Nuova legge contro lo scambio files, il Patto di Sanremo
Si tratta del nuovo accordo contro il P2P firmato dal ministro Gasparri in occasione del Festival, il suo nome è "P@tto Sanremo"...
 In occasione del festival di Sanremo, il ministro Gasparri ha firmato un patto
contro la diffusione abusiva di contenuti digitali con i suoi colleghi Lucio Stanca
e Giuliano Urbani, insieme ai rappresentanti di oltre 50 aziende ed enti del settore.
L'accordo firmato, guarda caso, prende il nome di "P@tto di Sanremo".
L'obiettivo del Governo, secondo quanto riferito da Lucio Stanca in un'intervista
rilasciata alla nuova radio online di Repubblica.it, non sarà di colpire
i privati che scambiano files per uso privato, ma chi usa la Rete in modo sistematico
per attività di pirateria a scopo di lucro. In realtà, su newsgroup
e forum, la preoccupazione di una nuova legge simile alla tanto discussa (e in
realtà concretamente ancora nel limbo) Legge Urbani, è molto diffusa.
Intervistati per saperne di più riguardo il patto che verrà firmato
domani, sia il Ministro Stanca che il Ministro Gasparri hanno dichiarato che sarà
fondamentale l'intervento dei provider per preservare la proprietà intellettuale
dei contenuti.
Secondo l'articolo pubblicato su Repubblica.it a firma del bravo e competente
Alessio Balbi, sarebbe già prevista l'adozione, da parte dei provider,
di "clausole contrattuali che prevedano la sospensione delle connessioni
internet usate per violare il diritto d'autore". E così si spiegherebbe
anche la recente mossa di Tiscali di minacciare la sospensione degli account Adsl
che facciano "traffico anomalo" come già abbiamo riportato
in un precedente articolo su Webmasterpoint.
Anche in questo caso il Ministro Stanca, interpellato, getta acqua sul fuoco,
ripetendo che la sospensione dell'abbonamento è pensata per chi scambia
files con chiaro scopo di lucro, aggiungendo però che i privati che usano
il P2P devono essere consapevoli di fare qualcosa di illegale e di poter essere
soggetti a multe. E per questa ragione, tra i principali punti del Patto di Sanremo,
saranno previsti attività di educazione e sensibilizzazione degli utenti
internet contro la pirateria e lo
scambio files P2P.
Come commentare questa nuova iniziativa del nostro Governo in relazione ad
Internet?
Nelle parole del ministro (ma speriamo non solo nelle parole) sembra che debba
prevalere il buon senso. D'altra parte l'intenzione dichiarata di coinvolgere
i provider è un pesante passo in avanti verso una cultura del rigido controllo,
al limite del rispetto della privacy e delle stesse condizioni di servizio che
i provider italiani devono garantire.
Davvero pesanti sono le parole del Senatore dei Verdi Cortiana, presidente
dell'Intergruppo Bicamerale per l'Innovazione Tecnologica, che sembra essere l'unico
politico italiano pronto a combattere sia contro la legge Urbani, sia contro questo
famigerato patto.
Il senatore ha infatti rilasciato una dichiarazione secondo cui il "Patto
Di Sanremo è definibile come Markette Di Sanremo" (fonte http://www.studiocelentano.it),
affermando inoltre che "siamo di fronte ad un Governo incapace di cogliere
l'innovazione e la crescita culturale dettata dallo sviluppo di internet. Servono
ricerca e innovazione per creare nuovi modelli di business, non bieco proibizionismo:
in Brasile Gilberto Gil promuove la flat e le creative commons: chi scarica, attraverso
il canone, paga il diritto d'autore, e promuove la nascita di contenuti liberi
per uso non commerciale. La classe dirigente italiana, per miopia e pochezza,
perdera' un treno economico, e presto saranno altri a dettare legge su questo
mercato globale. Servirebbe ben altro, come ad esempio l'abbassamento sull'IVA
dei beni culturali, piuttosto che queste passerelle e questo proibizionismo".
Anche le associazioni dei consumatori, tra cui spicca AltroConsumo,
hanno deciso di non firmare il patto di Sanremo, motivando la propria decisione
sul fatto che, secondo il loro parere, non vi è stato un reale confronto
tra operatori, governo, utenti e associazioni e il quadro normativo rimane ancora
poco chiaro e troppo facilmente punitivo.
Due brevissime considerazioni personali a conclusione di questo articolo:
1) Ma lo sa il Governo che la maggior parte degli utenti utilizza la Adsl
per scaricare musica e Film? Se non ci fossero simili contenuti da scaricare e
vedere online, chi utilizzerebbe la Adsl?
2) Numerosi studi, tra cui un recentissima ricerca realizzata da illustri
professori appartenenti a diverse università americane, hanno dimostrato
come il P2P non diminuisce la vendita dei tradizionali cd musicali, anzi è
il più importante strumento pubblicitario che le case discografiche posseggono.
Non lo dice una sola ricerca, magari di parte, ma sono le conclusioni, come detto,
di molteplici studi di settore.
Ma è mai possibile che in Italia, unico Stato in Europa ad avere una
normativa così severa sul P2p, non si rifletta mai un pochino prima di
agire?
Sono quasi sicuro: come per la Legge Urbani vi sarà solo tanto rumore per
nulla e le reti P2P continueranno a funzionare. Purtroppo continueranno ad esistere
anche le vere e proprie associazioni a delinquere che fanno i soldi con la pirateria,
le uniche realtà che dovrebbero essere colpite duramente.
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Pubblicato il: 14/03/2005
AUTORE TESTO
Marcello Tansini
Webmasterpoint.org
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