
 L'internet degli oggetti è un progetto iniziato
nel 1999 negli Stati Uniti, quando viene costituito l'Auto-Id Center presso il
celeberrimo M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology). E' un progetto di
cui fino ad un anno fa solo pochi addetti ai lavori erano a conoscenza, ma che
sta iniziando a diventare sempre più popolare grazie al crescente utilizzo
della tecnologia RFID (su cui si basa in parte l'internet degli oggetti)
e all'interesse di grandi aziende come Google, Microsoft, Oracle e Sun,
senza dimenticare tutte le grandi società di telecomunicazione,
che grazie all'internet degli oggetti potrebbero trovare un nuovo reale e remunerativo
business.
Prima di spiegare che cosa sia l'internet degli oggetti (si potrebbe anche
definire l'internet degli oggetti parlanti) è necessario fare un breve
passo indietro per analizzare la situazione attuale della tecnologia Rfid.
La tecnologia Rfid (radio frequency identification) è basata su piccoli
chip, praticamente invisibili, chiamati etichette elettroniche o tag, in grado
di essere applicati su qualsiasi tipo di oggetto e contenere informazioni inerenti
ad esso che a loro volta possono essere inviate senza bisogno di fili di collegamento
o di un’azione umana specifica a dei server in grado di "leggere tali
informazioni" e comportarsi di conseguenza secondo le indicazioni dei software
installati. Si può ben dire che L'Rfid è la tecnologia sostitutiva
della lettura dei codici a barra.
Oggi, etichette intelligenti Rfid sono presenti in tantissimi prodotti e vengono
utilizzati soprattutto per ottimizzare le cosiddette supply chain, ovvere
le catene organizzative e distributive aziendali. Infatti, tramite gli Rfid, catene
di supermercati come Wal-Mart sono in grado di sapere in tempo reale la
disponibilità e la movimentazione di ogni singolo prodotto, in modo tale
da poter effettuare gli acquisti necessari praticamente in tempo reale.
Non solo: le stesse aziende produttrici possono conoscere lo stato di vendita
delle loro merci presso i vari distributori a cui le hanno alloccate e decidere
in base ai dati in loro possesso di modificare la produzione per tararla sugli
effettivi acquisti e consumi.
Uno dei principali problemi degli Rfid in questo momento è il loro costo
che seppur diminuito dai 30 centesimi di diversi anni fa, si colloca intorno ai
15 centesimi. Ma le previsioni, visto il boom di possibili utilizzi, sono assolutamente
rosee e porteranno il prezzo probabilmente intorno ai 5 centesimi per chip. Se
a livello di organizzazione della catena distributiva ed aziendale gli Rfid si
stanno affermando sempre più velocemente anche in Europa, sta iniziando
a svilupparsi una seconda fase, dove la tecnologia Rfid sarà direttamente
a servizio dei consumatori.
Esempi concreti si possono trovare nel campo automobilistico, come pneumatici
(che già esistono in formula 1) in grado di trasmettere le loro condizioni
in tempo reale alla macchine al guidatore o sistemi di antifurto, basati
appunto su chip rfid inseriti nell'auto, che se non riconoscono il chip rfid presente
nella chiave per accendere la macchina, bloccano il possibile tentativo di furto,
rendendo l'auto inutilizzabile.
Prototipi simili che fanno un largo uso di etichette intelligenti, sono in fase
già molto avanzata presso aziende quali General Motors, Ford e Daimler-Chrysler.
Stiamo parlando di un secondo livello di utilizzo della tecnologia Rfid, che
permette di trasmettere informazioni utili dall'oggetto all'utilizzatore o
direttamente tra due oggetti dotati di Rfid, senza che nemmeno l'individuo
se ne accorga. Esempi di possibili applicazioni del genere sono davvero
infiniti ed affascinanti e molto spesso trovano il loro spazio naturale nella
casa domotica, la casa del futuro a cui ad esempio si accederà,
non più attraverso le chiavi, ma attraverso il riconoscimento del proprio
chip Rfid personale. Proprio il nostro chip Rfid personale, portato in tasca,
sulla giacca, in un braccialetto o addirittura, viste le dimensioni microscopiche,
installato nel nostro braccio, sarà la nostra chiave di accesso per tutta
una serie di attività. Già, attualmente, numerose persone, soprattutto
tra chi opera nel campo Rfid, si sono fatti impiantare un chip Rfid sottopelle.
Emblematica è la storia
di questi due fidanzati americani che vi abbiamo già raccontato:
Due fidanzati si installano un chip uguale: condivideranno appartamenti, vetture
e computer
Attraverso tale chip, una volta entrati in casa (senza l'utilizzo di nessuna
chiave), la nostra "casa intelligente" dotata di apparecchi con etichette
Rfid sarà in grado di decidere quali tapparelle alzare, quali porte aprire,
quali elettrodomestici fare entrerà in funzione (la lavatrice, lo stereo,
il pc, ecc).
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Pubblicato il: 29/03/2006
AUTORE TESTO
Marcello Tansini
WebMasterPoint.org
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