Come creare un messaggio mirato (Email Marketing Parte 2)
Ogni Componente necessità di riferimenti professionali dedicati. Questi riferimenti a volte sono reperibili all’interno della propria Attività, altre volte sono rappresentati da partners esterni affidabili, competenti e professionali.
Rif: La
forza della Posta elettronica (E-Mail Marketing Parte 1)
La Componente oggetto di questa seconda parte è il messaggio
di posta elettronica, con particolare attenzione all'editing
di un messaggio mirato ad un destinatario specifico.
Tutti sanno scrivere una e-mail. Molti sanno che esistono delle differenze
sostanziali tra una e-mail privata (ad un conoscente o ad altro soggetto)
ed una commerciale. Pochi, ancora, comprendono che lo sviluppo di un messaggio
commerciale non si fonda su preferenze soggettive o su soluzioni sviluppate
per altri soggetti (anche se simili) prese e riadattate per i propri scopi.
Tutta la creatività, la tecnica e gli investimenti economici necessari
per lo sviluppo di una Campagna di E-Mail Marketing assumono senso compiuto
solo nell'istante in cui il messaggio commerciale raggiunge il destinatario.
Il fallimento o il successo allora dipende esclusivamente dalle azioni
del destinatario nei secondi/minuti seguenti la ricezione del messaggio.
Un messaggio commerciale rappresenta sia l'autore che la società
proponente. Il messaggio deve sapersi vendere per non finire nel cestino
del destinatario tra la posta indesiderata. Per questo motivo è
necessario che il mittente investa tutte le proprie risorse nell'editing
in modo da non doversi recriminare nulla nel caso in cui il destinatario
non sia recettivo.
La parte più forte in questo primo rapporto telematico mittente-destinatario
è naturalmente il destinatario. Il destinatario può decidere
il futuro di un messaggio commerciale in pochi secondi. Tutto dipende
dal grado d'interesse suscitato dall'e-mail, dal tempo a disposizione,
dalle priorità stabilite a prescindere dal messaggio. Per queste
ragioni, e partendo dall'assunto che il messaggio inviato sia di tipo
opt-in (ossia il cui invio sia autorizzato formalmente dal destinatario
- argomento oggetto della Parte 3) il mittente deve creare un messaggio
che:
a) attiri l'attenzione del destinatario.
L'indirizzo e-mail del mittente ed il titolo del messaggio giocano un
ruolo fondamentale in questo senso. Il fatto che il destinatario abbia
accettato di ricevere messaggi commerciali dal mittente non è una
garanzia che il messaggio sarà letto, sia a causa del volume delle
e-mail ricevute quotidianamente, sia a causa della quantità di
autorizzazioni all'invio rilasciate dal destinatario a Terze Parti, sia
a causa della frequenza con la quale il destinatario riceve messaggi dal
mittente (argomento oggetto della Parte 5). L'importanza dell'indirizzo
e-mail è direttamente proporzionale ai tempi di latenza che intercorrono
tra i messaggi commerciali inviati da uno stesso mittente. Un indirizzo
e-mail anonimo del tipo offerta@tiscalinet.it ha un peso oggettivo minore
di un indirizzo e-mail personalizzato tipo customer.service@nomeazienda.it:
il primo, troppo generico e legato ad un Provider di Servizi Web, è
probabile che venga ignorato (magari scambiato per spam, messaggio non
autorizzato), mentre il secondo potrebbe (probabilmente) generare delle
associazioni d'idee che convincano il destinatario di essere di fronte
ad un messaggio autorizzato e quindi potenzialmente interessante. L'importanza
del titolo, invece, è sempre e comunque fondamentale. Perfino uno
messaggio spam ha la capacità di attirare l'attenzione se presentato
da un titolo costruito ad hoc. L'oggetto di una e-mail (titolo) deve poter
rispondere alle domande tipo: perché mi stai contattando?, ti rendi
conto che ho poco tempo da dedicarti?, sei sicuro di voler contattare
proprio me? Un titolo ad effetto quasi mai è la soluzione ideale
per messaggi commerciali B2B o B2C. Titoli tipo: "Offerta imperdibile!",
"La tua unica occasione!", "Annuncio IMPORTANTISSIMO",
"Alla cortese attenzione del sig. PincoPallino", "NON CESTINARMI",
"Software gratis", "CD-ROM 30% di sconto", "Società
di E-Mail Marketing offre prodotto per le tue Campagne e-mail" etc.,
sebbene creati in buona fede e fondandosi sul presupposto ("se colpisce
me colpisce anche gli altri"), spesso e volentieri sono la causa
principale di un veloce cestinamento dell'offerta, a prescindere dal contenuto
del messaggio, soprattutto da parte di destinatari con un grande volume
di e-mail giornaliere e pochissimo tempo a disposizione per la consultazione
(seppure dilazionata nel tempo). Gli esempi riportati servono a puntare
l'indice su ciò che non dovrebbe apparire nell'oggetto di una e-mail
destinata a potenziali Clienti:
punti esclamativi e caratteri in maiuscolo ingiustificati (generano nel
destinatario una sensazione di fastidiosa forzatura);
nessun riferimento al prezzo di un prodotto o ad eventuali sconti per
dimostrarne la convenienza (l'effetto è del tipo: è troppo
bello per essere vero, dove sta la fregatura?)
evitare di riportare termini come gratis, gratuito, freeware, free (se
il prodotto è gratis il messaggio commerciale non ha ragione di
esistere, ergo c'è qualcosa che non va);
evitare di promettere montagne innevate per poi offrire colline aride.
Inganno = perdita d'immagine (far perdere immagine alla propria Attività
on-line è quanto di peggio possa accadere durante una Campagna
d'e-mail Marketing. Riconquistare la fiducia del destinatario è
Mission Impossible).
Un Titolo di buona fattura deve essere creato allo scopo di convincere
il destinatario che il messaggio è stato creato appositamente per
lui, che in alcun modo si vuole inficiare il suo potere di decisione,
che il contenuto del messaggio rappresenta un vero aiuto per la sua Attività.
La personalizzazione è d'obbligo ma il contenuto del titolo non
deve offrire alcun dettaglio. Un esempio per tutti: se volessimo inviare
un messaggio commerciale per piazzare un servizio di statistiche ad un
potenziale Cliente, dovremmo avere ben chiare le possibilità d'investimento
del destinatario (si tratta di un privato, di un'azienda, nome noto, sconosciuto,
ha già investito on-line? etc.) come anche l'effettivo interesse
verso il servizio che vogliamo proporgli, oltre ad altri parametri che
saranno chiariti nelle prossime Parti... il messaggio che invieremo avrà
come titolo: "Servizio di Statistiche ADStats: la nostra storia di
successi attraverso le parole dei Nostri Clienti"... va da sé
che il nome dei Clienti deve avere un qualche senso per il destinatario.
b) sia adeguato, per quanto possibile, ai modi ed ai tempi di
lettura del destinatario.
Non sempre un'e-mail piacevole dal punto di vista grafico rappresenta
la scelta d'impaginazione migliore per il contenuto testuale del messaggio
commerciale. Tutto dipende dal grado di familiarità che il mittente
ha con il destinatario e dalle capacità di visualizzazione di quest'ultimo.
Ancora oggi ci sono Aziende che, vuoi per evitare rischi di attacchi informatici
o vuoi perché indifferenti alle soluzioni grafiche, utilizzano
il formato ASCII per l'invio e la ricezione della Posta elettronica. Sviluppare
ed inviare un messaggio in HTML, graficamente accattivante, per poi venire
a sapere che il destinatario ha visualizzato solo una lunghissima serie
di tag html, oltre a far venire i "5 minuti" al mittente, probabilmente
è la causa per la quale il messaggio è stato ignorato dal
destinatario. E' sempre preferibile sviluppare il contenuto di un messaggio
in un formato al di sopra di qualsiasi formattazione in output, per poi,
eventualmente, offrire la scelta della visualizzazione. E se si è
sicuri che il destinatario possa ricevere senza problemi messaggi in HTML?
Anche in questo caso occorre limitarsi ad eventuali implementazioni grafiche
di basso rilievo che non inficino il peso del messaggio e che non mettano
in secondo piano il contenuto testuale. Per implementazioni grafiche di
basso rilievo s'intendono tutte le opzioni previste dalla formattazione
del testo: grassetto, corsivo, sottolineato, puntatori, intestazioni,
ipertesto etc. Per le immagini, il layout grafico, c'è tempo...
una volta acquisito il Cliente. Il layout del messaggio riveste un ruolo
fondamentale nell'economia dei tempi di consultazione. I tempi di consultazione
sono inversamente proporzionali al traffico quotidiano di e-mail del destinatario,
senza considerare altri fattori al di fuori del contesto e-mail. Maggiore
è il volume di traffico quotidiano e minore saranno le probabilità
che il destinatario presti davvero attenzione al messaggio commerciale.
Il fatto che il destinatario possa eventualmente dilazionare la consultazione
delle e-mail nei giorni a seguire la ricezione delle stesse non è
garanzia di una maggiore attenzione, anzi, si corre il rischio che le
e-mail archiviate da troppo tempo vengano cestinate (manualmente o automaticamente).
In quest'ottica è evidente che un messaggio e-mail costruito alla
stregua di una pagina HTML non è la migliore soluzione per un primo
contatto commerciale: un'anteprima del messaggio in cui si visualizza
una barra d'intestazione, un logo, qualche voce menù, è
solo una perdita di tempo per il destinatario che potrebbe riservarsi
la possibilità di una consultazione in tempi migliori solo se davvero
attratto dall'oggetto del messaggio.
c) non imponga tempi e ritmi che in qualche modo generino sensazioni
di vincoli o ultimatum nel destinatario.
Imporre da subito i tempi ed i ritmi della "trattativa" è
l'errore più grave che si possa fare. Bisogna avere ben chiaro
che il destinatario, una volta convintosi a dedicare tutta l'attenzione
dovuta al messaggio commerciale, ha i propri tempi di risposta. Per alcuni
significa pochi minuti, per altri un giorno, un paio di giorni o, addirittura
una settimana e più. Porre dei limiti temporali troppo vicini ad
un'offerta commerciale potrebbe essere controproducente, soprattutto per
quanto riguarda il Primo Contatto. Discorso diverso, in parte, se si parla
di Clienti già acquisiti. Anche in questo caso però non
bisogna esagerare: L'immagine è tutto in una Campagna di E-Mail
marketing. Non bisogna far trasparire arroganza, impazienza o intolleranza
(inviando messaggi di sollecitazione). Tutto si basa sulla corretta interpretazione
di un messaggio composto da sole parole. Non c'è nessuna mimica
facciale o tono vocale a supporto delle parole. Bisogna tenere sempre
ben presente il rischio di essere fraintesi e per questo ogni parola deve
essere accuratamente soppesata nel contesto del messaggio.
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Pubblicato il: 09/03/2005
AUTORE TESTO
Alessandro Mirri
ADVmagazine
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